Furto sacrilego a Pescina, rubata la campanella del Canonico dalla Concattedrale dei Marsi

Pescina. N’ pozza r’pusà“. Commenta così il furto della campanella del Canonico dalla Concattedrale dei Marsi di Pescina, Diocleziano Giardini, storico accreditato del paese.

Si rivolge, naturalmente, a chi si è “macchiato la coscienza” con un furto sacrilego che lascia nella tristezza più assoluta, un intero paese.

Sulla campanella, il cui suono per decenni ha annunciato l’inizio della funzione religiosa, c’era inciso il nome del Canonico Salvatore Biondi con la data 1843.

Sparisce così un simbolo della città, custodito all’interno di quella che un tempo fu la cattedrale dei Marsi e che oggi, con l’impegno e la dedizione anche dell’amministrazione comunale, è stata riconosciuta Concattedrale della diocesi dei Marsi.

Il colpo è stato messo a segno sabato scorso, in pieno giorno. Nella chiesa, che era aperta al pubblico, non c’è un impianto di videosorveglianza. A Pescina ci sono delle telecamere che puntano sugli ingressi e sulle uscite del paese ma come è facile anche solo da immaginare, sono centinaia le auto che si vedono entrare e uscire dalla cittadina immersa nel verde della Valle del Giovenco.

L’episodio è stato denunciato alla caserma dei carabinieri agli ordini del comandante Rocco Alì. Sulle tracce dei ladri ci sono i militari dell’Arma agli ordini del maresciallo Luciano Di Giosia.

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