Il Coordinamento Pari Opportunità UIL fa una riflessione in occasione della giornata del 25 novembre.



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Giornata importante che l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha istituito e voluto dedicare ad un fenomeno di grave attualità: la violenza sulle donne, invitando Governi, Organizzazioni Internazionali ed OGM, ad organizzare delle attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica su questo problema sociale.

La cronaca e gli ultimi dati ISTAT riportano un quadro complessivo ed articolato sulla violenza contro le donne, sconvolgente, soprattutto se si considera che a praticare le violenze sono spesso partner, ex partner e/o comunque persone di famiglia. 

Perché nonostante la modernizzazione delle civiltà occidentali, delle menti e dei costumi, assistiamo a fenomeni di violenza sulle donne così numerosi e cruenti?

Perché il fenomeno della violenza sulle donne in tutte le sue forme, invece di diventare un problema sempre più arginato, assume proporzioni sempre più estese?

Forse perché ancora nel 2019, alla donna in quanto donna, non viene riconosciuta la propria identità, il diritto di realizzarsi anche al di fuori della propria famiglia e la propria indipendenza, cosa che è naturale riconoscere all’uomo.

Il Coordinamento Pari Opportunità UIL, costituito da donne di ogni estrazione sociale, età ed etnia, si è riunito e, dopo un approfondito confronto, ritiene che sull’argomento siano fondamentali due messaggi: prevenzione e coraggio.

Prevenzione: per combattere le radici culturali del fenomeno e le sue cause, mediante strategie politiche mirate all’educazione a partire dal contesto familiare e scolastico, alla sensibilizzazione, al riconoscimento ed alla realizzazione delle pari opportunità, ponendo l’accento in modo prioritario sulla parità salariale.

Coraggio: inteso come capacità di capire che la violenza, in tutte le sue forme, non è amore, coraggio nell’allontanarsi prima che la violenza embrionale diventi qualcosa di ancora più serio. Se qualcosa di serio lo è già, bisogna allora chiedere aiuto perchè da sole non è possibile uscirne; servono sostegno, condivisione ed aiuto legale.

Difendersi dalla violenza è oggi possibile, anche grazie all’istituzione di Centri Antiviolenza e Consultori dislocati sui territori, che devono e dovranno sempre di più essere punti di riferimento per attuare le anzidette strategie di prevenzione, oltre che un sistema di protezione nei casi di violenza conclamata.

È bene ricordare, inoltre, che la difesa la fa anche la Legge, sia in ambito nazionale che internazionale: in Italia, dal 1996, la violenza contro le donne è considerata come un delitto contro la libertà personale e non più come un delitto contro il buon costume. Dopo questa prima importante legge, ne sono seguite molte altre, tra le più importanti sicuramente la legge n. 38/2009 riguardante lo stalking e gli atti persecutori, la legge n. 119/2015 in materia di contrasto alla violenza di genere, fino ad arrivare all’ultima, definita Codice Rosso del 2019 che introduce al suo interno reati gravi come il revenge porn, gli sfregi e le nozze forzate. In ambito internazionale è bene ricordare la Convenzione di Istambul del 2011, primo strumento internazionale giuridicamente vincolante sulla prevenzione e sulla lotta alla violenza contro le donne ed alla violenza domestica. 

 

E’ “violenza contro le donne” ogni atto di violenza fondata sul genere che provochi un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse le minacce e la coercizione o la privazione arbitraria della libertà. Art. 1 della Dichiarazione ONU sull’eliminazione della violenza contro le donne.