Massimo dei voti ma gli negano la lode: studente avezzanese fa ricorso e il Tar gli dà ragione

Avezzano – Un percorso di studi impeccabile, la media dei voti altissima ma la commissione non gli assegna l’encomio all’esame conclusivo di scuola media.

E’ successo ad uno studente di Avezzano che, dopo aver presentato ricorso al TAR di L’Aquila per il riconoscimento della meritocrazia, ha vinto la sua battaglia con conseguente annullamento del giudizio e del voto attribuito dal Consiglio di Classe limitatamente alla parte in cui non era stata attribuita la lode.

Dall’esame degli  atti relativi all’alunno” dichiarano i legali dell’alunno, gli Avv.ti Maria Grazia Spina e Paolo Di Gravioemergeva la eccellenza del profilo scolastico dell’allievo; sia in relazione ai risultati conseguiti nell’ultimo anno di ciclo, sia in relazione al triennio (Ottimo, Ottimo e 10), sia infine in relazione al brillante excursus scolastico di tutti gli otto anni del primo ciclo (10,10,10,10,10,10,10,10). Tali profili di eccellenza non venivano considerati  dal Consiglio in sede di attribuzione della lode. La mancata attribuzione non era coerente con il profilo scolastico del ricorrente,  e con il curriculum di studi, indicato dalla norma quale unico requisito per la concessione della lode. Emergevano dunque ampi profili di illegittimità che il Tribunale ha recepito ed evidenziato.

Il Tribunale amministrativo ha ritenuto fondato il ricorso ed ha reputato assorbente la censura di eccesso di potere per disparità di trattamento in relazione alla carenza di motivazione. Il Consiglio aveva, infatti, attribuito la lode ad altra alunna, della stessa classe, che vantava un  curriculum pressoché identico a quello del ricorrente, senza che emergessero, dal verbale, le ragioni del diverso trattamento “che si è inteso riservare a casi evidentemente uguali!” Il TAR ha, dunque, accolto il ricorso e annullato il verbale nella parte in cui non è stata attribuita la lode!”.

“Si ritiene che l’assegnazione della “lode” abbia per l’alunno un valore inestimabile che va al di là di qualunque beneficio materiale.  Rappresenta infatti il legittimo riconoscimento di anni di studi e di sacrifici. Il ruolo dei docenti è vitale nella vita dei discenti. La valutazione non è un fatto puramente tecnico e burocratico, ma, morale, umano, educativo e didattico; è un atto di responsabilità professionale dell’insegnate. E’ fattore di promozione dell’alunno, motiva, orienta e incide sull’essere, sulla consapevolezza e accettazione di sé, sul desiderio di progresso e miglioramento individuale.  Ecco perché, come detto, il MIUR si preoccupa di sottolineare che tra compiti fondamentali dell’istruzione vi è quello di favorire lo sviluppo dei talenti e delle eccellenze. Al dovere per lo studente di partecipare attivamente all’attività di istruzione corrisponde il diritto al riconoscimento dei livelli elevati di conoscenza e di competenza raggiunti. È questa la finalità e il senso della lode” continuano i due avvocati di Avezzano.

Come legali del piccolo alunno ci auguriamo che la soddisfazione per il traguardo raggiunto possa lasciare il posto ai progetti futuri ed ai sogni coltivati con entusiasmo e sacrificio, nella consapevolezza che il merito valga ancora qualcosa” concludono Spina e Di Gravio.