Saluto e ringraziamenti di S.E. Mons. Giovanni Massaro al termine della santa Messa di ordinazione episcopale



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Nel famoso dipinto del Caravaggio, nella chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma, che rappresenta il momento decisivo della chiamata di Matteo, Gesù indica col dito Matteo che siede al banco delle imposte e gli dice: «Seguimi». Matteo sembra non capire l’invito, reagisce meravigliato e, a sua volta, col dito indica se stesso, come volesse chiedere conferma: «Ma chiami proprio me? Io che sono quello che sono?». Quante volte è risuonata in questi giorni in me la stessa domanda.

Ringrazio Dio che ancora una volta ha posato il suo sguardo misericordioso sulla mia povera persona. Sia ben chiaro fin da questa sera che se qualcosa di buono riuscirò a fare sarà frutto della bontà e della misericordia di Dio che quando chiama qualcuno al servizio apostolico lo rende idoneo offrendogli una specifica identità ministeriale che nasce dalla sua grazia. A Dio la mia lode e il mio ringraziamento.

Ringrazio tutti voi per la vostra affettuosa presenza e ringrazio coloro che avrebbero voluto essere presenti ma non lo sono per via delle limitazioni dettate dall’attuale situazione di emergenza sanitaria. Un pensiero caro va agli ammalati e a quanti, grazie a Teledehon alle altre emittenti televisive, si sono uniti nella preghiera a questa eucaristia.

Ringrazio il vescovo Luigi, pastore di questa Chiesa, che fin dall’inizio del suo ministero episcopale in questa diocesi mi ha dimostrato stima e fiducia. Grazie, eccellenza, perché mi ha voluto bene come un padre e con il suo esempio mi ha spronato a spendermi per amore di Cristo e dei fratelli. E con lei ringrazio i suoi predecessori mons. Lanave, con il quale ho mosso i primi passi in seminario, e mons. Calabro, che mi ha ordinato presbitero e voluto come vicario generale.

Ringrazio mons. Pietro Santoro per il suo generoso ministero in favore del santo popolo di Dio che è in Avezzano e di cui farò molto tesoro. Grazie, eccellenza, per le attenzioni e le parole di stima e accoglienza che sin dall’annuncio della nomina mi ha rivolto. Mi hanno fatto molto bene. Ringrazio mons. Luigi Renna per l’amicizia che ci lega da tanti anni. Mi conforta, carissimo don Luigi, la certezza di poter contare sempre sulla tua vicinanza.

Ringrazio tutti gli arcivescovi e vescovi qui presenti. In tanti hanno dovuto fare un lungo viaggio. La vostra presenza mi incoraggia perché non si è mai vescovi da soli. Con l’ordinazione episcopale si diviene infatti membro del collegio episcopale sempre unito ai fratelli nell’episcopato e a colui che il Signore ha scelto come successore di Pietro.

Un ringraziamento speciale sento di esprimere al cardinal Petrocchi, presidente della Conferenza episcopale abruzzese–molisana. La sua partecipazione, eminenza, a questa celebrazione è il segno della premura che da subito ha avuto nei miei confronti e della vicinanza con cui segue il cammino delle Chiese che sono in Abruzzo e Molise della cui unità non è solo figura rappresentativa ma concreto e fattivo promotore.

Una parola di gratitudine per la schiera innumerevole di persone amiche che mi hanno condotto quasi per mano fino a questo giorno. Ringrazio Dio per la vita e gli insegnamenti ricevuti dal mio caro papà che amo pensare tra le braccia misericordiose di Dio e di mia madre qui presente insieme a mia sorella, mio fratello e a tutti i miei parenti. Da loro ho imparato una fede operosa, la generosità verso i fratelli, la serietà del lavoro quotidiano e il gusto di una vita semplice.

Ringrazio Dio per voi presbiteri, diaconi, religiosi e religiose della diocesi di Andria. Vi confido che mi sono sempre sentito voluto bene da tutti voi e che tanto ho imparato dalla vostra carità pastorale e dalla vostra passione per il vangelo. Questa Chiesa locale non è certamente perfetta ma è costituita da presbiteri che lavorano generosamente per l’annuncio del vangelo e io mi sento espressione di questo presbiterio generoso e animato da vincoli di fraternità. Alcune fulgide figure di sacerdoti mi sostengono dal cielo. Approfitto per rivolgere l’augurio di un ministero sempre più fecondo a don Franco Leo, don Francesco Santomauro, don Michele Leonetti, don Domenico Evangelista e don Alessandro Tesse che celebrano quest’oggi l’anniversario della propria ordinazione sacerdotale.

Un abbraccio fraterno a don Stefano Mazzone e ai miei compagni di corso ai quali sono molto legato. La bellezza di avere amici, che siano sacerdoti o laici, che hanno condiviso con te sogni ma anche amarezze sta nel fatto che te li ritrovi presenti in tutti i momenti della tua vita.

