“The Swingles” al Teatro dei Marsi: intervista ai componenti dell’ensemble



Condividi su facebook
Condividi
Condividi su whatsapp
INVIA
Condividi su telegram
Telegram
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su email
Email
Condividi su print
Stampa

Avezzano. La versalità della musica a cappella dei “The Swingles” in “Look Back (ForWard)” ha raggiunto, lo scorso 10 febbraio, il palcoscenico del Teatro dei Marsi in occasione della Stagione musicale 2017/2018 targata Harmonia Novissima, per una serata all’insegna delle riarrangiate sonorità classiche di Bach, le cover moderne anni ’60 e ’70, tra cui Simon and Garfunkel e i The Beatles. Questo gruppo, in vita dal 1963, è stato vincitore di cinque Grammy Awards e vanta diverse collaborazioni nelle colonne sonore di Grey’s Anatomy, Milk o Sex and the City.
Abbiamo incontrato i sette ragazzi che compongono l’ensemble per scambiare qualche battuta prima del concerto

Come sono nati “The Swingle Singers”?
Il gruppo nasce quando dei cantanti di Parigi, tra cui l’americano Ward Swingle, si sono riuniti per cantare alcune delle musiche di Bach solo per divertimento. Sembrava fantastico e hanno realizzato un disco, all’inizio un regalo di Natale per i loro amici e famiglie. Il successo è arrivato quando un Dj americano lo ha ascoltato e iniziato a passarlo in radio.

Siete operativi dagli anni ’60, qual è l’elemento che vi ha tenuti insieme per tutti questi anni e che continua a farlo?
Sì, il gruppo non si è mai sciolto, anche se negli anni ’70 Ward Swingle si è trasferito nel Regno Unito e da allora abbiamo sede a Londra. Quando un cantante se ne va, un altro si unisce, quindi c’è stato un forte elemento di continuità ma anche una musica in continua evoluzione. Per noi è molto importante continuare ad osare e sorprendere il pubblico – è così che onoriamo lo spirito innovativo del gruppo originale degli anni ’60, ed è anche il modo in cui rimaniamo interessati e motivati.

Come si combina il repertorio classico e Bach con il jazz? È stato difficile metterli in sintonia?
La musica di Bach in particolare è straordinariamente adattabile a stili diversi, e parte della genialità dell’approccio di Ward consisteva nel fatto di non cambiare per nulla la musica originale: ha realizzato qualcosa di totalmente innovativo solo aggiungendo semplicemente una sezione ritmica leggermente oscillante e avendo le linee cantate con le sillabe scat piuttosto che suonate. Per noi ad oggi, non ci sono limiti ai diversi generi e stili che portiamo in scena in un nostro concerto. È tutta musica!

Avete alle spalle più di tremila concerti in tutto il mondo, c’è un posto al quale siete particolarmente legati?
Tutta l’Italia! Abbiamo vissuto momenti magici esibendoci in teatri incredibili, chiese e festival italiani. In ogni città che visitiamo ci sono nuovi tesori da scoprire, nuovi piatti e vini locali. E il pubblico italiano è così generoso e aperto.

A quando il prossimo Grammy Awards?
Ah, sarebbe davvero bello ricevere un sesto Grammy. La musica a cappella ha avuto negli ultimi anni grande successo ai Grammy, quindi chissà che non potrebbe accadere?

 

foto di repertorio




Lascia un commento