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I riti della Settimana Santa in Abruzzo: i Sepolcri, il Cristo Morto e Pasqua di Resurrezione. Infine Parigi, Notre Dame

Le tradizioni abruzzesi che ricordano il Venerdì Santo e la Pasqua
di Goffredo Palmerini
Cari Amici della Stampa nel mondo,
ci prepariamo alla Pasqua, vivendo il Giovedì, Venerdì e Sabato Santo e meditando ancora sul mistero della Passione, Morte e Resurrezione di Gesù. Molto diversi questi giorni dagli altri anni, per via della pandemia che sta affliggendo l’Italia e il mondo intero, tenendoci necessariamente confinati nelle nostre case città e regioni, per limitare e sconfiggere il contagio che tante vittime sta mietendo. Li vivremo, questi giorni, con fede e speranza nel futuro, seguendo le celebrazioni pasquali, compresa la Veglia di Pasqua, ripercorrendo le tappe della nostra Fede, fino all’annuncio della Resurrezione di Cristo, Luce del mondo. Il mio augurio è che ciascuno possa risorgere dalle proprie condizioni di difficoltà, di ogni genere, ed aprirsi alla Speranza. Perché la Resurrezione è il centro della Fede cristiana.
Si è iniziato Giovedì con la Messa “In coena Domini“, che ricorda l’ultima Cena d Gesù con gli Apostoli, prima di affrontare la Passione e la Crocifissione, quindi la Resurrezione. Nel rito la lavanda dei piedi, che vuole ricordare il gesto di Gesù verso gli Apostoli, significando che l’Autorità e deve essere sempre “servizio” verso gli altri, specie i più umili.  Per il Giovedì Santo segnalo la tradizione dei “Sepolcri” che si tiene a Vasto (Chieti). Come da tradizione in ogni chiesa viene realizzato l’Altare della Reposizione, dove viene custodita l’Eucarestia per l’adorazione e la comunione del venerdì. Durante la serata le chiese sono un via vai di gente per la visita ai cosiddetti “Sepolcri”: la tradizione vuole che si visitino sette chiese.Il numero sette, molto ricorrente nella Bibbia, ha lo scopo di ravvivare la memoria della Passione di Gesù, ricordando i sette principali viaggi dolorosi fatti dal Redentore:1) Dal Cenacolo all’Orto del Getsemani;2) Dall’Orto alla Casa di Anna;3) Dalla Casa di Anna a quella di Caifa4) Dalla Casa di Caifa al Pretorio di Pilato5) Dal Pretorio di Pilato al Palazzo di Erode6) Dalla Corte di Erode al Tribunale di Pilato7) Dal Pretorio di Pilato al Calvario.
 
Belle le tradizioni abruzzesi che ricordano il Venerdì Santo e la Pasqua. Ancora più preziose, quest’anno che non potranno tenersi per via del Coronavirus, due belle tradizioni abruzzesi che vi ripropongo in  edizioni recentiPer ricordare la Passione e Morte di Gesù vi segnalo la Processione del Venerdì Santo a L‘Aquila (edizione 2018), una delle più suggestive d’Abruzzo, con l’accompagnamento dei Cori aquilani diretti dal Maestro Vincenzo Vivio che cantano lo struggente Miserere di Selecchy. Sfilano nella città i Simboli della Passione e Morte di Gesù, straordinarie opere d’arte realizzate da Remo Brindisi. Il commento è della giornalista Angela Ciano.
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I riti della Settimana Santa in Abruzzo: i Sepolcri, il Cristo Morto e Pasqua di Resurrezione. Infine Parigi, Notre Dame
 
Inoltre, come messaggio augurale, penso di far cosa gradita, nel mostrare la gioia della Pasqua, facendo ricorso ad un‘altra singolare tradizione abruzzese, che si tiene ogni mattino di Pasqua a Sulmona: “La Madonna che scappa“. In poche parole, mostra la Madre di Gesù addolorata per la morte del Figlio (con il velo nero) che alla vista di Gesù risorto, all’altro capo della splendida piazza Garibaldi, gli corre incontro con gioia perdendo i segni del lutto, in un volo di colombi. Una tradizione molto suggestiva e commovente. Qui di seguito il video dell’edizione del 2011 vi fa seguire da vicino ogni momento della tradizionale cerimonia. 
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I riti della Settimana Santa in Abruzzo: i Sepolcri, il Cristo Morto e Pasqua di Resurrezione. Infine Parigi, Notre Dame
 
Aggiungo inoltre un video documentario su Gerusalemme, che ricorda i riti della Pasqua nella città che vide la Passione, Morte e Resurrezione di Gesù.
VIDEO GERUSALEMME
I riti della Settimana Santa in Abruzzo: i Sepolcri, il Cristo Morto e Pasqua di Resurrezione. Infine Parigi, Notre Dame
 
Per chiudere, un contributo con le immagini di Parigi e Notre Dame, prima dell’incendio che della straordinaria basilica ha distrutto il tetto e la grande guglia. Con l’augurio che nel più breve tempo possa tornare più bella e splendente, con affetto e vicinanza verso i nostri cugini di Francia.

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