Appalti pubblici: Antimafia e TAR riconoscono le ragioni di un’impresa marsicana



Capistrello – La Cromoter S.r.l., nella persona dell’Ammistratore p.t. Ing. Domenico Croce, impresa con sede a Capistrello, operante nel settore degli appalti pubblici e dei lavori speciali nel sottosuolo, ha avuto confermata dal T.A.R. Lazio Roma l’assegnazione di un appalto da Autostrade per l’Italia S.p.A., per il rifacimento di alcune gallerie dell’autostrada A1 Milano-Napoli.

Un’altra impresa, che nel corso della procedura di gara si era provvisoriamente collocata al primo posto, era stata raggiunta da un’interdittiva antimafia, poi annullata dal T.A.R. Lazio e successivamente ripristinata in fase cautelare dal Consiglio di Stato. Ciò aveva determinato la decisione di Autostrade per l’Italia S.p.A. di revocare l’assegnazione dell’appalto alla prima classificata e di assegnarlo a Cromoter.

A quel punto, l’impresa raggiunta da interdittiva antimafia aveva chiesto e ottenuto l’ammissione al controllo giudiziario ex art. 34 bis d. lgs. 159/2011, e su questa base aveva impugnato innanzi al T.A.R. Lazio l’assegnazione dell’appalto a Cromoter S.r.l., sostenendo che il provvedimento di ammissione al controllo giudiziario avrebbe effetti sananti retroattivi sulla procedura di gara.

La questione è caratterizzata da orientamenti giurisprudenziali non univoci. Il T.A.R. Lazio Roma IV Sezione, con la sentenza n. 3054/2022, ha rigettato il ricorso dell’impresa ammessa al controllo giudiziario e confermato l’assegnazione dell’appalto a Cromoter, affermando il principio secondo cui l’ammissione al controllo giudiziario non ha effetti retroattivi sananti sulla procedura di gara, ma vale solo per il futuro, mentre il possesso dei requisiti di gara deve permanere per tutta la sua durata.

La Cromoter S.r.l. è stata assistita dall’Avv. Fabio Fafone e dall’Avv. Luigi De Meis, entrambi del Foro di Avezzano, mentre l’impresa ricorrente dagli Avv.ti Prof. Angelo Clarizia e Francesco Zaccone e Autostrade per l’Italia dagli Avv.ti Prof. Claudio Guccione, Maria Ferrante e Andrea Serafini.



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