Avezzano – “Non è la pista di Monza, è una strada cittadina“. Inizia con questo amaro paragone lo sfogo di una residente di Avezzano, condiviso anche dalla pagina della Onlus Zampa Amica, che da anni si occupa della tutela degli animali sul territorio.
Al centro della vicenda, l’ennesimo gatto investito e lasciato morire sull’asfalto senza che nessuno si fermasse a prestare soccorso.
La vittima era un gatto giovanissimo, neanche un anno di vita, che faceva parte della recente campagna di sterilizzazione promossa dal Sindaco di Avezzano.
“Era castrato, microchippato e pieno di vita“, racconta la donna con il cuore spezzato. “Faceva tante fusa e amava mangiare; era così vitale che saltellava sopra i suoi simili per arrivare primo alla ciotola“.
Un’esistenza stroncata in un istante da un’auto in corsa che, secondo la testimonianza, non avrebbe nemmeno accennato a fermarsi.
L’articolo solleva un tema cruciale: la responsabilità di chi guida. Troppo spesso, infatti, si dimentica che l’omissione di soccorso nei confronti di animali investiti è un comportamento sanzionato dal Codice della Strada.
“Bastava chiamare i vigili o il 118“, si legge nella nota. “Non ci vuole molto. Forse il gatto si poteva salvare o, almeno, gli si poteva tendere una zampa per non farlo morire da solo nel terrore“.
Oltre alla rabbia verso chi preme troppo sull’acceleratore nelle vie cittadine, il messaggio si trasforma in un appello educativo rivolto ai genitori e alle istituzioni.
L’invito è quello di insegnare ai giovani il valore della responsabilità alla guida, che non significa solo proteggere la propria incolumità, ma rispettare ogni forma di vita incontrata sul percorso.



