La Marsica di Tommaso Brogi (1900) – Parte VIII



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La Marsica di Tommaso Brogi (1900)
Tradotta e resa leggibile da Franco Francesco Zazzara
>> Capitolo primo
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>> Capitolo terzo
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>> Capitolo quinto
>> Capitolo sesto
>> Capitolo settimo

Pietro da Celano però si era separato in occasione della battaglia dal Brennese Gualtieri e fu fatto prigioniero insieme con il fratello di Diopoldo Sigfrido e Ottone di Laviano . La sua prigionia durò poco . Il Gualtieri lo liberò e strinse parentela con lui tramite il matrimonio fra Berardo figlio di Pietro e Margherita sua nipote . . Diopoldo si trovava assediato a Sarno , nottetempo fece una sortita , cogliendo di sorpresa gli assedianti e facendo prigioniero Gualtieri . Nell’anno 1206 il Pontefice venne a patti con Diopoldo e nel 1208 convocò a San Germano il maggior numero di baroni , di giustizieri e governatori per far  nominare “maestri capitani” il Conte Pietro e Riccardo de L’Aquila , conte di Fondi , con l’incarico di far loro governare le province in nome del Re : a Pietro furono assegnate La Puglia e la Terra di lavoro  ed al Conte Riccardo Napoli ed il resto . Riccardo , appena il papa partì da San Germano ,si accordò con Diopoldo ed occupò Capua : Il figlio del Conte Pietro però , con l’aiuto di Leone D’Andrea che occupava il Castello di Capua , fece sì che Pietro giungesse a Capua e farsi consegnare il Castello . In seguito fu lo stesso Pietro che , per rendere effettiva la sua signoria nel Principato di Capua , si rappacificò con Diopoldo   ed insieme si schierarono con Ottone Re di Germania invitandolo alla conquista del regno : Ottone , rompendo il giuramento fatto con il Pontefice , accettò l’invito e , passando per Rieti , giunse nella Marsica nel 1210 . Il papa , invano ,lo richiamò al giuramento prestato e di fermarsi  : dovette scomunicarlo insieme con tutti i suoi aderenti , fra i quali Pietro da Celano e suo figlio ,arcivescovo di Capua . Il papa invitò i grandi elettori di Germania,  ad eleggere imperatore Federico , il figlio di Costanza re di Napoli .  Ottone ritornò in Germania e fu sconfitto nella battaglia di Bovines ( 1214) , dopo la quale perse l’Impero ed il regno di Napoli . Durante il Concilio Laterano dell’anno 1215 fu confermata l’elezione a Re di Federico II°. Pietro da Celano era morto nel 1212  . Suo figlio Rainaldo , arcivescovo di Capua  morì nel 1218 .

RICCARDO di CELANO :-  Fu fratello di Pietro : fu presente all’incoronazione di Federico II°, a Roma nel 1220 , per chiedergli la grazia ( del fratello) , donandogli alcuni Dextrari ( robusti cavalli di guerra e di lancia ,lo scudiero li teneva con la mano destra prima del combattimento ) . La risposta fu negativa per l’infedeltà che la sua famiglia aveva portato  verso Ottone . La Contea di Celano fu occupata dal Conte del Molise , anch’egli non gradito dall’imperatore Federico .

