Avezzano, raccolte oltre 800 firme contro il rientro in presenza nelle scuole

Avezzano – Nella giornata di oggi, dopo alcune settimane di dad (didattica a distanza), gli studenti marsicani delle scuole secondarie di primo e secondo grado sono tornati in classe.

A tal riguardo, nei giorni scorsi, è stato predisposto un sondaggio su Facebook per conoscere l’orientamento della popolazione di Avezzano e della Marsica in merito alla riapertura delle scuole. L’idea è stata dell’Avvocato avezzanese Maria Grazia Spina che, immediatamente, ha riscosso una grande partecipazione. In poco tempo sono state raccolte oltre 800 firme.

L’esito dell’indagine conoscitiva ha rivelato, in maniera incontrovertibile, la contrarietà dei genitori alla riapertura delle scuole secondarie di primo e secondo grado.

Abbiamo appreso, con una certa preoccupazione, la notizia della riapertura delle scuole. A tale riguardo ritengo che, sebbene appaia condivisibile la scelta di consentire un ritorno ragionato alla normalità, l’apertura delle scuole secondarie possa, invece, costituire un rischio superiore ai benefici” ci confida l’Avv. Spina.

È evidente” prosegue l’Avvocato “che il successo formativo degli studenti trovi la sua più ampia realizzazione in una scuola che preveda un rapporto diretto docente – studente, anche per garantire l’acquisizione di competenze relazionali non meno importanti delle altre. Considerato, però, che l’anno scolastico volge, ormai, al termine, non penso che un mese di scuola possa essere sufficiente a sanare eventuali problematiche collegate alla dad. Al contrario, il movimento quotidiano di grandi masse di studenti, rischia di rivelarsi un  detonatore per un’emergenza sanitaria non ancora cessata, che merita la massima prudenza”.

L’indagine è stata trasmessa, così come viene dichiarato dall’Avv. Spina, al Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio e al Sindaco del Comune di Avezzano Giovanni Di Pangrazio, corredata dalla richiesta di un loro intervento fattivo, ciascuno per quanto di sua competenza, affinché le legittime, drammatiche preoccupazioni della popolazione non rimangano inascoltate.