Gli Dei e l’Abruzzo



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La mitologia greca e romana, il culto dei loro dei ha influenzato inequivocabilmente l’Abruzzo. Molte località ne portano i segni, nel nome dei paesi, delle grotte, dei monti. . .Nella Val Vibrata ad esempio c’è la Grotta del Ciclope; una contrada di Loreto Aprutino è chiamata Cecaleupe (Ciclope), vicino Sulmona c’è Arabona (Ara Bonae deae), a Celano(Aq), troviamo Santa Jona (Giunone), nella Marsica un paese di nome Opi come la Dea dell’abbondanza, nelle vicinanze di Pescocostanzo, Colle Fauno, Campo di Fano nei pressi di Sulmona, Ara di Saturno contrada presso l’antica Amiterno oggi San Vittorino (Aq).

Una leggenda racconta che l’ara di Saturno sorgeva sulle rovine dell’antica città ed i Romani invidiavano la prosperità di Amiterno così, guidati dal re Tarquinio, arrivarono per assalire ma furono respinti. Giulio Cesare in seguito assediò la città per vendicare la sconfitta subita, per cinquanta anni tentò, ma non poté vincere se non ricorrendo al tradimento. Anche nella Marsica ricorre la leggenda di Saturno. Saturno era il re di Alba Fucens e la città possedeva molti tesori.

I Romani tentarono l’assedio ma gli albesi si nascosero nel varco ora chiamato Forca Caruso e lo chiusero all’arrivo dei romani. Così riuscirono a disarmarli e tagliarono loro i lunghi capelli facendoli passare sotto il giogo. In dialetto il taglio dei capelli si dice ”caruso” come pure il giogo “forca”, il posto divenne Forca Caruso che è uno dei passaggi più ardui dell’Appennino Centrale. I Romani non si dettero per vinti e tornarono ad assediare la città con l’esercito moltiplicato. Gli Albensi fuggirono sul Monte Velino ed i romani si trovarono ad espugnare una città deserta senza poter arraffare nessun bottino perché il re Saturno aveva chiuso in un pozzo tutte le ricchezze della città. Molti luoghi in Abruzzo portano il nome del dio Giano, dove ne era molto diffuso il culto.

Il nome Giano lo troviamo spesso giunto a quello dei monti probabilmente perché come il dio bifronte anche i monti hanno due versanti. Anche col nome della dea Venere esistono in Abruzzo diverse località, paesi, monti, promontori e porti: Venere dei Marsi, frazione di Pescina e il più famoso promontorio di Venere nella Valle Frentana dove è situato l’antico monastero di San Giovanni in Venere.

Molte grotte e località portano il nome di antichi personaggi storici come la grotta di Salomone, alle falde delle montagne di Campli e Civitella (Pe) che è uno dei rifugi più importanti dell’uomo primitivo. O il Colle di Pilato sul Gran Sasso, il Colle Pilato vicino Bussi (Pe), il Colle Pilato vicino Atri (Te).

La Grotta di Annibale tra Bomba ed Archi (Ch). Secondo una leggenda del posto, Annibale avrebbe passato l’inverno nella grotta con tutto il suo. E’ comunque storicamente noto che dopo la vittoria sul Trasimeno Annibale si fermò ad Atri (Te) per ristorare e far riposare le truppe. Nelle vicinanze di Ortona a Mare (Ch), si trova un colossale masso squadrato circondato da ruderi.

Quel masso sarebbe la tomba di un re, secondo altri era l’altare sul quale Annibale fece sacrifici propiziatori prima di recarsi nelle Puglie. Tra Luco dei Marsi ed Avezzano (Aq), si trova la grotta di Nerone e, secondo la tradizione, si era recato nel Fucino per incanalare le acque attraverso una galleria fino a Roma con l’intento di provocare un’inondazione ma, invece di inondare Roma, le acque si incanalarono formando il Tevere e Nerone se ne rammaricò molto perché anziché provocare un disastro aveva fatto una cosa buona.

Ricca è la terra d’Abruzzo di miti e leggende, di storie vere e fantastiche, di mistero e fascino arcaico che se ne potrebbe scrivere per ore. Basti ricordare quanto antica è la nostra regione e quante genti sono passate ed hanno albergato tra le nostre montagne nel corso dei secoli.




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