Inizio anno scolastico, sindacati: “Pochi provvedimenti concreti, i problemi in Abruzzo restano ancora aperti”



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Abruzzo – “Nella nostra regione la scuola pubblica si appresta all’apertura dell’anno scolastico 2017-18 con i tanti problemi che sono già stati denunciati da noi organizzazioni sindacali del comparto ma anche dalle comunità locali e dai sindaci.La drammatica mancanza di personale scolastico per una corretta organizzazione di tutte le attività, sia didattiche che amministrative che di vigilanza, le condizioni degli edifici e la situazione della sicurezza in generale sono stati oggetto di notizie, dibattiti pubblici e attenzioni da parte della politica, ma gli interventi concreti sono ancora troppo modesti e comunque insufficienti”. Così, in una nota, Flc Cgil (Cinzia Angrilli) Uil Scuola (Enio Taglieri) Snals Confsal (Carlo Frascari) e Gilda Unams (Piera Di Cicco).

“La tanto attesa conferma per l’anno scolastico che sta per iniziare della possibilità di istituire posti in deroga nelle scuole del cratere del sisma 2016-2017 (decreto legge 20 giugno 2017 n.91, convertito in legge 3 agosto 2017 n.123, e decreto MIUR del 23 agosto 2017) si è accompagnata ad una grande delusione quando si è visto concretamente che le risorse economiche per l’Abruzzo sono sufficienti per pochi posti rispetto alle reali esigenze, sia di personale docente che di personale ATA (tecnico-amministrativo). Non vi è a tutt’oggi alcuna apertura da parte del ministero a rivedere i tagli agli organici (sia docenti che ATA) che hanno comportato una ferita dolorosissima alla nostra scuola. Siamo in attesa dell’assegnazione, da parte dell’Ufficio scolastico regionale, di posti aggiuntivi ATA in base alle richieste dei dirigenti scolastici.

A questo contesto si aggiunge il gravissimo problema dei docenti stabilizzati con la legge 107, che rischiano per l’anno scolastico 2017-18 di non rientrare in alcun modo in Abruzzo perché non è stata concordata la norma specifica sulla loro possibile utilizzazione sui posti di sostegno in deroga. Su questo argomento, non molto noto al pari di altri problemi del mondo della scuola, siamo intervenuti con una lettera indirizzata al MIUR per chiedere che sia discussa una soluzione urgente a livello nazionale, considerato che il problema coinvolge molte regioni del Sud”.




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