Sanità, istruzioni per l’uso: le classi di priorità



Condividi su facebook
Condividi
Condividi su whatsapp
INVIA
Condividi su telegram
Telegram
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su email
Email
Condividi su print
Stampa

Avezzano – Capita frequentemente di trovarsi a leggere sui quotidiani locali, di problemi legati alle lunghe attese per usufruire di prestazioni sanitarie nel singolo Ospedale/Distretto o, addirittura, sull’intero territorio della ASL provinciale Avezzano-Sulmona-L’Aquila.

Il problema delle liste di attesa è presente in tutti gli Stati dove è previsto un sistema sanitario “universalistico” e che offre un livello di assistenza avanzato.Problematiche spesso e in maniera semplicistica riconducibili alle difficoltà organizzative, alla carenza di personale, alla carenza delle strutture erogatrici, purtroppo sono reali.

Un impegno importante, è stato definito con la realizzazione di un Piano Nazionale di governo delle liste di attesa (PNGLA), di valenza triennale rinnovato di volta in volta, che le Regioni hanno fatto loro predisponendo ulteriori interventi in collaborazione con le Aziende Sanitarie Locali (ASL). Il primo atto ufficiale adottato nella Regione Abruzzo è stata la Delibarazione m.575 del 2011 – Approvazione Piano Regionale di Governo delle Liste di Attesa (PRGLA).

Con questo documento la Regione ha emanato le indicazioni, previste dal Piano  Nazionale, per il monitoraggio e la gestione delle Liste di Attesa individuando un gruppo di prestazioni, ne sono 43, con le quali controllare ed eventualmente apporre corretivi, sulle criticità nella prenotazione/erogazione delle prestazioni. All’interno delle 43 prestazioni ritroviamo 14 tipologie di visite ed alcuni esami strumentali complessi come le ecografie, TAC Risonanza Magnetica e Ecocolordoppler, solitamente quelle per le quali esitono tempi lunghissimi presso la maggior parte delle strutture erogatrici.

E’ pur vero che esistono strumenti prescrittivi (cioè utilizzabili dal medico che scrive su ricetta rossa) nati per aiutare, nei casi reali di bisogno, l’utente ad avere una corsia “preferenziale” per l’accesso alle prestazioni sanitarie nelle strutture pubbliche: questo strumento si chiama “classi di priorità”.

Le classi di priorità vengono indicate direttamente sulla “ricetta rossa” (impegnativa) dal medico prescrittore, solo se è una prima visita oppure la prima volta che si effettua una delle prestazioni strumentali previste.

Le priorità che possono essere indicate sono 4 ovvero:

  • “U” Urgente: la prestazione deve essere eseguita entro 72 ore;
  • “B” Breve: da eseguire entro 10 giorno;
  • “D” Differibile: da eseguire entro 30 giorni per le visite e 60 giorni per gli esami strumentali;
  • “P” Programmata: da eseguire entro 180 giorni.

Il tempo massimo viene calcolato dalla data in cui l’utente si presenta allo sportello e l’impegnativa, con indicata la priorità, ha validità secondo lo schema di prima: l’impegnativa con U scade dopo tre giorni, con B dopo 10 giorni, con D 30/60 giorni e P 180 giorni.

Un altro aspetto da chiarire è questo: non solo esistono prestazioni specifiche per le quali è possibile richiedere la priorità, abbiamo detto che sono 43, ma anche casi clinici ben definiti per ognuna di esse e per ogni priorità, questo per consentire una maggiore appropriatezza nella prescrizione garantendone la disponibilità in casi di reale necessità. Continueremo questi approfondimenti cercando di fare chiarezza, a portata del cittadino. (L.P.)




Lascia un commento