Detenzione, riabilitazione, legalità. Il Cpia entra nelle scuole superiori con il progetto “Carcere e scuola: ne vale la pena?”


Avezzano. E’ stato presentato ufficialmente il progetto “Carcere e scuola: ne vale la pena?che intende far conoscere agli studenti degli Istituti Superiori di Avezzano la realtà del carcere per promuovere riflessioni critiche e maggiore consapevolezza nei ragazzi riguardo la detenzione, la riabilitazione, la legalità.

La presentazione, a cura della dirigente scolastica del Centro provinciale istruzione per adulti che ha organizzato l’iniziativa, Claudia Scipioni, si è tenuta nell’aula magna dell’istituto industriale, alla presenza della preside Anna Amanzi, dei docenti degli istituti di Avezzano che saranno coinvolti e di una rappresentanza di studenti.

“Le finalità del progetto sono fornire agli studenti strumenti di conoscenza critica per avviare la riflessione personale e collettiva sulle molteplici tematiche inerenti la reclusione e sviluppare un approccio progettuale per ridurre la “logica” dell’avventura, dell’imitazione e dell’improvvisazione”, ha spiegato la dirigente Scipioni che ha la sua sede operativa nella scuola di via Aldo Moro, all’interno del Majorana, “acquisire le capacità di critica e di autocritica per favorire una maggiore consapevolezza dei propri comportamenti e analizzare e superare pregiudizi per un maggiore senso di realtà”.

“Obiettivi del progetto”, hanno proseguito le responsabili del progetto, le docenti Marilena Emili  e Fabiola Piccirillo, “sono conoscere, riflettere e argomentare criticamente su tematiche come diritti e doveri, legalità, devianza, misure alternative alla pena, disagio minorile, sicurezza e le diverse figure professionali che operano in carcere”.

Gli obiettivi dell’iniziativa, che coinvolgerà una rappresentanza di studenti che poi riporterà la propria esperienza ai colleghi, sono: conoscere l’istituzione carceraria e le sue finalità; conoscere la struttura del carcere e riflettere sulle relative problematiche; conoscere la vita in carcere attraverso percorsi narrati da detenuti e promuovere la riflessione sui reati e sulle pene; riflettere sulla situazione del dopo carcere e le difficoltà derivanti dal reinserimento nella società; conoscere le proposte presenti sul territorio che un ex detenuto può realizzare nel dopo carcere e conoscere alcuni testi legislativi relativi alla carcerazione e le misure alternative alla detenzione.

Alla presentazione hanno partecipato anche Anna Angeletti, la direttrice della casa circondariale di Avezzano e il comandante degli agenti della polizia penitenziaria, Cristiano Laurenti.

La direttrice della casa circondariale di Avezzano che è a “custodia attenuata” nel suo intervento ha sottolineato come troppo spesso chi è detenuto in strutture penitenziarie è soggetto a vere e proprie gogne mediatiche a dispetto di quanto recita l’ordinamento italiano. E cioè che fin quando una persona non viene condannata da un tribunale si presume sempre che sia innocente.

Angeletti si è detta entusiasta dell’iniziativa che coinvolge i giovani e che mira a far crescere in loro una maggiore consapevolezza della legalità e della giustizia.


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