Innovazioni e passatempo: come è cambiato il gioco con lo sviluppo tecnologico



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Giocare è una delle attività più antiche per l’umanità, un importante momento di svago e relax fondamentale a qualsiasi età. Non è raro trovare scene di gioco anche negli affreschi dell’antica Roma o leggere vecchie novelle in cui si narrano episodi di innocente divertimento con passatempi più o meno rudimentali. Sia gli scavi archeologici in varie aree del mondo che le fonti artistiche e letterarie ci hanno, infatti, consegnato numerosi reperti e prove relativi alle diverse modalità di gioco nelle varie epoche: sumeri, etruschi, egizi, greci, romani, ogni popolo ha avuto le sue attività ludiche preferite, che si sono poi tramandate nel corso dei secoli evolvendo di volta in volta sia negli schemi e nei regolamenti che negli oggetti utilizzati.

Se lo sviluppo dei diversi giochi può essere osservato in maniera abbastanza lineare, basti pensare a quante similitudini vi siano tra le prime riunioni in gruppo per giocare a dadi e i moderni casinò, il punto di rottura più radicale si è avuto con l’avvento della tecnologia, che negli ultimi anni ha rivoluzionato il modo di vivere il gioco, ampliando enormemente le esperienze possibili pur rimanendo ancorato alle basi di semplicità che hanno sempre contraddistinto quest’attività.

Gli ultimi 40 anni circa hanno visto succedersi in maniera repentina numerose innovazioni, iniziate con le prime trasposizioni di giochi già esistenti e con la creazione di nuove proposte su apparecchi domestici via via sempre più sofisticati. È negli anni ’80, in particolare, che si vive il primo exploit delle console di gioco, con marchi come Atari, Nintendo, Sega e Commodore a farla da padrona: grafiche semplicissime e trame altrettanto basilari ma avvicenti hanno rappresentato un mondo completamente nuovo per milioni di persone alle prese con i primi Pac Man o Mario Bros, per citare due dei nomi più celebri, o con attività sportive e giochi da tavolo trasposti su schermo tv.

La larga diffusione dei personal computer anche in ambito domestico, a partire dalla fine degli anni ’80, non ha fatto che contribuire a questa nuova mania. Videogames di qualsiasi natura hanno iniziato a farsi largo in tutte le case dapprima sui floppy disk e, successivamente, su cd-rom, e tra zombi, mondiali di calcio, sparatutto, tornei di biliardo, alieni a caccia di avventure e città da costruire, ognuno ha iniziato ad appassionarsi ai suoi scenari preferiti facendo diventare l’appuntamento con lo schermo un imperdibile momento della giornata.

Passano gli anni, le grafiche migliorano, le immagini diventano più realistiche e iniziano a crescere le possibilità di divertimento, ma il secondo grande boom arriva con l’esplosione di internet, che crea i presupposti per uscire dal proprio salotto di casa e affrontare anche a distanza utenti dislocati in ogni parte del mondo. Come se non bastasse, alla larga diffusione di internet si aggiunge, negli ultimi anni, la crescita sempre più rapida di smartphone e tablet.

La combinazione è esplosiva e così si passa a un modo completamente di vivere il gioco, qualunque sia quello preferito: dai giochi da tavolo all’enigmistica, fino a giochi di carte come burraco e poker, non esiste oggi un solo passatempo che non abbia anche una versione digitale, da giocare su pc e dispositivi mobili con apposite app, che presentano sistemi di sicurezza sempre più complessi per tutelare i dati degli utenti.

Proprio per la rapida evoluzione di tali sistemi, il tema della privacy è infatti oggi particolarmente sentito e la possibilità di tutelarsi durante l’utilizzo dei propri apparecchi connessi in rete diventa una necessità più che un eccesso di zelo. È per questo motivo che la scelta degli operatori a cui affidarsi per i propri passatempi diventa fondamentale, affinché si possano svolgere tutte le attività on line preferite senza alcun pericolo: occhio dunque ai protocolli di sicurezza utilizzati, alla possibilità di usare chiavi crittografate come i token (in particolare quando si scelgono giochi a pagamento) e a non comunicare dati sensibili a terzi sconosciuti.

Nessun terrore, però: giocare deve rimanere un divertimento e bastano poche attenzioni per continuare a farlo in maniera tranquilla, appassionandosi, come accaduto per secoli, ai passatempi più vari e avvincenti.




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