TOMMASO CONTE di MOLISE e di CELANO :– Era parente a Pietro da Celano perché aveva sposato una sua figlia . Nel 1221 si ha notizia che subentrò nella Contea di Celano . Era il fratello di papa Innocenzo III° , tutore di Federico , che in seguito odiò tanto . Dal diniego per la grazia dell’imperatore  , “ Tommaso non curvò la schiena” e, mostrando un ardire stupefacente , resistette ad oltranza all’imperatore Federico , pur sapendo di essere piu’ debole .    All’inizio Tommaso preparò le sue difese nelle Rocche di Boiano e a Roccamandolfi . A Boiano fece andare la moglie e la famiglia , a Roccamandolfi portò il suo quartier generale . Aveva fortificato nel frattempo il Contado di Celano e di Ovindoli . Era l’anno 1221 e l’imperatore Federico ordinò ai baroni ed alle loro soldatesche di espugnare Boiano ma , mentre la città si arrese , la Rocca fu assediata . Tommaso corse in aiuto della moglie ; mise in fuga gli assedianti  e portò con sé la moglie a Roccamandolfi . Federico raccolse altre soldatesche al comando del Conte di Acerra , che fece un patto con la Rocca di Boiano e strinse d’assedio Roccamandolfi . Contemporaneamente assaltava Celano , dove fu respinto . Quando Tommaso lo seppe , uscì di nascosto da Roccamandolfi viaggiando tutta la notte e, allo spuntar del giorno . con la sua guarnigione attaccò gli assedianti ,uccidendone molti  ed altri fece prigionieri . Liberò dunque la Marsica e punì Paterno , incendiandolo , portando a Celano abbondanza di viveri . Accertatosi di aver di fronte un nemico molto risoluto , il Conte di Acerra chiese rinforzi che gli furono portati dall’abate di Cassino Stefano e dall’ arcivescovo di Capua Rainaldo  , che morì lungo la strada per un malore : Tommaso cercò di affrontarli in campo aperto , ma il sovrannumero di essi lo costrinse a barricarsi dentro le mura di Celano   che era situato sul monte Tino , luogo assai sconnesso , circondato da mura e protetto da una Rocca : si presentava inespugnabile da ogni parte . Il Conte di Acerra pensò bene di prendere Tommaso per fame , tornò a Roccamandolfi e dispose che l’assedio continuasse in modo strenuo . Le bombarde colpivano le mura e la contessa , coraggiosa quanto il marito , dopo qualche tempo chiese la resa a queste condizioni : 1) – sicurezza per lei , per il giovane figlio e i suoi familiari  2) –poter portare con sé tutte le suppellettili  £)- consegnare la Rocca . Questa venne distrutta dalle sue fondamenta . Federico , stizzito per questa strenua resistenza ( era l’anno 1222) , venne di persona a Celano . Fece venire da Roccamandolfi la Contessa e suo figlio e la mandò dal marito per persuaderlo alla resa . Questo stratagemma non riuscì , perché Tommaso non si arrese ai patti , certamente inaccettabili . Federico fece prigionieri la Contessa e suo figlio che furono dati in custodia al maestro –giustiziere Enrico De Marra .

Dopo aver ordinato di portare l’assedio con piu’ vigore , dal colle di S. Flaviano , l’imperatore partì per la Puglia . Celano soffriva molto le ristrettezze e Tommaso chiese aiuto al papa Onorio III° per trattare la resa ,che fu concordata con questi patti:1)-Si doveva consegnare Celano ed Obinolo ( Ovindoli) ,2) – il Conte Tommaso poteva andarsene con armi , bagagli ed il seguito che voleva andare con lui e che3) gli rimanesse il Contado del Molise . Tommaso andò a Roma e sua moglie rimase nel Molise . Dunque la famiglia De Berardi perse la Contea di Celano e dopo anche quella di Albe . Ma non si perse d’animo , convinta che sarebbe risorta dalle proprie ceneri , come la fenice . Questo accadde con gli Angioini .

L’imperatore non accettò l’esito di questo accordo del papa : ordinò che fossero scacciati via da Celano tutti i suoi abitanti , che si fosse dato fiamme alla Rocca e che fossero spianate al suolo tutte le case . Il suo ordine fu eseguito ; fu risparmiata solo la Chiesa di San Giovanni . Fece costruire un caseggiato vicino , ma non per i Celanesi , che fece chiamare Cesarea  ( tagliata –distrutta) . Fu mandato il messo De Marra nel Molise , cercando di convincere ad andarci   anche Tommaso . Egli rifiutò e , in contumacia , fu privato del suo feudo . La moglie fu scacciata ed andò anch’ella a Roma , dal marito Tommaso . Le famiglie celanesi , nella piu’ nera miseria , andavano vagando di qua e di là alla ricerca di un tozzo di pane e di un ricovero . Furono ingannati con la promessa del rientro fra i ruderi , dove furono fatti prigionieri e deportati chi in Sicilia e chi a Malta . Il papa ascoltò il grido di dolore di quel popolo e , dopo tre anni di incessanti pratiche ,  riuscì a far ritornare i celanesi , nell’anno 1227.

