Santa Croce: Colella querela Flacco e la Regione la esonera per ‘conflitto di interessi’



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Canistro – Iris Flacco, dirigente regionale del servizio Risorse del territorio e Attività estrattive, non potrà più occuparsi di procedimenti e provvedimenti che riguardano direttamente o indirettamente la società Santa Croce, quindi è incompatibile con l’espletamento dei due bandi relativi alla concessione delle sorgenti Sant’Antonio Sponga di Canistro e delle sorgenti Valle Reale di Popoli ( Pescara), e San Benedetto in Perillis (L’Aquila).

A disporre la clamorosa misura, adottata con un provvedimento firmato ieri, 20 marzo, e innescata da una diffida della stessa Santa Croce, la responsabile Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (Rptc) Stefania Valeri, dirigente del servizio Avvocatura regionale, in quanto nell’operato della Flacco si ravvisa un potenziale “conflitto di interesse”.

Il caso, in seno all’amministrazione regionale, è scoppiato in seguito ad una citazione per danni presentata al tribunale di Roma dalla Santa Croce contro la stessa dirigente, per sue affermazioni considerate diffamatorie, rese ad un quotidiano on line.

A renderlo noto la stessa società dell’imprenditore Camillo Colella, ex concessionario delle sorgenti Sant’Antonio Sponga, e in gara per l’affidamento delle sorgenti Valle Reale.

La diffida e la citazioni per danni, la prima presentata il 15 marzo scorso, è stata curata dal pool di legali della società di imbottigliamento di acqua minerale Matteo e Claudio Di Tonno del foro di Pescara, Giulio Mastroianni di Roma, e Roberto Fasciani di Avezzano.

La Flacco è già stata sostituita nella commissione di gara incaricata di esaminare le offerte tecniche per l’affidamento delle sorgenti Valle Reale, per cui concorrono la Santa Croce e l’attuale concessionario in proroga, la Gran Guizza spa. La seduta convocata venerdì scorso è stata rinviata a data da destinarsi per la mancata nomina del segretario verbalizzante.

La Flacco è anche responsabile dell’iter dell’affidamento delle sorgenti Sant’Antonio Sponga, assegnate provvisoriamente alla Norda spa. La stessa concessione è stata revocata, a fine 2015, proprio alla Santa Croce, proprietaria dello stabilimento di Canistro e del noto marchio di livello nazionale, a causa dell’annullamento del bando della Regione, a seguito di un ricorso del Comune di Canistro. Da allora la Santa Croce ha ingaggiato con la Regione un duro contenzioso legale che ha visto molto spesso protagonista la stessa Flacco.

“Finalmente anche in seno alla Regione stanno emergendo, sia pure in minima parte, le vessazioni e le illegittimità subite nel corso degli ultimi anni, in questo senso ritengo che sia stata una decisione obbligata – commenta Colella -, che comunque fa notizia perché finora la Regione ci ha dato torto a prescindere. La dirigente Flacco, spalleggiata politicamente dal vice presidente della Giunta regionale Giovanni Lolli, dopo la nostra citazione per danni, non può più garantire imparzialità e serenità di giudizio nell’ambito di provvedimenti in cui è coinvolta la mia società. La gara per la sorgente Valle Reale, innanzitutto, registra notevoli ritardi che continueremo a denunciare in ogni sede, come il grave fatto che la Regione, in attesa dell’esito della gara, ha permesso di imbottigliare nonostante la proroga sia scaduta a febbraio quindi la Guizza lavora senza titolo”.

“La Regione,  – incalza poi Colella – facendo due pesi e due misure, consente di imbottigliare la sorgente Valle Reale ma non la Sponga, nonostante siano entrambe sotto gara.  La Flacco è responsabile per la Regione del procedimento relativo alla concessione Sant’Antonio Sponga, che  da maggio 2017, all’atto dell’assegnazione provvisoria alla Norda, si protrae anch’esso con grande ritardo e incertezze nel piano industriale e di realizzazione del nuovo stabilimento, con il risultato – prosegue l’imprenditore molisano – che l’acqua minerale da oltre due anni non viene più imbottigliata, ai lavoratori che noi siamo stati costretti a licenziare, stanno per terminare gli ammortizzatori sociali. Per tale ragione informeremo la Corte dei Conti sul grave danno erariale procurato dalla Regione”.

“Insomma si continua ad illudere i cittadini ed i lavoratori che si costruirà il nuovo stabilimento visto che a oltre un anno da bando, la Norda non è titolare di nessuna concessione. Anzi, siamo in attesa che la Regione dichiari la decadenza come da noi richiesto con atti ufficiali per scadenza dei termini. Senza tralasciare il fatto – conclude Colella – che la vicenda ha causato gravi danni alla mia azienda che siamo sicuri le autorità competenti ci riconosceranno”.

La responsabile Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza Valeri nella nota del 20 marzo, rispondendo alla diffida della Santa Croce, richiama innanzitutto le norme sul codice di comportamento dei dipendenti pubblici e nello specifico della Giunta regionale, e concorda sul fatto che sussiste l’obbligo di astensione a carico dei dipendenti “nelle ipotesi in cui lo stesso versi in una situazione di conflitto di interessi anche solo potenziale”, e che “possano ledere l’imparzialità dell’azione amministrativa e minarne il corretto svolgimento”.

Entrando nel merito si prende atto che “nel caso in esame a seguito di alcune affermazioni ad un quotidiano on line ritenute ‘diffamatorie o comunque lesive dell’immagine della società’, è stata incardinata nei  confronti della dirigente Flacco,  un’azione risarcitoria dinanzi al Tribunale di Roma per violazione delle norme di comportamento dei dipendenti pubblici”.

Si ricorda dunque che “la Santa Croce è parte in più di un procedimento amministrativo ascritto alle competenze della dottoressa Flacco, nella qualità di dirigente del servizio risorse del territorio e attività estrattive”.

Ciò considerato, la dirigente Valeri dispone che il direttore di Dipartimento, Emidio Primavera, provveda alla sostituzione della dirigente Flacco, “in relazione a tutti i procedimenti ad oggi pendenti ed afferenti alla posizione soggettiva della Santa Croce”.




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