PERETO. In occasione della cerimonia per il ritorno della tela seicentesca nella ex chiesa di Sant’Antonio, oggi Sala culturale polivalente di Pereto, il Vescovo Giovanni ha espresso la propria gioia e gratitudine per un evento che rappresenta molto più del recupero di un’opera d’arte: è la restituzione alla comunità di un prezioso frammento della propria storia, della propria fede e della propria identità.
Nel suo intervento ha sottolineato il valore della tela, raffigurante Cristo crocifisso venerato dai santi Antonio abate e Antonio da Padova, evidenziando anche la presenza sullo sfondo del profilo del castello di Pereto, significativo richiamo al profondo legame tra l’immagine sacra e il territorio.
Il Vescovo ha richiamato le diverse testimonianze di santità dei due Antonio: la preghiera, il silenzio e la sobrietà dell’eremita Antonio abate, e l’annuncio del Vangelo, l’incontro e il servizio di Antonio da Padova. Due percorsi differenti, ma accomunati dallo sguardo rivolto a Cristo, centro e riferimento della vita cristiana.
Ha inoltre rivolto un sentito ringraziamento a quanti hanno contribuito al ritorno e alla tutela dell’opera, ricordando che custodire il patrimonio culturale significa amare la propria comunità e assumersi la responsabilità di trasmetterne la memoria alle generazioni future.
Infine, ha auspicato che la tela, tornata nel suo luogo originario, possa diventare occasione di conoscenza, educazione alla bellezza e incontro, soprattutto per i giovani e per le nuove generazioni. Anche se l’antica chiesa ha oggi una diversa destinazione, essa continua a rappresentare un luogo importante per la memoria e la vita culturale di Pereto.
Il messaggio conclusivo del Vescovo è stato un invito a custodire con amore le proprie radici, affinché la memoria del passato sappia dialogare con il presente e diventare seme di futuro, alimentando nella comunità valori di fede, fraternità, carità e speranza.




