venerdì, 5 , Marzo

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Due avvistamenti di ragno violino ad Avezzano centro, il suo veleno scioglie i tessuti

Avezzano – Doppio avvistamento ad Avezzano centro del temuto “Loxosceles Rufescens”, noto anche come “ragno violino”, famoso poiché il suo veleno è in grado di sciogliere i tessuti e provocare danni importanti alle sue vittime.  Il primo avvistamento ad Avezzano è avvenuto in via Mazzini: un cittadino, mentre tentava di riparare il galleggiante della sua autoclave, ha notato un esemplare di ragno violino su una scala di alluminio. Il secondo esemplare avvistato invece si trovava sulla porta della cucina di un appartamento situato sempre nel centro cittadino.

Si tratta di un ragno piuttosto piccolo che può raggiungere al massimo i 4-5 centimetri. Noto per il suo colore marrone-giallastro piuttosto uniforme, è riconoscibile per una macchia sul prosoma che ricorda vagamente la sagoma di un violino, da cui deriva il suo nome comune. Una peculiarità di questo ragno è inoltre quella di avere sei occhi, anziché otto come la maggioranza dei ragni, disposti in modo caratteristico in tre coppie. Si tratta di una specie notturna, che caccia liberamente senza l’ausilio di una tela; tesse solo pochi fili disordinati negli stretti anfratti che usa come rifugi, dai quali comunque non si allontana mai eccessivamente.

Non è un ragno aggressivo e se disturbato tende ad allontanarsi, ma può casualmente rintanarsi fra lenzuola o vestiti, aumentando le probabilità di reagire tramite il morso in caso si senta minacciato. Il morso è indolore nell’immediato e i sintomi compaiono anche diverse ore dopo. Il ragno inietta la sua citossina che, specialmente in soggetti deboli o debilitati, può causare loxoscelismo, ossia la formazione prima di un edema, e poi di un’ulcera necrotica più o meno estesa che può perdurare anche alcuni mesi prima di guarire e che va trattata ricorrendo alla chirurgia plastica per rimpiazzare il tessuto morto con tessuto sano e per evitare ulteriori infezioni. la gravità della situazione dipende comunque dalla localizzazione del morso e dall’estensione della gangrena, oltre che dai relativi rischi indiretti di infezione, che possono andare a sommarsi ad eventuali altre patologie da cui è affetto il soggetto morso.

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