La Marsica di Tommaso Brogi (1900) – Parte XI



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Nell’anno1553 Ascanio cadde in disgrazia del papa Giulio II° e del governo di Napoli : c’era la guerra fra Enrico II° re di Francia e Carlo V° per il ducato di Parma , il protestantesimo si allargava , lo stato pontificio era pieno di truppe spagnole e napoletane . La Francia confortava i protestanti ed in Italia si spargeva il luteranesimo , con le falangi tedesche che vi erano stanziate : Ascanio Colonna si  accostò ai Francesi ed ebbe subito una repressione : in quell’anno 1553 il figlio di Ascanio , Marcantonio , si impadronì di Paliano e degli altri castelli nelle stato della Chiesa , e si diffuse la voce che Marcantonio si fosse ribellato a suo padre , che già da piccolo , non gli versava l’assegno di sostentamento . Ma il motivo della ribellione fu che Marcantonio , notando l’imperizia del padre per quella manifesta decadenza della sua casata ,  sperava di salvargli tutti i beni dalla confisca . . Ascanio stette in carcere fino al 1555 , anno di morte sua . Il nuovo papa Paolo IV° . ( Giovanni Pietro Carafa , napoletano ), austero di costumi ,distinto in dottrina , terribile propugnatore della fede cattolica come era nella pienezza del medioevo , eccessivo nelle repressioni , odiò oltremodo la Casata Colonna , perché non amica dell’indipendenza italiana con la libertà ecclesiastica e papale , della chiesa romana , partigiana degli spagnoli .

Il papa fece mettere sotto processo Marcantonio Colonna e in contumacia nel 1555 , privandolo dei beni , feudi ed onori . Scomunicò inoltre tutti i membri della famiglia , alcuni li fece imprigionare . Tolse loro i possedimenti che regalò ai suoi nipoti . Nel palazzo di piazza dei SS apostoli  a Roma fece rinchiudere la vedova di Ascanio e due figlie , la nuora ed una nipote  . Ma la vedova e le figlie riuscirono a scappare , vestendosi da uomini ed eludendo la sorveglianza , il 1 gennaio del 1566 . Dopo un viaggio intrepido , con la neve giunsero a Tagliacozzo , dove gli abitanti le accolsero calorosamente .

La moglie di Ascanio fu Giovanna D’Aragona , figlia di Ferdinando Duca di Montaldo , figlio bastardo del Re Ferdinando : donna famosa per la sua avvenenza e per la sua capacità negli affari .

       MARCANTONIO COLONNA    

Ereditò non i beni , ma il peso di restituire a sé ed alla sua famiglia la fortuna che era stata disfatta stupidamente dal padre . La confisca dei beni dei Colonna durava ancora nel 1559 , dal 1553 furono perseguitati , resistettero ad oltranza e con Marcantonio , ancora giovane , seppero risollevare la testa , con la sua tenacia nei propositi , insieme ad una abilità e prudenza ammirabili .

Dopo poco tempo della rinuncia di Carlo V° a favore di suo figlio Filippo II° nell’ottobre del 1555 , nacque la guerra della Spagna contro il papa ed i francesi . Marcantonio e tutta la sua famiglia si misero al servizio degli spagnoli . La marsica entrò nel piano di guerra come punto di appoggio ; a Tagliacozzo c’era il deposito delle vettovaglie per l’esercito . Il Duca d’Albe comandante in capo , passò il Garigliano , conquistò Ceprano , Ferentino ,Frosinone ed altre città e si mise così in comunicazione di Tagliacozzo . I francesi venivano in soccorso del papa , passando da Ascoli . Dopo una tregua , Pietro Strozzi riconquistò Ostia e Vicovaro . Il Conte di Popoli si ritirò ad Oricola  e dopo a Subiaco . Marcantonio avanzava nella campagna romana e dava del filo da torcere ai papalini . I francesi furono respinti al Tronto e la guerra si circoscrisse al territorio romano . Il Duca d’Alba , tornando indietro , passò a Popoli , Celano , Avezzano , Sora e venne in aiuto ai Colonnesi . Alla fine del 1557 fu firmata la pace fra il re di Spagna ed il papa , a Palestrina . I Colonna ed altri ribelli furono esclusi dal perdono . Essi continuarono a guerreggiare contro il papa , fino alla morte del papa Paolo IV° .

Il nuovo pontefice Pio V° rimise in grazie i Colonna e li reintegrò di ogni cosa . Marcantonio potè entrare nel regno e recuperò tutto : Avezzano , Luco e Trasacco .

