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Dalle macerie del conflitto emerge la musica: Balsorano e le sue bande riscrivono la storia culturale del dopo guerra marsicano.

Nel mese di giugno del 1944, dopo il passaggio del fronte di guerra, si risvegliano le tradizioni delle feste patronali nei paesi del sorano e della Valle Roveto. In alcune località di tradizione bandistica si trovano strumenti musicali, ma mancano i musicanti; in altri, come Balsorano, i bandisti ci sono ma gli strumenti scarseggiano.

Così, si fa strada la richiesta da parte dei bandisti di Balsorano verso le piccole bande che stanno emergendo. Pescosolido ne accoglie una decina, come anche Campoli Appennino. L’anno seguente, su indicazione del maestro Creati, circa quindici bandisti vengono richiesti dalla grande banda da giro Città di Alvito, che avrà un notevole successo in diverse regioni, tra cui il Lazio, la Campania, il Molise e le Puglie, grazie all’apporto dei musicisti balsoranesi.

Negli anni successivi, mentre gli anziani decidono di chiudere l’attività bandistica, i giovani seguono altre direttive, portando alla cessazione definitiva della passione per il concerto musicale a Balsorano.

Riferimento autore: Giovanni Tordone.

Nel mese di giugno dell’anno 1944, dopo il passaggio del fronte di guerra, nel sorano e nella Valle Roveto, insieme con la volontà di rivivere, tornano nei paesi le consuetudini delle feste patronali. In alcuni di essi di tradizione bandistica vi sono gli strumenti musicali ma non i musicanti; in altri, come Balsorano, sono sopravvissuti i bandisti ma non c’è ombra di strumenti musicali.

Inizia, in tal modo, la richiesta dei bandisti di Balsorano da parte delle piccole bande che, man mano, si vanno riformando. Pescosolido ne accoglie una diecina, così come Campoli Appennino. Una quindicina di essi, l’anno dopo, fu richiesta, su indicazione del maestro Creati, dalla grande banda da giro Città di Alvito, la quale ebbe grandissimo successo nel Lazio, nella Campania, nel Molise e nelle Puglie, grazie anche all’apporto dei bandisti balsoranesi.

Negli anni che seguirono, mentre gli anziani preferirono porre fine all’attività bandistica, i giovani percorsero altre vie. Per cui a Balsorano la passione per il concerto musicale venne a cessare in maniera definitiva.

Riferimento autore: La Banda musicale (Testi a cura di Giovanni Tordone).

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Nel mese di giugno dell’anno 1944, dopo il passaggio del fronte di guerra, nel sorano e nella Valle Roveto, insieme con la volontà di rivivere, tornano nei paesi le consuetudini delle feste patronali. In alcuni di essi di tradizione bandistica vi sono gli strumenti musicali ma non i musicanti; in altri, come Balsorano, sono sopravvissuti i bandisti ma non c’è ombra di strumenti musicali.

Inizia, in tal modo, la richiesta dei bandisti di Balsorano da parte delle piccole bande che, man mano, si vanno riformando. Pescosolido ne accoglie una diecina, così come Campoli Appennino. Una quindicina di essi, l’anno dopo, fu richiesta, su indicazione del maestro Creati, dalla grande banda da giro Città di Alvito, la quale ebbe grandissimo successo nel Lazio, nella Campania, nel Molise e nelle Puglie, grazie anche all’apporto dei bandisti balsoranesi.

Negli anni che seguirono, mentre gli anziani preferirono porre fine all’attività bandistica, i giovani percorsero altre vie. Per cui a Balsorano la passione per il concerto musicale venne a cessare in maniera definitiva.

Riferimento autore: La Banda musicale (Testi a cura di Giovanni Tordone).

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