Con “Donne .. senza diversità”, l’associazione “I Girasoli” pone l’attenzione su un’altra forma di violenza sulle donne



Condividi su facebook
Condividi
Condividi su whatsapp
INVIA
Condividi su telegram
Telegram
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su email
Email
Condividi su print
Stampa

Avezzano. Con un semplice ma puntuale video “Donne…senza diversità”, l’Associazione di Promozione Sociale “I Girasoli” pone l’accento, proprio oggi, 25 novembre, giornata dedicata alla lotta alla violenza sulle donne, su un’altra forma di violenza, sconosciuta a molti, ma che invece si nasconde nell’animo di molte donne: la violenza che subisce una donna malata di cancro.  

 “Il video è stato strutturato con lo scopo di porre l’attenzione sulla violenza che subiscono quotidianamente le donne malate di cancro e che troppo spesso non viene considerata”, spiega il Presidente dell’Associazione Benedetta Cerasani, “Si pone l’accento sui femminicidi, sulle violenze sessuali, ed è giustissimo, ma sulla violenza psicologica e quello che subisce in genere una donna quando le è stato diagnosticato un cancro, è interesse di pochi, forse farà meno clamore?”

Ma anche il mondo della comunicazione accantona questo problema… “In realtà la donna malata di cancro la prima violenza la subisce quando le cadono i capelli,  tutto il mondo che le è attorno a volte la fa sentire a disagio”, continua la Cerasani, “la seconda violenza la subiscono da parte dei datori di lavoro e dei colleghi quando scoprono il fatto,e poi anche i familiari spesso non sanno come comportarsi e alcuni tendono a sparire. L’utilizzo di frasi di rito come ‘Stai a casa a riposarti’, è all’ordine del giorno”.

Ma ciò che amplifica la solitudine di una donna, solitudine in cui automaticamente si immerge con la semplice comunicazione della diagnosi, si ha quando si ha accanto un compagno che con il passare dei giorni diventa sempre meno ‘compagno’, che ha paura della malattia, spesso molto più della malata – secondo un recente studio i ‘caregiver’ che dovrebbero dar sostegno, a volte non fanno altro che peggiorare la situazione della malata -. “A volte il pensiero che la donna abbia potuto affrontare l’esportazione di ovaie o dell’utero, appare al compagno come una perdita della femminilità della donna, – continua il Presidente,- e quindi spesso, purtroppo, la lascia, affermando di non essere in grado di starle accanto perché diversa. Una diversità, invece, che non deve esserci”.

“Ringrazio Filiberto Figliolini, Tiziana Sestina di Abbiglieria Donna e Arianna Pulsoni, titolare dell’unico centro estetico con prodotti specifici per le persone malate di cancro, per averci appoggiato e aiutato nella realizzazione di questo video, così importante per noi”, conclude Benedetta Cerasani.

Le donne che stanno affrontando una malattia devono curarsi e  avere il coraggio di continuare a vivere la  quotidianità, stare in mezzo alla gente, lavorare, e continuare a vestire la propria femminilità.

 




Lascia un commento