Colesterolo buono alto, non sempre è indice di ottima salute



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Un alto livello di colesterolo HDL (lipoproteine ad alta densità) è sempre stato visto come indice di protezione contro le malattie cardiache. Ci sarebbe però un caso, che sembra sollevare dubbi.

E’ l’esempio di una signora di 67 anni, sottoposta ai normali controlli di routine, a seguito dell’ elevato livello di HDL. In pratica, la paziente presentava placche ateromasiche nelle sue arterie. Un unico, paradossale caso, che ha contribuito a motivare il team di scienziati, nella dimostrazione che un alto livello di HDL, non sempre è un segnale di buona salute del cuore. Le lipoproteine ad alta densità, hanno il ruolo di rimuovere il colesterolo in eccesso dai tessuti periferici, per portarlo al fegato, dove poi viene eliminato. Una quantità elevata di tale proteina, dovrebbe essere un fattore di protezione dalle malattie cardiovascolari. Tuttavia i nuovi farmaci che aumentano la quantità di HDL, sarebbero risultati un flop nei trials clinici. Inoltre i pazienti geneticamente predisposti a produrre colesterolo e con rischio cardiaco, non sono protetti da alti livelli di HDL.

Secondo i recenti studi, infatti, la probabilità, in queste condizioni di subire un infarto del miocardio è pressoché la stessa e quindi il colesterolo alto rappresenta in ogni caso una condizione predispondente, sia HDL che LDL. In base gli studi condotti da Daniel Rader, genetista e esperto di lipidi presso l’Università della Pennsylvania, la quantità di HDL non è tanto importante quanto l’efficacia del trasporto di questo dalle arterie al fegato.

L’ispirazione di Rader, deriva da uno studio che risale a 20 anni fa condotto su topi: i ricercatori del MIT avevano silenziato un gene chiamato SCARB-1 e come conseguenza di tale manovra, i topi presentavano le arterie gravemente ostruite a fronte di una quantità sorprendentemente alta di HDL. Il sistema di veicolazione del colesterolo era interrotto a seguito della mancata trascrizione della proteina SR-B1, che contribuisce all’accumulo di colesterolo all’interno del fegato. <<Sembra che l’HDL sia più alto perché il flusso è bloccato e non per l’eccellente veicolazione del colesterolo verso il fegato>> dichiara Alan Tall, ricercatore presso la Columbia University, sulla rivista scientifica Science.

Tuttavia dal sequenziamento dei geni di ben 852 persone con altissimi livelli di HDL, è emerso che 284 individui presentavano una sola copia funzionante di SCARB-1 e solo la donna di 67 anni, presentava entrambe le copie mancanti. A fronte di questi dati, la rarità dell’evento non ha ancora confermato pienamente quanto dedotto da Rader. Inoltre i potenziali effetti delle mutazioni sulla salute del cuore, sono apparsi si superiori rispetto alla media, ma comunque modesti.

Le attuali tecniche genetiche, non permettono di evidenziare in maniera completa il meccanismo di trasporto delle HDL e gli studi condotti sui farmaci di nuova generazione, non risultano efficaci nel confermare o smentire questa teoria. In attesa di ulteriori ricerche, possiamo concludere che un corretto stile di vita, associato a una dieta equilibrata, che riduca al minimo indispensabile la quantità totale di colesterolo circolante nell’organismo, siano gli elementi chiave per ridurre al minimo i problemi cardiovascolari.




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