Il Conte Tommaso si mise al servizio della Santa Sede . Nello stesso anno 1227 il Cardinale Ugolini di Segni fu proclamato Papa col nome di Gregorio IX° , aveva ottant’anni . Era il nipote del suo antecedente papa Innocenzo III° . L’elezione di questo papa non piacque a Federico . Il papa gli mosse guerra ( nel 1229) e a capo del suo esercito pose Tommaso , Ruggiero di Aquila , Pandolfo Savelli di Anagni , con il titolo di “Chiavisegnati” . Nonostante Federico si trovasse a Sora , il suo esercito non riuscì ad impedire che i suoi avversari si impadronissero di Arpino , di Fontana della Valle Sorana e di tutta la Marsica . Ma Federico  riconquistò il territorio , soltanto con un drappello di duecento soldati , gli resistette per breve tempo solo la Rocca di Foce . Con il giungere di forze da Spoleto guidate da Bertoldo , dovette cedere . Non si ebbero piu’ notizie di Tommaso di Celano .

                Altri Feudatari Marsicani  

FEDERICO principe di Antiochia fu Conte di Albe e di Celano , dopo la morte di Tommaso . Questo Federico era figlio illegittimo dell’imperatore Federico , avuto da Beatrice Principessa di Antiochia  : altri figli bastardi erano , tra gli altri , Ezio re di Sardegna e Manfredi Re di Napoli .

RUGGERO Conte di Celano fece costruire la Chiesa di San Francesco , nei pressi del Castello di Celano . Egli era discendente dei Berardi .

Nicolò Conte di Celano sotto il Re Manfredi , cui era fedele . Per questo motivo fu scacciato da Carlo D’Angiò.

I De Ponte (Bartolomeo , Andrea e Giovanni) furono signori di Tagliacozzo . Alla caduta degli Svevi , Andrea De Ponte si schierò con gli Angioini .

BONAVENTURA , signore di Tagliacozzo , fu presente alla canonizzazione del monaco Oddone (1 240).

AVEZZANO fu un feudo a parte , sotto gli Svevi . Negli anni di Federico era di un certo Americo , al quale successe il figlio Grimando , signore di Tricarico . Grimando ebbe una figlia di nome Sveva che sposò il conte di Marsico, Tommaso.

Nel giugno del 1242 l’imperatore Federico si trattenne ad Avezzano , per coordinare il suo esercito nella guerra contro il papa Gregorio IX°. A luglio marciò verso Roma .

LUCO dei Marsi:-Sotto i Normanni (1187) faceva parte della Contea di Albe .  Con gli Svevi fece feudo a sé.

La CONTEA di Albe nel 1122 era in potere di Berardo d’Ocre .

In occasione della pace con  Gregorio IX° , Federico cocesse i feudi di Albe e Celano a Giovanni di Poli , che era il nipote del papa, e a Ruggero de L’Aquila .

L’Imperatore Federico morì a 54 anni , nel 1130 ,e gli succedette il figlio Corrado  , che regnò soltanto per quattro anni .

Suo figlio Corrado , che si trovava in Germania , fu nominato suo erede , con un suo testamento .

Manfredi , figliastro del Re , fece sapere che Corrado  era morto , e si fece proclamare Re . La contesa con la Santa sede con Manfredi si inasprirono vieppiu’ e Clemente IV° decise di investire del Regno d’Italia Carlo D’Angiò , che era Conte di Provenza e lo incoronò solennemente a Roma nel 1265.

Nel 1266  Carlo D’Angiò entrò nel regno da Ceprano ( “dove fu bugiardo ogni pugliese”) .

Manfredi morì nella battaglia di Benevento del 1267. Con lui finì la dominazione sveva , durata soltanto 69 anni . Per il partito ghibellino ( favorevole all’imperatore ) questo fu il colpo mortale .

Fatta eccezione per il Contado di Celano ,di Albe e di Tagliacozzo , la Marsica sotto i Normanni e Svevi era sminuzzata in tanti piccoli feudi .

