La Marsica di Tommaso Brogi (1900) – Parte VI



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La Marsica di Tommaso Brogi (1900)
Tradotta e resa leggibile da Franco Francesco Zazzara
>> Capitolo primo
   >> Capitolo secondo
>> Capitolo terzo
>> Capitolo quarto
>> Capitolo quinto

BERARDO IL FRANCISCO :- Venuto in Italia insieme con il Re Ugo , fu un valoroso cavaliere e diede origine ad una famiglia che , in seguito , si chiamò De Berardi , dal suo nome , e che divenne la piu’ famosa per nobiltà e potenza e tenne per secoli La Contea dei Marsi . Nell’anno 937 un’orda di Ungari e Saraceni , sbarcata in Puglia , s’inoltrò nel territorio di Benevento , di Capua , di Nola e della Liguria , spargendo a ferro e fuoco il terrore . Giunta nei pressi del Monastero di Cassino , quella guerresca folla fu pagata con gran quantità di oggetti d’oro , dai monaci , per evitare spargimento di sangue . Si diressero quindi verso la Marsica . Qui, al comando di Berardo il Francisco , i Marsi e i Peligni li sconfissero e ne trucidarono molti . I fuggitivi cercarono scampo nel Monastero di Sant’Angelo di Barrea , ben fortificato . I Marsi li inseguirono , presero d’assalto il monastero e li uccisero tutti . Quella impresa consolidò la fama ed i possedimenti di Berardo Francesco . Tornato in Provenza il Re Ugo nell’anno 947 , la Casata dei Berardi venne tenuta in gran considerazione per secoli . L’Ughelli scrive che un Berardo Conte III° , fu padre del vescovo dei Marsi Alberico , nel 970 : Egli ebbe altri figli: Rainaldo , Teodino , Oderisio, Berardo ,Gualtiero ,Guildo e Romana . Gualtiero fu Vescovo di Forcona . Nell’anno 968 due fratelli gemelli , Berardo e Rainaldo dei Conti dei Marsi , furono presenti al Placito tenuto dal Marchese Pandolfo nel Monastero delle Monache di Santa Maria di Apinianici , che si trovava sotto la giurisdizione dell’Abbazia di San Vincenzo al Volturno . La concessione dell’anno 962 fatta da Oddone II° al Papa , di vari città e Castelli fra cui la nostra città di Marsi non piacque certamente alla famiglia dei Berardi Conti .

Essa la sottraeva al loro dominio e la poneva sotto la giurisdizione ecclesiastica . Nella città di Marsi , I conti Baroni seguitarono ad esserne signori , ma dovevano omaggio e riverenza ai pontefici : nel settembre 970 i figli di Berardo III° ospitarono l’Imperatore Ottone il Grande , in occasione della guerra contro i greci . Egli si trattenne in Marsica alcuni giorni , insieme con il numeroso corte di duchi , marchesi , conti , vescovi . Fu costruito in Campo Cedici (Sodime?!) , in occasione del Placito , una casa in legno , su base di pietra : possiamo immaginare feste e spettacoli , la moltitudine di gente , le solenni funzioni di chiesa , le giostre , le caccie , i banchetti …..le luminarie . L’Imperatore si trovava in mezzo a fedeli sudditi , in una terra ove lo spirito veniva rallegrato dalla incantevole vista del Lago Fucino e della grande Valle che si stendeva al lato opposto , tutta ridente in un giorno d’autunno . Ripartì l’imperatore nel 975 in Germania . Il vescovo Alberigo aveva avuto problemi per alcuni possedimenti con l’abate di Cassino , egli convinse alcuni monaci ed assoldò alcuni sicari con l’aiuto del principe di Capua .Quei sicari cavarono gli occhi al povero abate e li portarono al vescovo Alberico . E’ un fatto triste che dimostra come in quei tempi la religione non teneva a freno l’ira , l’ignoranza e la vendetta . Solo con il rimorso ed il pentimento ( e con l’uso del cilicio ) si sottoponevano a durissime penitenze e molti si rinchiudevano nei conventi o negli eremi . Senza la religione di Cristo quella società si sarebbe ridotta allo stato selvaggio . Rainaldo , Teodino e Oderisio furono presenti con il titolo di Conti nell’anno 981 al solenne Placito nei pressi di San Benedetto dei Marsi . Teodino si stabilì dopo nel Sangritano e Oderisio nel territorio di Valva ( l’attuale Corfinio) .