Marcantonio Colonna aveva appena venti anni ed era già conosciuto in tutta Italia per il valore e per la sua maturità intellettuale . Nella battaglia navale di Lepanto riportò i primi onori e Roma , sua patria , gli decretò il trionfo , dopo la sua morte gli dedicò una statua di marmo ancora presente in Campidoglio .

Il ducato dei Marsi passò momenti felici sotto di lui : generoso , umano e benefico . Ad Avezzano profuse di più i suoi benefici : lo abbellì , lo fornì di comodità , quale quella di una conduttura d’acqua per un pubblico fontanile . Concesse agli avezzanesi una grande estensione di terreni lungo la riva del Lago Fucino con il corrispettivo di seimila ducati . Trasformò in un magnifico palazzo ducale  il Castello fatto costruire da Virginio Orsini , rispettandone la forma esteriore : lo innalzò di un piano . Tolse la saracinesca a nord-ovest , dove c’era l’ingresso principale e la sostituì con un ponte stabile : al lato opposto aprì un accesso carrozzabile con una porta in pietra con colonne a muro , e questo fu l’ingresso principale . Ridusse tutto il fossato a giardino , abbellendolo di fontane . Al secondo piano dal lato dove c’era l’incantevole veduta del Lago Fucino , costruì un grazioso loggiato coperto da tettoia sorretta da graziose colonnine . Decorò le pareti con affreschi dei ritratti dei dodici imperatori . Decorò con fasto regale tutte le stanze , in una grandissima fece affrescare le pareti con il suo trionfo a Roma , dopo la battaglia di Lepanto ed in altre stanze , c’erano affreschi che ricordavano le gesta di Carlo V° .

Marcantonio migliorò anche le due strade che facevano capo al castello dall’aperta campagna , una da Cesolino di fronte all’antico ingresso principale e l’altra a fianco , detta di San Nicola . Le fece allargare ed allineare ; ne fece costruire una terza davanti al nuovo accesso del Palazzo-Castello , molto larga e diritta , ombreggiata da alberi , che giungeva fino al Lago Fucino . Pose delle iscrizioni all’esterno del palazzo , per futura memoria dell’avvenimento .

Marcantonio Colonna  nell’anno 1577 fu nominato vicerè di Sicilia , carica che accettò a malincuore  , quasi a presagio che gli sarebbe stata , come poi fu , fatale . Ricevette numerose delazioni durante il suo governo che l’amareggiarono : che aveva rapporti da spia dei Turchi , che volesse impadronirsi della Sicilia . Il re Filippo II° lo chiamò a Madrid , sbarcò a Barcellona , giunto a Medina Coeli il 1 agosto 1584 , fu colto da improvviso malore e morì . Si disse che fu avvelenato dal cardinale Granvele : aveva 49 anni . La moglie Felice Orsini rimase tanto addolorata  che in seguito si firmava “l’Infelice Felice Orsini” . Marcantonio Colonna ebbe sei figli : Vittoria , Giovanna, Costanza , Fabrizio , Federico ed Ascanio , che divenne Cardinale .

 Il Ducato sotto gli Spagnoli, gli Austriaci e i Borboni

Il figlio di Federico , Marcantonio , presse possesso dei numerosi feudi del suo antenato , in giovanissima età . In duecento anni , fino alla loro abolizione , il ducato di Tagliacozzo restò nelle mani dei Colonna . Non più guerrieri capitani di fazioni , sempre con la mano sulla spada, ma  ricchissimi , colmi d’onore , potenti come sovrani , amanti delle arti e delle lettere . Al tempo di Marcantonio , il Ducato fu messo sottosopra dal famoso bandito Marco Sciarra , nato in Abruzzo , di indole malvagia , datosi alla macchia dopo alcuni delitti . Nell’anno 1590 era il capo di masnadieri sui monti e i boschi di Luco , Trasacco , Collelongo e Villacollelongo  . Si faceva chiamare “ re della campagna” , con le sue scorribande spargeva il terrore predando , saccheggiando e ricattando .

