Avezzano – Quanto c’è di eterno in un’invenzione? Un computer, per quanto potente, non potrà mai vincere sulla creatività, sull’etica, sul libero arbitrio e sull’amore. La meccanica non potrà competere con l’organismo, come l’intero non è mai solo la somma delle sue parti.
“Siamo emozionati di poter accogliere nella nostra Città una delle menti più importanti e avveniristiche del nostro secolo. – afferma il sindaco Giovanni Di Pangrazio – Sarà un momento di crescita e di dibattito per tutti e, soprattutto, per le nuove generazioni. Siamo davvero entusiasti”.
Il fisico e inventore Federico Faggin, scienziato che ha avuto un ruolo fondamentale nel progresso della tecnologia mondiale, il prossimo 4 dicembre, alle ore 21.00, sarà ospite ad Avezzano, in occasione dell’evento “NOUSYM – quando scienza e spiritualità di uniscono”, in programma al Teatro dei Marsi.
Se oggi abbiamo uno smartphone tra le mani, un computer portatile sulla scrivania e un touchpad sotto le dita lo dobbiamo, in gran parte, al fisico di Vicenza, annoverato tra i più grandi scienziati al mondo.
Sul palco del Teatro dei Marsi, con lui, dialogherà Padre Ernesto Della Corte, presbitero laureato in fisica, biblista, conferenziere, autore e docente, noto in tutta Italia per la sua intensa attività di studio della Sacra Scrittura.
L’incontro, organizzato dall’Associazione Altogradimento, è coordinato da Emanuela Scipioni, e punta a risvegliare nel pubblico interrogativi sempreverdi sul senso della vita e sulla condizione umana. Un viaggio tra Scienza e Coscienza.
“Mentre tutti parlano di intelligenza artificiale – spiega Emanuela Scipioni – lo scienziato e filosofo Faggin ci ricorda che è intelligenza meccanica senza coscienza.
Ma cosa è la Coscienza? Ed è proprio questa la domanda da cui partirà l’incontro di dicembre a teatro. Il tentativo è quello di ricordare chi è l’uomo nella sua vera e più intima natura.
Prenderne consapevolezza può aiutarci a dominare la tecnica e non a esserne dominati. I biglietti sono già disponibili e possono essere ritirati presso le librerie Mondadori e Ubik (di lunedì, mercoledì e venerdì pomeriggio anche presso la Sala Irti)”.
La storia personale e accademica di Federico Faggin è una parabola: nel 1968, alla Fairchild Semiconductor, inventa la tecnologia MOS Silicon Gate, la base su cui verranno costruiti da quel momento in poi memorie RAM, EPROM, sensori CCD e microprocessori.
Negli anni ’70, alla Intel, guida il progetto 4004: realizza, cioè, il primo microprocessore commerciale al mondo, l’Intel 4004, un chip di 4 millimetri che contiene tutta la potenza di un computer.
In seguito, sarà a capo dello sviluppo dell’8080 e, nel 1974, fonderà Zilog, creando lo Z80: il microprocessore più famoso degli anni ’80, cuore degli home computer e dei videogiochi, ancora oggi in produzione.
“Faggin – commenta ancora Scipioni – con il microprocessore ha cambiato il mondo in cui viviamo, ma come tutti i grandi scienziati della storia, che sono ineluttabilmente anche filosofi, non ha potuto eludere la domanda fondamentale.
Chi siamo? Questo è avvenuto, come lui stesso racconta, dopo aver vissuto un’esperienza straordinaria, che narreremo anche a teatro. La coscienza non è un prodotto del cervello e non è un’illusione generata dai neuroni, secondo Faggin: è fondamentale e irriducibile, come lo spazio e il tempo.
L’intelligenza artificiale non potrà mai avere una coscienza, ma l’uomo, oggi più che mai, deve ricordarsi di averne una. Nousym è un neologismo che è stato introdotto nella letteratura internazionale proprio da Faggin; il termine unisce nous (“intelletto”) e sym (“simbolo”) e rappresenta semanticamente l’unione profonda tra il mondo della fisica e della spiritualità”.
Le sue tesi sono riportate nei suoi bestseller: Silicio (2019), Irriducibile (2022) e Oltre l’invisibile (2024). Nel 2019, il Presidente della Repubblica lo ha nominato Cavaliere di Gran Croce.

Comunicato stampa
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