Contrabbando di sigarette nella Marsica, riesame annulla misura cautelare per Baldini



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Avezzano – Il tribunale del Riesame di L’Aquila, accogliendo l’istanza del difensore Carmelo Occhiuto, ha annullato la misura cautelare dell’obbligo di dimora e presentazione alla p.g. per Emidio Baldini, 63 anni, originario di Avezzano, ma residente a Celano, rimasto coinvolto nell’inchiesta delle Fiamme Gialle di Rieti denominata “Tiguan” che, nel giugno scorso, aveva portato all’applicazione di misure cautelari nei confronti di 12 persone accusate di appartenere ad un’associazione per delinquere finalizzata alla lavorazione e commercializzazione di tabacchi di contrabbando.

L’attività di indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Avezzano nella persona del sostituto procuratore Maurizio Maria Cerrato, aveva consentito di individuare l’esistenza di un’articolata associazione a delinquere, insediata nell’avezzanese, ma capeggiata da soggetti fisici e giuridici operanti nel settore tabacchicolo dislocati in Umbria e Campania, che distoglieva dai canali commerciali aziendali ingenti quantitativi di tabacco, destinandolo ai complici e contrabbandieri avezzanesi, per la successiva lavorazione in sigarette e/o in tabacco trinciato da fumo.

Nel corso delle indagini esperite, di carattere anche tecnico, si accertava, inoltre, che il sodalizio stava avviando un nuovo redditizio ed innovativo progetto criminale, consistente nella creazione, sempre ad Avezzano, di una fabbrica clandestina di melassa di tabacco per narghilè (shisha), destinata a produrre decine di tonnellate l’anno di prodotto da immettere, in contrabbando, sia nel mercato nazionale sia estero.

L’ intervento in flagranza dei finanzieri ha consentito di sottoporre a sequestro circa 3.440 chili di melassa di tabacco per narghilè, già pronta per essere immessa sul mercato nazionale ed europeo, per un complessivo valore – al dettaglio – di oltre 3 milioni di euro, ulteriori 400 chili circa di tabacco trinciato e di migliaia di sigarette artigianali già confezionate, nonché macchinari industriali del valore di circa 500.000 euro e prodotti chimici – quali glicerina vegetale e sciroppi dolcificanti – per oltre 1500 chili.