Di Marco Testa, «centro-destra unito alla Regione con Di Stefano»



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Tagliacozzo –  «Ci auguriamo che il sondaggio di Quorum – You Trend, inerente la scelta del candidato Presidente alla nostra Regione, venga seriamente preso in considerazione da tutti i partiti del centro-destra». Si apre così una nota diramata dall’ex sindaco di Tagliacozzo e capogruppo de “Il Paese che Vorrei”, Maurizio Di Marco Testa. «Il sondaggio vede Fabrizio Di Stefano in forte vantaggio su tutti gli altri candidati, con una possibile vittoria con il 38 – 44% dei voti. Questi dati devono servire da sprone affinché tutti gli attori si siedano attorno a un tavolo di lavoro e trovino una convergenza sulla figura di Fabrizio Di Stefano, persona competente che conosce bene la macchina amministrativa avendo ricoperto per due legislature il ruolo di Parlamentare», prosegue la nota di Maurizio Di Marco Testa. «Se da un lato è vero che i dati dei sondaggi possono presentare un margine di errore, d’altro canto è vero pure che questo risultato non fa altro che evidenziare come le candidature “calate” dai palazzi romani riscuotano meno consensi rispetto a chi, con costanza e passione, giorno dopo giorno costruisce un sincero dialogo con l’elettorato. Questo è quello che sta facendo Fabrizio Di Stefano da oltre un anno. Le polemiche sterili non sono certamente utili a un centro-destra unito che aspira alla guida della Regione Abruzzo. Le dichiarazioni discordanti di politici autorevoli, infatti, non farebbero altro che generare confusione nell’elettorato di centro-destra». «Per tali ragioni anche a Tagliacozzo, con il gruppo “Il Paese che Vorrei”, abbiamo costituito già dodici comitati a sostegno della candidatura di Fabrizio Di Stefano alla presidenza della Regione Abruzzo e altri sono in corso di costituzione», conclude Di Marco Testa. «Sono sempre stato convinto dell’importanza di un centro-destra unito. Infatti già nel 2013, da primo cittadino, organizzai un importante convegno al Teatro Talia di Tagliacozzo al quale parteciparono esponenti del centro-destra nazionale e regionale, sindaci, amministratori e molte persone della società civile. Noi de “Il Paese che Vorrei” non vogliamo assolutamente essere i detentori, ma solamente i promotori di un centro-destra unito».




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