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Incontrare l’Orso marsicano dopo il letargo: le regole d’oro di “Salviamo l’Orso” per la tutela di tutti

Maria-Tortora

Abruzzo – Con la fine del letargo, la primavera segna il risveglio dell’orso marsicano e, di conseguenza, il ritorno delle domande sulla convivenza tra l’uomo e questo simbolo dell’Appennino centrale.

Camminare nel territorio dell’orso è un’esperienza unica, ma richiede consapevolezza e rispetto per evitare che un incontro magico si trasformi in una situazione di pericolo per l’animale o per l’osservatore.

L’associazione “Salviamo l’Orso” sottolinea come la conservazione della natura sia un obbligo morale che deve basarsi sul valore intrinseco della specie, e propone un vademecum essenziale per imparare a coesistere attraverso piccole azioni e comportamenti responsabili.

La prevenzione inizia con il riconoscimento dei segni di presenza indiretti. Durante un’escursione, è possibile imbattersi in tracce come escrementi, ciuffi di pelo o orme nel fango o nella neve. La regola d’oro è non seguire mai le orme per evitare di “braccare” l’animale e causargli stress.

È invece utile scattare fotografie, utilizzando un oggetto di riferimento noto per le dimensioni, e segnalare la presenza di peli sui tronchi o recinzioni a “Salviamo l’Orso” o agli enti competenti, senza toccare o rimuovere nulla.

In caso di un avvistamento diretto, l’atteggiamento fondamentale deve essere improntato al rispetto e al contegno, evitando agitazione e schiamazzi.

L’orso marsicano ha paura dell’uomo e tende a scappare. Se l’orso si trova a una distanza superiore ai 200 metri e non si è accorto della nostra presenza, è possibile godersi l’osservazione rimanendo immobili e silenziosi.

Se l’animale dovesse accorgersi di noi, alzandosi sulle zampe posteriori (un atteggiamento di curiosità per annusare meglio l’aria) è bene fare un passo indietro senza spaventarlo. Qualora la distanza sia inferiore ai 200 metri, occorre allontanarsi con calma e discrezione.

Se l’incontro avviene a distanza ravvicinata, è vitale mantenere la calma e farsi riconoscere muovendo piano le braccia e parlando con voce pacata.

Non bisogna mai correre o voltare le spalle all’animale. Se l’orso dovesse accennare a un falso attacco o avvicinarsi sbuffando, è utile indietreggiare lentamente, lasciandogli una via di fuga e cercando di distrarlo muovendo lateralmente lo zaino o lanciando piccoli sassolini.

Nel rarissimo caso di un contatto fisico, la strategia suggerita è quella di rannicchiarsi in posizione fetale e attendere che l’animale perda interesse.

Una particolare attenzione va prestata agli incontri nei centri urbani, dove non bisogna mai scendere sotto la distanza minima di 50 metri, assicurandosi di lasciare sempre una via di fuga all’animale.

In presenza di cuccioli o di un orso che si sta alimentando su una carcassa, la regola è l’allontanamento immediato, poiché la reazione difensiva della madre o la protezione del cibo potrebbero scatenare risposte aggressive.

Infine, se l’incontro avviene lungo una strada carrabile, è necessario fermare l’auto e abbassare i fari, evitando assolutamente di inseguire l’animale e mantenendo una velocità moderata per prevenire impatti improvvisi.

La sicurezza dell’orso e quella dell’uomo dipendono esclusivamente dalla nostra capacità di rispettare i suoi spazi e le sue abitudini.

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