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Dal Nepal una danza propiziatoria per Ernesto Macera Mascitelli dopo l’incidente sul Dhaulagiri

Redazione News

Avezzano – Un messaggio arrivato dal Nepal, fatto di musica, danza e affetto, ha trasformato la tristezza per l’interruzione della spedizione sul Dhaulagiri in un momento di commozione. È quello ricevuto da Ernesto Macera Mascitelli dalla Solokhumbu Shree Budda Academy, la scuola che l’alpinista aveva visitato prima di partire per la spedizione e alla quale aveva consegnato materiale didattico.

Dopo aver saputo dell’incidente che ha costretto Mascitelli a interrompere la sua ascesa al Dhaulagiri, gli studenti e la comunità della scuola hanno dedicato una giornata di festa alla sua pronta guarigione. Una danza, vissuta come rito propiziatorio, è diventata così un gesto di vicinanza nei confronti dell’alpinista marsicano.

La spedizione di Mascitelli sul Dhaulagiri, una delle cime più alte della Terra con i suoi 8.167 metri, si è interrotta nei giorni scorsi a circa 5.500 metri di quota. Durante la salita verso il Campo 1, una violenta sollecitazione ha provocato la lussazione della spalla sinistra. L’incidente ha reso necessario un complesso rientro dalla montagna e il successivo trasferimento a Kathmandu per le cure.

Un imprevisto che ha posto fine al tentativo di raggiungere la vetta, previsto per i prossimi giorni, ma che non ha cancellato il legame costruito negli anni tra Mascitelli e il Nepal. L’alpinista, infatti, aveva inserito anche la solidarietà tra gli obiettivi della nuova spedizione, proseguendo un percorso già intrapreso nelle precedenti esperienze nel Paese. Prima della partenza aveva raccontato anche il progetto di sostenere la scuola e l’infanzia nepalese.

«Quando ti arriva questo video, a me dedicato, di una danza come rito propiziatorio per una pronta guarigione, tutta la tristezza e malinconia viene sostituita da gioia e lacrime di commozione», ha scritto Mascitelli condividendo il video ricevuto dalla scuola. L’alpinista ha quindi ribadito la volontà di tornare in Nepal: «Tornerò sicuramente in Nepal per affrontare le più alte vette della Terra ma anche per continuare il cammino di aiuto, solidarietà e vicinanza a questo popolo al quale sono particolarmente legato ed affezionato».

Nel suo messaggio, Mascitelli ha raccontato anche la vicinanza ricevuta in questi giorni dagli amici nepalesi, che non lo hanno lasciato solo dopo l’incidente. Un legame che, al di là della montagna e della spedizione, rappresenta ormai una parte importante del suo rapporto con il Paese himalayano. «Qui mi sento come a casa», ha scritto, ringraziando il popolo nepalese per l’affetto ricevuto e confermando l’intenzione di continuare, anche in futuro, a portare aiuti concreti dove ce ne sarà maggiore bisogno. La vetta del Dhaulagiri, questa volta, è rimasta lontana. Ma dal Nepal è arrivato a Mascitelli un messaggio che va oltre l’alpinismo: quello di una comunità che, dopo averlo visto impegnato sulle proprie montagne, ha voluto ricambiare con un gesto di affetto e solidarietà nel momento più difficile della spedizione.

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