In questi stessi anni anche la Toscana era infestata da una squadra di banditi al seguito dal non meno famoso Alfonso Piccolomini , Duca di Monte Marciano , che era caduto in disgrazia del Gran Duca Ferdinando . I due capibanda si misero insieme ad aiutare i governi di Toscana, di Roma e di Napoli  . Nonostante l’inferiorità numerica degli uomini al loro seguito , i 4000 uomini del regno  al comando di Carlo Spinelli , 400 cavalieri capitanati da Virginio Orsini per lo Stato della Chiesa e in Toscana gli 800 fanti e 200 cavalieri al comando di Camillo Del Monte   , i due banditi non vennero repressi che dopo molto tempo . Alfonso Piccolomini cadde in un agguato e gli fu tagliata la testa .   Sciarra continuava a stancare le forze regie e papali ; per sconfiggerlo fu affidata l’impresa ad Adriano Acquaviva  Conte di Conversano e furono  richiamati Spinelli ed Orsini; Sciarra andò al soldo dei Veneziani. Il papa lo voleva , ma lo Sciarra fu ucciso da un suo compagno di nome Battistelli . In un episodio viene ricordato il bandito Sciarra : dal monte Labrone scendeva verso Trasacco per fare preda . Se ne accorsero i trasaccani e chiuse in fretta e furia le porte , respinsero gli assalitori che dovettero ritirarsi . Le donne , gli anziani ed i bambini , si rinchiusero in chiesa e gridando chiedevano aiuto a Dio invocando San Cesidio , loro patrono .  Avutane la vittoria , fecero solenni  funzioni in chiesa ; era il giorno di San Marco , il 25 aprile , commemorato per molti anni . Per ricordo , le ossa dei banditi uccisi furono murate in una parete della piazza principale . Il Duca Marcantonio Colonna  morì il 1 novembre 1595 , lasciando erede un figlio appena nato , con il suo stesso nome Marcantonio , che aveva avuto da Orsina figlia di Fabio Damasceni Peretti , pronipote di Papa  Sisto V° .

MARCANTONIO COLONNA III° :- Nacque il 17 ottobre  1595 , fu nominato gran Contestabile del regno . Morì  il 5 maggio del 1611 a sedici anni , promesso sposo di Eleonora Gonzaga  .

FILIPPO I° Colonna :- Fu figlio di Fabrizio e zio di Marcantonio III°. Egli riunì il ducato di Paliano al principato di Palestrina e  quello dei Marsi, e tutti gli altri feudi del regno . Fu uomo erudito , coltivò le lettere umanistiche , riorganizzò l’amministrazione dei suoi beni : sposò Lucrezia figlia di Girolamo Tomacelli , morì l’11 aprile del 1639 .

FEDERICO COLONNA : -Era figlio di Filippo I° , nato nel 1601 . Fu fedele al re di Spagna , fu chiamato in Spagna con il titolo di Vicerè del regno di valenza , nella guerra contro i francesi . Nella difesa di Tarragona fu ferito a morte , il 25 settembre del 1641. Sua moglie fu Margherita di Francesco Branciforte .

MARCANTONIO COLONNA (IV°) : – Successe a suo fratello gemello Federico . Nel 1645 fu nominato ambasciatore straordinario del Re di Spagna presso il papa , alla consegna del tributo in segno di vassallaggio . Fu mecenate dei letterati , protettore dell’Accademia degli Umoristi . Nell’anno 1647 ci fu la rivolta detta “di Masaniello” e nella Marsica i dominii  dei Colonna si sollevarono al grido di “popolo e repubblica”. I Colonna lasciarono fare : Marcantonio morì nel 1659 , lasciando la moglie con otto figli : Isabella di Lorenzo Gioeni Cardona portò in Sicilia la dote di un principato , un ducato e un marchesato .

LORENZO ONOFRIO COLONNA : — Figlio di Marcantonio IV° , fu uomo altezzoso , geloso dei suoi titoli , generoso . A Luco dei Marsi concesse uno Statuto . Diede supporto ai lavori di restauro dell’Emissario Claudio del Lago Fucino  , ma la sua morte prematura fece interrompere l’opera . Fece fondare il monastero e la chiesa di Santa Caterina in Avezzano , insieme con alcuni cittadini , fra i quali il giurista Alessandro Felli e il capitano Francesco Marchetelli. Sposò la nipote del Cardinale Mazzarino , Maria Mancini , dalla quale ebbe cinque figli : Morì il 15 aprile del 1689 .