Saluto e ringrazio tutte le autorità civili e militari presenti nonché i numerosi e qualificati rappresentanti della società civile perché hanno voluto onorare con la loro presenza le chiese in festa di Andria e di Avezzano. Ringrazio il sindaco di questa città che stasera ci ospita in questa bella piazza. Vorrei abbracciare uno per uno tutti voi carissimi fedeli di questa chiesa a me tanto cara, provenienti dalle parrocchie nonché dalle diverse realtà diocesane. Saluto in particolare i collaboratori della curia vescovile, la comunità del seminario, gli amici dell’AIMC, dell’UCID, del MEIC, dell’ufficio catechistico, della redazione del giornale Insieme, e della cara parrocchia Madonna della Grazia. E poi ancora gli amici del Rotary, i docenti, i compagni e gli alunni del liceo scientifico. Sono i luoghi dove ho reso un servizio in questi anni. Luoghi all’interno dei quali ci sono persone che, insieme a tante altre incontrate nel cammino della vita, mi hanno dato e continuano a darmi tanto affetto nonché la testimonianza di una grande passione per la Chiesa. L’immagine di questa piazza traboccante di volti amici assieme a tanti altri che sono rimasti a casa, me la porterò per sempre nel mio cuore.

E nel mio cuore dal 23 luglio scorso sono entrati i presbiteri, i religiosi, le religiose, i diaconi e i fedeli della diocesi dei Marsi. Sono contento che il Signore mi abbia chiamato a servire questa terra di Abruzzo e ho il vivo desiderio di incrociare presto i vostri volti. Impareremo a conoscerci e a condividere i doni del Signore. Prendendo in prestito le parole di don Primo Mazzolari vi dico che non ho né oro, né argento da distribuirvi né intelligenza tanta per farvi sapienti. Altri vi insegneranno a farvi ricchi e a crescere nell’intelligenza. Io vengo da voi per divenire buono insieme a voi. Essere buoni è tutto. Amare è tutto.

È l’unica vera felicità. «Chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo la troverà». Solo una vita donata è una vita trovata, degna cioè di essere vissuta. La ricchezza passa, la giovinezza pure, la bellezza appassisce, solo l’amore rimane nella vita e nella morte. Vi chiedo il favore di accogliermi in semplicità, così come sono, con fede e con il cuore. So bene che la Marsica è una terra bella, abitata da un popolo buono, accogliente, che vuole bene al proprio vescovo. Alla mia mamma dico pertanto di stare tranquilla perché io vado in buone mani.

Ringrazio infine Dio per le numerose persone che si sono impegnate, con generosità, dedizione e sacrificio nella preparazione di questa celebrazione. Grazie alle autorità civili, al Comune di Andria, alle forze dell’ordine che in questo tempo di pandemia ci hanno consentito di avere una celebrazione così ordinata e in sicurezza. Un grazie speciale al comitato organizzatore, a don Vito Zinfollino, all’ingegnere Gianfranco Cannone a tutti i collaboratori e volontari per la complessa macchina organizzativa. Siete stati tutti molto bravi. Ringrazio i gestori degli esercizi commerciali presenti in questa piazza per la preziosa collaborazione.

Speciale gratitudine va anche all’ufficio liturgico, ai cerimonieri don Gianni Agresti e don Nicola De Ruvo, ai musicisti, al bravissimo coro diocesano, ai seminaristi, per il perfetto svolgimento di questa celebrazione. Affido il mio nuovo ministero alla Vergine Maria. Nella mia storia vocazionale ha avuto un ruolo importante perché come ho avuto modo di affermare in altre circostanze io sono nato in pericolo di vita e il mio papà si recò al santuario della Madonna dei Miracoli, patrona di questa diocesi, chiedendole la grazia di mantenermi in vita e promettendole che avrebbe accettato con docilità, qualsiasi vocazione da parte di Dio su di me.

La Madonna ha preso sul serio quella promessa e se sono presbitero, e da stasera anche vescovo, la Vergine Maria ha di certo messo del suo. E non è di certo casuale che sia stato convocato a Roma, per ricevere la nomina di papa Francesco, il 16 luglio scorso, giorno in cui celebriamo la festa della Madonna del Carmine, venerata in questa diocesi, presso il seminario vescovile e pertanto tanto cara in particolare a tutti noi sacerdoti.

Sono segni semplici che mi dicono che la Madonna mi accompagnerà nel mio cammino e chiedo anche a voi di accompagnarmi con la vostra preghiera e il vostro affetto perché io sia un vescovo buono, umile e gioioso. Vi abbraccio con tanto affetto e che il buon Dio ci benedica tutti.

Fonte: Diocesi di Avezzano