             Il Feudo e la Contea di Tagliacozzo sotto gli Angioini
                                     La battaglia di Tagliacozzo e l’Abbazia della Vittoria

Appena Carlo D’Angiò si  impossessò del trono  , il  figlio di Corrado , il quindicenne Corradino , giovane coraggioso e fiducioso in sé stesso ( come si è a  quell’età), con l’aiuto dell’Arciduca d’Austria si mosse per rivendicare il regno che gli spettava .  Gli amici , i parenti e la madre tentarono inutilmente di dissuaderlo dall’impresa . Carlo ebbe apprensione , notando che i Baroni napoletani rivolevano gli Svevi .

Corradino , dopo essere stato qualche tempo a Roma , il 10 agosto del 1268 partì per gli Abruzzi . Si diresse a Tivoli , per la valle di Celle giunse a Carsoli . Trovata troppo impervia la strada per Tagliacozzo , svoltò a sinistra per la Valle di Luppa , passò a Bocca di Tacce , di S. Anatolia e al di là di Rosciolo . Scese al piano senza nessun contrasto e si diresse verso Scurcola ; pose l’accampamento presso Ponti , un piccolo villaggio oggi scomparso , dove i Templari avevano residenza nei pressi del fiume Imele . Il suo esercito era di seimila uomini . Il Re Carlo , che si trovava all’assedio di Lucera , abbandonò l’assedio , giunse a L’Aquila e scese a Tagliacozzo . Dopo una marcia forzata di tre giorni , dai prati di Ovindoli , il giorno mercoledì dell’ottava dell’Assunzione ( 22 agosto) , intorno alle rive del Lago Fucino , si fermò su di un colle vicino ad Albe .Era sceso fino a Celano , da Ovindoli . Il suo esercito ,fra fanti e cavalieri , era composto da tremila uomini  . Dal Colle vedeva l’accampamento nemico , che distava solo due miglia dal suo . Appena giunto Carlo, Corradino uscì dall’accampamento  e si schierò in battaglia ; poco dopo rientrò nel suo campo .   Il giorno dopo , 23 agosto , al sorgere del sole , Corradino per primo avanzò verso il piccolo fiume  . Carlo scendendo dal colle , gli andava contro . Corradino si fermò e si schierò lungo la riva . Anche Carlo si fermò . D’improvviso le schiere di Corradino attaccarono con impeto ; altrettanto lo fu la resistenza :- Gli Angioini , in numero inferiore , furono sconfitti . Felici della vittoria ottenuta , i soldati di Corradino si sparpagliarono ed inseguirono il nemico , per fare bottino . Allora la riserva di Carlo (800 uomini ) che si era nascosta dietro il colle , li inseguì per i campi , portando notevole scompiglio . Fu tanta la sorpresa per Corradino ed i suoi uomini , che dovettero darsi alla fuga : Carlo riportò la piu’ completa vittoria  . Questa giornata è conosciuta come la battaglia di Tagliacozzo , ma è piu’ giusto chiamarla di Scurcola , piu’ vicina al teatro del combattimento . Vicino a Cappelle c’è una piccola valle , alle falde del monte Salviano , si conosce col nome di Montecchio  e si biforca fino alla pianura . Qui si pensa che abbia tenuto nascosta la riserva che diede la vittoria a Re Carlo D’Angiò .

Corradino , l’Arciduca d’Austria e pochi altri , fuggendo giunsero fino alla marina di Terracina , con l’intento di imbarcarsi con la flotta dei Pisani . Furono scoperti e caddero nelle mani di uno della famiglia Frangipane  ( papalini) che consegnarono Corradino a Carlo . Furono giustiziati ( decapitati) a Napoli , nella piazza del mercato . Dopo quella battaglia fu costruita l’Abbazia della Vittoria : Carlo D’Angiò fece erigere un tempio dedicato alla Vergine Maria , con il titolo di Santa Maria della Vitoria , per ricordare quel giorno . Accanto fu costruito anche un grande convento , con monaci francesi cistercensi : fece costruire sia la Chiesa che il convento da Nicolò Pisano . La statua della Vergine fu fatta in Francia , in legno d’olivo : concesse al suo patronato il feudo nell’anno 1277, i castelli di Scurcola e Ponti  , il diritto di pesca nel Lago Fucino , i proventi del passo di Capistrello . In seguito i monaci comprarono i feudi di Lecce ,Gioia ; Tempio , Vico , Corcumello , la chiesa di S. Nicola di Cappelle.




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