FILIPPO( II°) COLONNA : ––  Figlio di Lorenzo Onofrio e di Maria Mancini . Il re di Spagna Carlo II° nominò suo erede Filippo Duca D’Angiò , nipote di Luigi XIV° Re Sole . Si fece chiamare Filippo V° . Ci fu una guerra che mise a soqquadro l’intera Europa  poiché quasi tutte le potenze si schierarono contro la Francia . Carlo II° d’Austria era il pretendente al trono di Spagna ed al regno di Napoli . Nell’anno 1707 la guerra era sfavorevole ai francesi e l’imperatore decise di conquistare il regno di Napoli ed affidò l’impresa al Conte Daun . In una circostanza il Daun era accampato a Vallepietra e Il De Santis ( capitano Giulio cesare)  soprannominato “Scaricaleggia “si accampò nei pressi di Tagliacozzo  . Dall’Aquila fu inviato il capitano Santiago Spada con dei soldati : una piccola guerriglia e il De Santis si ritirò : A maggio dello stesso anno furono spediti in Marsica duecento soldati ed altre forze militari che si stabilirono a Celano : il giudice Resta presidiò Oricola , Pereto , Rocca di Botte e Carsoli . Il Daun , da Monterotondo giunse a Tivoli , andò a Frosinone impadronendosi di Sora . Giunse nei pressi di Capua da trionfatore . In Marsica , il Resta , appena si accorse che gli austriaci erano entrati a Sora , sciolse il suo esercito ed il Duca di Atri continuò a stare a Celano . Ai primi di luglio del 1707 , un drappello di cavalieri austriaci giunse nei pressi di Avezzano , mentre da Collelongo scendevano altre soldatesche . Il Duca D’ Atri si ritirò vergognosamente e le truppe austriache , non più di 800 , condotti dal colonnello Volis e dal capitano Bravien , occuparono e presidiarono i Castelli della Marsica . IL duca Filippo Colonna non prese alcun partito in questa guerra : innalzò sulla porta del suo castello a Napoli lo stemma del Re Filippo V° .  Fece abbattere il palazzo per restauri urgenti . Morì il 6 novembre del 1714 ; ebbe due mogli , Lorenza di Gian Luigi Della Gerda Aragona ed Olimpia del Principe Giovan Battista Panfili , pronipote del papa Innocenzo X° .

FABRIZIO (II°) COLONNA .  Successe al padre .Nacque il 28 gennaio del 1700 . Era regnante Carlo Borbone nel 1734 e gli furono confermati tutti i possedimenti e le cariche . Fu inoltre insignito dell’Ordine di San Gennaro , eletto Presidente dell’Accademia Romana . Sposò Caterina Zefirina di Antonio Salviati . Partorì sedici figli e morì il 28 ottobre del 1755 .

LORENZO COLONNA :- Figlio di Fabrizio .

FILIPPO (III°) COLONNA . Figlio di Lorenzo . Visse al tempo della Rivoluzione Francese che suscitò in tutta Europa guerre e fazioni . Il Generale Championnet nel 1798 aveva scacciato da Rome le milizie mandate da Ferdinando IV° re di Napoli e le inseguì fino a Tagliacozzo . Il re di Napoli chiamò a raccolta il suo popolo : si formarono bande di contadini dette sanfedisti ( o realisti ) e dai francesi chiamati briganti , masnadieri , assassini ( secondo il loro giudizio ) . In realtà era gente che amava il proprio paese , del re e della religione cristiana . Si erano sollevati per combattere gli invasori ed i cittadini innovatori , detti giacobini , però erano male armati , mal guidati e senza equipaggio : incapaci a fare fronte a soldati ben agguerriti come erano i francesi .Nella Marsica sono ancora memorabili i nomi dei loro capobanda : Fra Diavolo e Pronio : Le loro bande commisero atti efferati contro i giacobini , con saccheggi , incendi , uccisioni e taglieggiando terre e famiglie . Altrettanto fecero gli invasori ed i giacobini . Successe che fra gli onesti rivoltosi , si infiltrarono veri banditi che commisero fatti esecrabili . nell’avvicindarsi delle fortune dell’una o dell’altra fazione , non venne risparmiato  neanche un villaggio che no passò i suoi guai . in ogni dove un fuggi fuggi , un vendicarsi , un nascondersi , un rovinio di famiglie . Il generale Duhesme , incaricato per l’Abruzzo , con 2000 soldati si portò in Marsica per condurla all’obbedienza . Una banda di rivoltosi venne sopra Avezzano , le furono chiuse le porte e si accampò sotto le mura . Qualcuno da casa Minicucci sparò contro di essa alcuni colpi di fucili . Alcuni” banditi” , con l’aiuto di qualche avezzanese , riuscirono ad entrare in paese e saccheggiarono orribilmente le case dei notabili Minicucci e Mattei . Si seppe che i francesi erano vicini ed i sollevati vi andarono incontro , poco lontano dal paese ci fu una scaramuccia ed i briganti furono dispersi ed inseguiti . Nel contempo i nobili di Avezzano erano fuggiti per paura , nascondendo oggetti d’ oro . I francesi credettero che gli avezzanesi avevano dato rifugio ai briganti ed erano pronti , dopo averlo circondato , al sacco di ferro e fuoco : fu un momento terribile . Non avvenne la distruzione di Avezzano perché il comandante del distaccamento francese , un certo Enrico Alò , naturalizzato francese ma nativo di Popoli , conosceva l’abate Lolli di Avezzano che gli disse la verità . Gli avezzanesi riconobbero in questa loro salvezza l’intercessione della Madonna di Pietracquaria , alla quale per molti anni dedicarono solenni feste di ringraziamento .

