Lecce nei Marsi – Il Sindaco Augusto Barile ha preso parte alla solenne commemorazione che si è tenuta in località La Guardia, dichiarando con orgoglio di essere presente “insieme all’addetto militare dell’ambasciata sovietica a Roma a celebrare la liberazione dell’Europa dal nazifascismo per mano dei Russi“.
La cerimonia ha inteso riannodare i fili della memoria locale, legati a doppio filo con la grande storia della Resistenza e del sacrificio.
L’evento ha riacceso i riflettori sulle drammatiche vicende belliche del territorio e in particolare sul villaggio dei minatori di La Guardia.
Questo luogo, come ricorda Barile, durante il secondo conflitto mondiale, “fu un presidio partigiano dove fu ucciso un soldato russo per mano di uno slavo collaborazionista dell’esercito tedesco di istanza a Lecce”.
Le ricerche storiche hanno permesso di contestualizzare l’episodio, avvenuto precisamente il 1° giugno 1944, quando le truppe occupanti fucilarono sul posto un giovane di nome Ivan, non meglio identificato.
Il ragazzo, un ex soldato russo, era con ogni probabilità un prigioniero di guerra fuggito dal vicino campo di concentramento di Avezzano che, una volta riconquistata la libertà, aveva deciso di unirsi o legarsi saldamente ai gruppi partigiani locali per combattere l’oppressore.
A distanza di decenni da quel tragico sangue versato in montagna, la memoria di quel gesto di ribellione e coraggio è tornata a farsi viva e tangibile nel luogo esatto degli eventi.
Come sottolineato con emozione dallo stesso primo cittadino, “dopo 60 anni, in località La Guardia, si torna a celebrare Ivan e la liberazione davanti al monumento per la libertà dei popoli“, suggellando un momento di grande valore civile, utile a restituire dignità alla figura del giovane fuggitivo russo e a rinnovare la fratellanza internazionale nel nome della libertà.




