Abruzzo – Si conclude dopo oltre un decennio la guida di Antonio Di Santo alla presidenza della Comunità del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
Nel corso dell’assemblea degli amministratori locali tenutasi a Villetta Barrea per il rinnovo degli organi dell’ente, il sindaco di Opi ha ufficializzato la decisione di non ricandidarsi al termine di un percorso durato undici anni.
La scelta di non riproporre la propria candidatura risponde alla volontà di favorire un ricambio al vertice.
Come spiegato da Di Santo, si tratta di “una scelta maturata con serenità, nella convinzione che il valore di un’esperienza amministrativa stia anche nell’avere il coraggio di non considerare l’istituzione che si rappresenta come propria, ma di lavorare affinché possa continuare a crescere, cambiare e migliorare“.
Nel tracciare il bilancio del mandato, l’ex presidente ha sottolineato l’impegno trascorso nel rappresentare le istanze dei Comuni, con l’obiettivo di sostenere “l’idea che la tutela della natura debba procedere insieme alla valorizzazione dei paesi, allo sviluppo sostenibile e al diritto delle persone di continuare a vivere nei propri territori”.
Il messaggio di saluto ha compreso i ringraziamenti ai colleghi sindaci, al direttore Luciano Sammarone, al personale dell’ufficio legale, ai dipendenti e ai presidenti dell’Ente Parco che si sono avvicendati negli anni, Antonio Carrara e Giovanni Cannata.
L’assemblea di Villetta Barrea ha eletto alla presidenza della Comunità Aldo Di Benedetto, sindaco di Barrea. Classe 1954, medico dirigente e funzionario pubblico con un lungo percorso amministrativo e nella salute pubblica, Di Benedetto vanta già una profonda conoscenza della struttura del PNALM, di cui è stato direttore dal 2001 al 2008.
Ad affiancarlo nell’ufficio di presidenza saranno i vicepresidenti Domenico Gonnella, primo cittadino di Rocchetta a Volturno, e Pancrazia Di Benedetto, sindaca di Campoli Appennino, insieme agli amministratori scelti per il Consiglio Direttivo.
Ai nuovi eletti Di Santo ha augurato di operare “con passione, equilibrio e spirito di servizio, mettendo sempre al centro il bene delle nostre comunità e del territorio che abbiamo il dovere di custodire e valorizzare”, confermando la volontà di proseguire il proprio lavoro amministrativo a beneficio dell’area protetta.