RAINALDO : Fu vero Conte dei Marsi . Egli stabilì la sua residenza in un Castello dello Spoletano . Nei secoli X°, XI°e XII° ( tempi tristissimi) , immoralità , violenze , fazioni turbolente , grandi miserie , nessun ordinamento politico . Si stava rasentando l’anarchia . La Contea di Rainaldo non ebbe però sconvolgimenti e subbugli che si ebbero nelle città e contadi del resto d’Italia . La Contea dei Marsi era ben costituita e rispettata e , all’interno di essa si godeva una relativa tranquillità . Rainaldo era amato e temuto allo stesso tempo . I costumi senza regole erano frenati dai numerosi monasteri benedettini sparsi in ogni luogo della Contea . Rainaldo fu del tempo delle succesioni dell’imperatore Ottone I° : Ottone II°e Ottone III° tutelato dalla madre Teofonia e dopo di Enrico di Baviera. Egli fu molto religioso e fece molte donazioni ai monasteri : donò terre del Carseolano ( di Santa Maria in Cellis) e il Catello di Sant’Angelo all’Abbazia di Cassino . Donò i Castelli di Roviano , d’Arsoli e di Anticoli all’abbazia di Subiaco . Le suddette donazioni risalgono all’anno mille , l’anno in cui in tutta Europa ci fu la paura della Fine del Mondo . Penitenze , preghiere , processioni , gente a frotte che si faceva monaco , oblazioni alle chiese per la salvezza delle anime….
Oderisio : -Si stabilì nel Cominese e fondò la Contea di Comino . Ebbe due mogli ; la prima Gervisa e la seconda di nome Giberga che era la figlia di Trasmondo , marchese della Marca .

