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Accusati di ricettazione, assolti perché incapaci di intendere e di volere

Avezzano – Colti sul fatto mentre utilizzavano un cellulare rubato poco prima e denunciati per ricettazione, sono stati assolti perché, in quanto tossicodipendenti all’epoca dei fatti, “non in grado di intendere e di volere”. Una sentenza destinata a far discutere quella emessa ieri, 29 giugno, dal giudice del Tribunale di Avezzano, Marco Sgattoni, nei confronti di V.M. ed R.A., di 34 e 33 anni, entrambi avezzanesi.

Accusati di ricettazione, assolti perché incapaci di intendere e di volere
L’avvocato Mario Del Pretaro

I fatti si riferiscono all’agosto 2012, quando si verificò il furto di un telefono posto all’interno di un autoveicolo parcheggiato nella zona centrale di Avezzano. Le indagini seguite alla immediata denuncia del proprietario consentirono di accertare che il telefono rubato, subito tracciato attraverso il codice IMEI, era costantemente in uso sin dai giorni immediatamente successivi al furto. Gli inquirenti individuarono nei due giovani marsicani, poi denunciati per ricettazione, gli utilizzatori del dispositivo rubato.

Nel corso del processo, la consulenza tecnica richiesta dalle difese, rappresentate dagli avvocati Mario Del Pretaro e Rosa Di Pietro, ha chiarito che i due giovani all’epoca dei fatti erano incapaci di intendere e di volere a causa della dipendenza da sostanze stupefacenti. Il consulente del Tribunale, lo psichiatra Maurizio Cupillari, ha infatti accertato che le condizioni psichiche dei due imputati erano, all’epoca dei fatti, tali da escludere che potessero rendersi conto delle loro condotte; sulla scorta di quanto definito dalla perizia, il tribunale ha emesso sentenza di proscioglimento dalle accuse.

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