Nel maggio dell’anno1799 i francesi si ritirarono dal regno , per tornarci nel 1801 ; dopo la pace di Amiens se ne andarono di nuovo . Nel 1806 il generale francese Massena lo invase per la terza volta : Napoleone Bonaparte era imperatore di Francia , che mise sul trono di Napoli suo fratello gemello Giuseppe . Nello stesso anno 1806 Giuseppe Bonaparte pubblicò la legge dell’”Abolizione dei Feudi” .

Finì così nella Marsica la signoria dei Colonna . che era durata senza interruzione per circa trecento anni  .

Filippo Colonna subì con dignità e disinvoltura lo spoglio dei suoi beni . Il papa consigliò ai feudatari di lasciare i loro feudi “spontaneamente” .

IL SISTEMA FEUDALE fu senza ombra di dubbio concepito in malo modo : dopo qualche tempo dalla sua nascita perse la sua indole feroce e barbara . Vivendo in mezzo a miserie e a grandezze , tra bene e male , si andava trasformando in un mondo un po’ più civile .. Giustappunto ci fu la Rivoluzione francese , con la quale l’evoluzione andava più veloce , in meglio . Ma il sistema feudale fu attaccato troppo in fretta , cancellando tutte le manifestazioni , sia buone che cattive . Si fece uso , seguendo maldigeriti principi , più dell’odio e dello sfogo di vendetta contro il passato ,  che di freddo calcolo di miglioramento sociale .

   LA CONTEA DI CELANO SOTTO GLI ANGIOINI 

Celano al tempo dei romani si trovava sulla riva del Lago Fucino . Le invasioni barbariche costrinsero gli abitanti a spostarsi sul monte Tino , luogo inespugnabile per natura . Federico II° lo espugnò solo per fame e , sdegnato per l’ardire e la fierezza di quei montanari , lo fece spianare al suolo , ordinò che ai piedi del monte fosse costruito un nuovo insieme di case . La scelta della nuova località di Celano non poteva essere più felice di quella , un’amena collina con un panorama maestoso e bello verso una valle rigogliosa , con i monti che la circondano . Di qua e di là si scorgono , addossati ai medesimi monti , gruppi biancheggianti di edifici  che , dagli alti campanili che hanno , si riconoscono per i numerosi paesi intorno . E , non c’era paragone quando , nella parte orientale della valle si stendeva un vastissimo lago dalle acque limpide e celestine , oh quanto il panorama era allora più bello ed attraente .  I signori della Contea fissarono la loro dimora a Celano che crebbe all’ombra del Castello baronale e raggiunse il suo massimo splendore al tempo degli Angioini e degli Aragonesi tanto che fu chiamata allora la Caput Marsorum e il Lago Fucino , che era molto distante da Celano , fu chiamato col suo nome .

Il castello si trovava dove oggi c’è la chiesa di S. Angelo . L’ultimo conte durante la caduta degli svevi fu Nicolò . Dopo la venuta degli angioini essi furono i seguenti :

ROGGIERO (I°) De Celano :-   Discendente dai Gran Conti dei Marsi . Dopo meno di cinquanta anni dalla spoliazione che ne fece l’imperatore Federico II° , come la Fenice , rinasce nella Marsica , si riprende la signoria quale era stata  per quattrocento anni e riacquista l’antico splendore e l’antica potenza . Ruggiero ebbe per moglie Maria D’Aquino e un solo figlio , di nome Tommaso .

TOMMASO DE CELANO :– Ebbe il figlio Roggiero.

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