PARTE SECONDA La MARSICA dall’anno MILLE

Berardo IV°:- Notizia di lui si ha nell’anno 1028 , quando il Monastero della SS. Trinità di Casauria reclamava suoi possedimenti situati nella Contea marsicana. Insieme al messo imperiale Ugo , ridonò i possedimenti . Dovette restituire all’abate Richerio di Cassino , nell’anno 1039 , le chiese di San Salvatore in Avezzano e di San Biagio sul Monte Salviano e un censimento di 300 pesci ogni anno ( del Lago Fucino ) . La potenza ecclesiastica e monastica poteva tornare utile ai Baroni –Conti ( quello che desiderava Berardo IV°) ; che donavano terreni e beni per essere piu’ liberi . La politica di Ottone , che mirò a reprimere la baronia per mezzo della giurisdizione ecclesiastica , fu seguita dai suoi successori fino a Corrado II° . I vescovi e i monasteri diventavano molto potenti , l’imperatore Enrico II° ( Sant’Arrigo) , uomo operoso , saggio , virtuoso e canonizzato santo , favorì moltissimo il clero : Egli nell’anno 1014 confermò la donazione al papa ( quella che aveva fatto Ottone I° il Grande) , nella quale era compresa la città Marsi ( San Benedetto dei Marsi ). Enrico II° , disgustato dal mondo , nell’anno 1024 entrò in un monastero . Suo successore fu Corrado II° , principe energico e severo . Non temette né i baroni (ormai repressi ) né gli ecclesiastici . Berardo IV° segui’ la politica del Re .
I Conti dei Marsi si allearono con Pandolfo principe di Capua , per aiutarlo a recuperare terreni nei confronti dell’Imperatore . Il Conte di Teano , sconfitto , si ritirò a Napoli . Napoli cadde l’anno dopo .
Al tempo di Berardo IV° la bassa Italia era impegnata nella guerra contro i Greci , che occupavano la Puglia , la Calabria , Napoli , Amalfi e Gaeta . Ci furono le scorribande dei Saraceni e degli Arabi che portavano dovunque saccheggi ,incendi e morte . Gli italiani (stupidi ) nelle loro lotte intestine chiamavano in aiuto proprio i saraceni che approfittavano della situazione ; Il Papa Benedetto VIII° però si mise alla testa di un esercito e li affrontò nella battaglia del Garigliano ( 1016) , sconfiggendoli definitivamente dopo una battaglia durata tre giorni .
Dopo Greci, Arabi e Saraceni vennero in Italia i Normanni . La prima volta che capitarono in Italia , intorno all’anno mille , erano in numero poco piu’ di quaranta pellegrini che tornavano dalla Palestina .- Nel 1015 ne vennero tremila , assoldati da Melo , signore di Bari , nella guerra contro i Greci . Sotto il Duce Tancredi riuscirono a formare un piccolo stato nella Puglia ( 1043). Da li’ facevano incursioni fin nella Campania . La Marsica rimase estranea , per fortuna , a queste lotte . . I Normanni , in seguito a scorribande e ruberie , cominciarono a costruire un Castello nei pressi di S. Andrea , vicino Cassino . L’ Abate Pietro chiese aiuto ai Conti dei Marsi . I Normanni finirono di costruire il Castello e con l’aiuto del Conte Rodolfo cercarono di occupare il monastero di Montecassino ed uccidere l’Abate . I monaci però , proprio dentro il monastero , riuscirono con l’aiuto dei Conti dei Marsi , ad uccidere la maggioranza di quei Normanni . Questo fatto , insieme alla strage di Sant’Angelo di Barrea avvenuta precedentemente contro gli Ungari , influì a tenere lontano dalla Marsica le scorribande dei Normanni.
L’anno preciso della morte di Berardo IV° non è noto , ma si può far risalire fra il 1045 e il 1048 . Egli ebbe quattro figli :-Berardo V° , Sigenulfo , Rainaldo e Pometta . . Dopo la morte del loro padre Berardo IV° , iniziarono le discordie fra di loro . Essi chiesero persino l’aiuto del Normanno Riccardo , Principe di Capua , il quale venne di persona con un esercito , intenzionato ad occupare la Marsica . Non si conosce chi fu dei quattro figli che lo chiamò : -Albe però non fu espugnata . La contesa finì e il primo figlio Berardo V° ebbe la meglio , fu il principale Conte dei Marsi , mentre Rainaldo e Sigenulfo ebbero possedimenti nel Carseolano . Dunque anche la potente Casata dei Berardi , come era d’uso negli italiani , richiesero l’aiuto dello straniero per una questione di famiglia : che vergogna !! . Però l’aiuto dei Normanni non servì , questo fa onore ai Marsi , che furono piu’ valorosi di loro . Ma intanto iniziava la disgregazione della famiglia che era iniziata con Berardo Francisco : nel reatino iniziavano sperperi con donazioni di intere signorie e monasteri e la contea dei Marsi si riduceva man mano nel territorio proprio della Marsica , da dove era iniziato . C’erano ancora i Conti dei Marsi a Valva ( Corfinio )e numerosi monasteri che venivano donati nel Sangritano .

SIGENULFO . Pose la sua residenza principale a Castel S. Angelo nel Carseolano . Egli non lasciò figli .

RAINALDO :- Si stabilì nel Castello di Oricola . Nel 1067 donò la Chiesa di San Silvestro di Pereto con altri possedimenti , all’Abbazia di Farfa e si intestò l’atto di donazione come “ Conte della Provincia dei Marsi “.




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