Avezznao – Riforma della legge elettorale regionale: in Consiglio comunale tutti contrari, tranne Verrecchia
Il Consiglio comunale di Avezzano, convocato dal Presidente Domenico Di Berardino, prende posizione sulla riforma della legge elettorale regionale e dice no al collegio unico, chiedendo che il nuovo sistema garantisca una rappresentanza adeguata anche ai territori interni e montani.
L’ordine del giorno è stato approvato ieri pomeriggio con il solo voto contrario del consigliere di minoranza Massimo Verrecchia. Tra i favorevoli, i consiglieri di Udc e Lega, Collato e Fracassi e Basilico (maggioranza), e Verdecchia e Cesareo (minoranza). Un voto che porta dentro l’aula consiliare un tema che va oltre gli schieramenti: come tenere insieme, nella rappresentanza politica, un Abruzzo dove la popolazione si concentra soprattutto lungo la fascia costiera e dove le aree interne hanno una densità demografica molto più bassa, ma un territorio vasto e bisogni specifici.
Il sindaco Giovanni Di Pangrazio ha sostenuto la necessità di introdurre un meccanismo di equilibrio. “Nelle aree interne ci sono meno abitanti e questo è un dato oggettivo. Se adottiamo un sistema nel quale il peso elettorale dipende esclusivamente dalla popolazione, il rischio è che la rappresentanza si concentri naturalmente sulla costa”, ha detto intervenendo in Consiglio.
Il primo cittadino ha quindi rivolto un messaggio diretto alla Regione: “Io credo che al Presidente della Regione vada proposta una soluzione, un meccanismo di bilanciamento che consenta alle aree interne di essere rappresentate. È una richiesta per tenere insieme l’Abruzzo”.
Il punto centrale è quello della rappresentanza democratica, in un quadro regionale già segnato dagli effetti della legge che ha escluso dalla candidatura i sindaci delle comunità più grandi.
“La Marsica e le altre aree interne hanno meno abitanti, ma non hanno meno problemi, meno territorio o meno esigenze. La densità della popolazione non può essere l’unico criterio con cui si misura la rappresentanza politica”.
Da qui la richiesta di aprire un confronto prima del voto definitivo sulla riforma. L’ordine del giorno impegna infatti il sindaco a trasmettere il deliberato al presidente della Regione Marco Marsilio, al presidente del Consiglio regionale, all’assessore con delega alle aree interne e a tutti i consiglieri regionali, chiedendo un’audizione dei sindaci delle aree interne nella commissione consiliare competente.
Durante il dibattito, il consigliere di maggioranza Cristian Carpineta ha parlato di una questione che riguarda l’intero sistema delle aree interne abruzzesi.
“Già subiamo da anni riforme di carattere elettorale. Oltre 200 Comuni in Abruzzo fanno parte del sistema delle aree interne. Stiamo cercando di reclamare lo spazio che deve avere la Marsica e tutti i Comuni interni e montani della Regione”, ha detto.
E ha aggiunto: “Non possiamo rischiare di non avere in futuro dei rappresentanti. La legge elettorale del collegio unico rischia di tenere fuori i nostri territori. È una questione che riguarda i diritti dei cittadini delle aree interne”.
Sulla stessa posizione il consigliere Roberto Verdecchia, che ha richiamato i numeri della distribuzione demografica regionale: “In Abruzzo ci sono circa un milione e 260 mila abitanti e oltre 719 mila vivono sulla costa. Se il criterio diventa esclusivamente quello della popolazione, una parte consistente della rappresentanza finirà inevitabilmente per concentrarsi sulla costa. Per le aree interne diventa una battaglia per la sopravvivenza della rappresentanza”.
Di diverso avviso Massimo Verrecchia, unico consigliere a votare contro l’ordine del giorno. Il consigliere regionale ha difeso il percorso della riforma, ricordando che “era nel programma elettorale di Marsilio, abbiamo svolto le audizioni e l’iter è in discussione da due anni”. Verrecchia ha quindi richiamato anche il precedente della legge Delrio: “Non mi sembra ci siano stati interventi di questo tipo quando è arrivata la legge Delrio, voluta dal Pd. L’iter è ormai avviato e maturo e non possiamo tornare indietro”.
Il confronto resta dunque aperto e il Consiglio comunale di Avezzano sceglie di portare la questione direttamente sul tavolo regionale. La richiesta è quella di ascoltare i territori prima della decisione definitiva e di individuare una formula che consenta di mantenere insieme rappresentanza demografica e rappresentanza territoriale.




