Ospedale di Avezzano, il grido d’allarme degli operatori: “Mega cluster in reparto, infetti pazienti e sanitari, aiutateci”

Ospedale di Avezzano, il grido d'allarme degli operatori: “Mega cluster in reparto, infetti pazienti e sanitari, aiutateci” Tutto il personale è fortemente impaurito e angosciato per la propria salute,

Avezzano – Caos sanità, ieri l’adunanza al calor bianco in cui, a fronte di una situazione fortemente degradata, che ricade su migliaia di cittadini marsicani e della provincia aquilana, si è consumato lo scontro tra i primi cittadini e le Rappresentanti della Sanità abruzzese e della ASL1 rispettivamente, l’assessore regionale Nicoletta Verì e la direttrice sanitaria Sabrina Cicogna – assente il manager Roberto Testa – apparse impegnati per lo più in una difesa oltranzista del “quanto fatto”, cui ha risposto la forte presa di posizione dei Sindaci marsicani, non hanno aderito “pienamente” il Comune di Trasacco, Ovindoli e Magliano dei Marsi, che hanno votato il commissariamento della Asl1.

Ieri, a quei “Report” positivi e apparsi “favolistici” ai cittadini marsicani che hanno vissuto e vivono sulla propria pelle lo stato della sanità locale, è arrivata alla nostra Redazione la risposta, che è un ulteriore grido di allarme, e una denuncia circostanziata e grave, dagli addetti ai lavori che, in prima linea nell’emergenza, vivono una situazione che definiscono “criminale” e lanciano un appello alle Istituzioni per avere aiuto e tutele, per sé stessi e per i pazienti loro affidati. Un appello in cui emergono gli elementi già posti all’attenzione generale dai drammatici recenti fatti di cronaca, dai rilievi condotti sul campo dalla nostra Redazione e dalle iniziative attuate già nel corso delle settimane precedenti e solo per citarne alcune quelle dei sindaci Giovanni Di Pangrazio, Vincenzo Giovagnorio, Enzo Di Natale e Marivera De Rosa.

Così nella risposta:
“Chiediamo aiuto per risolvere la criminale situazione che si sta verificando nella UOC Medicina P.O Avezzano, trasformata attualmente in Medicina Covid per emergenza sanitaria”, scrivono gli Operatori, “Precisiamo che non critichiamo tale decisione ma le procedure di trasformazione e la sua attuale gestione.

Tutto e iniziato tra domenica 25 ottobre e lunedì 26 ottobre, quando le prime unità del personale si sono ammalate di Covid e contestualmente i pazienti hanno cominciato a manifestare positività ai tamponi. Nel giro di sette giorni, fino a domenica primo novembre, si sono ammalati 8 infermieri ,3 OSS e 2 medici dei 3 presenti in organico.

Tra i pazienti rimasti in reparto , 14 su 25 previsti, tra cui molti trasferiti, deceduti e pochissimi dimessi, sono stati riscontrati 12 positivi e 2 sospetti negativi. In tale situazione è stata presa la decisione di trasformare la Medicina Generale in Medicina Covid.” L’ospedale avezzanese non è strutturato per ospitare pazienti Covid, come aveva rappresentato anche l’assessore avezzanese alla Sanità, Colizza, al presidente Marsilio durante la visita che lo stesso aveva fatto al presidio nei giorni scorsi, “I tamponi del personale fatti mercoledi 28 ottobre sono stati inviati a Pescara anziché a L’Aquila e/o Teramo, I risultati sono stati comunicati parzialmente e tardivamente a personale già in quarantena per sintomi”, continuano gli Operatori, “Le condizioni igienico-sanitarie lavorative e quelle dei pazienti sono gravissime e pericolosissime per la salute.

A tutt’oggi continuano i contagi, tanto che, per quanto riguarda il personale, sono rimasti 2 infermieri, 3 OSS, 1 medico, I pazienti sono 25, collocati in camere da 4 e alcuni con CPap, respirazione artificiale assistita, ma rileviamo anche che vi sono stati dei decessi nei giorni scorsi di pazienti diventati positivi in reparto. Il Reparto risulta evidentemente infettato con evidente clouster; doveva essere chiuso sanificato e poi riaperto, la decisione scriteriata e criminale di lasciarlo aperto è stata presa dai vertici ASL1 sulla pelle del personale e dei pazienti.

Tutto il personale è fortemente impaurito e angosciato per la propria salute, per quella dei propri familiari con cui vive, e arrabbiato per le indecenti condizioni lavorative e per l’alienazione del diritto alla salute e cura dei pazienti ricoverati. Queste righe sono un forte grido di dolore, disperazione e richiesta di AIUTO alle istituzioni, alla stampa e a tutti quanti possono operare per ottenere un cambio di rotta urgente e una maggiore protezione per il personale e i pazienti”.

(E.G. – K.Si.)
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