Scanno: la leggenda di un lago



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Scanno è un paese abruzzese situato a 1050 metri d’altitudine nell’Appennino centrale, alla destra del torrente Tasso. È un paese che conserva quasi intatto il nucleo antico, caratterizzato da vie strette e ripide, la Chiesa Madre del XII sec., rimaneggiata nel XIV sec., la Chiesa rinascimentale di Sant’Antonio, con interno barocco ( pavimento e piastrelle maiolicate), una bella fontana del XIV sec. E tra i numerosi palazzi antichi e le caratteristiche case rustiche, la Casa Mosca del 1564 (portale settecentesco).

Frequentata stazione di villeggiatura e di sport invernali, è anche rinomata per l’artigianato del merletto a tombolo, dell’oreficeria, del legno intagliato ma soprattutto per il suo lago omonimo. Il lago di Scanno è il più grande d’Abruzzo, dopo la scomparsa di quello del Fucino. È situato a 922 metri d’altitudine, tra la Montagna Grande e il Monte Genzana. È un antico lago di sbarramento, formatosi in seguito al distacco di una frana dal Monte Genzana.

Lungo 1722 metri, ha una larghezza di 700 metri ed una profondità di 32 metri, è alimentato dal torrente Tasso, una volta molto pescoso. Come ogni lago che si rispetti, molte sono le leggende che aleggiano su di esso, ma una in particolare affascina più delle altre. Si narra di una memorabile battaglia tra un imperatore romano ed un certo re Battifolo. Quest’ultimo stava per essere sopraffatto quando invocò l’aiuto del mago Bailardo che prese il libro dei misteri, lesse alcune magiche parole e fece coprire d’acqua tutto il campo in cui era schierato l’esercito romano.

Così ebbe inizio il lago di Scanno. Nel 2012, alcuni misteriosi fatti hanno alimentato altre storie e si è persino parlato di ufo. Si è verificato lo strano fenomeno delle bussole impazzite, di sommozzatori che non trovano più il nord una volta immersi nelle acque del lago. Sempre nello stesso anno si sono verificate delle onde anomale sul lago. Questi strani fenomeni hanno richiamato degli studiosi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma che hanno trovato, utilizzando dei magnetometri ed il GPS, dei campi magnetici perlopiù nella zona nord del fondo del lago, nel territorio di Villalago. Non si è capito molto dei fenomeni e ad un certo punto non se n’è più parlato ma il lago, tutt’ora, nasconde segreti che stimolano la fantasia del popolo.

Quello che è sicuro che la bellezza del luogo vale una visita e se poi, il fascino di un piccolo triangolo delle Bermuda abruzzese, può stimolare abbastanza da spingersi fin là, ben vengano leggende e strani fenomeni. L’Abruzzo è anche questo.




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