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Le Confraternite

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Dai fasti al declino: come le confraternite di Pescasseroli hanno inciso sulla vita religiosa e sociale della Marsica tra tradizione e cambiamento.

Le confraternite, associazioni semilaicali dedicate all’organizzazione delle feste patronali, hanno vissuto il loro periodo di massimo splendore fra il XVI e il XIX secolo. Tuttavia, il loro declino è iniziato subito dopo la seconda guerra mondiale. Un documento del 1969, redatto dai Vescovi abruzzesi riuniti a Pescara, criticava l’operato delle confraternite, accusate di trasformare la religione in fanatismo. Le prime confraternite, principalmente dedicate al SS. Sacramento, alla Madonna e ai defunti, erano soggette a una rigida burocrazia ecclesiastica, richiedendo il Regio Placet per la loro operatività.

Un documento dell’Archivio diocesiano datato 15 dicembre 1873 elenca diverse confraternite attive a Pescasseroli, come quella del SS. Sacramento, fondata nel 1844 ma danneggiata da un incendio nel 1863, e la confraternita del SS. Rosarìo, eretta nel 1578. Altre confraternite, come quella del Purgatorio e della Madonna incoronata, mostrano come queste associazioni avessero una vita interna regolamentata e un legame stretto con la comunità e la Chiesa.

Seppur con funzioni religiose, queste confraternite si sono facilmente trasformate in associazioni paragonabili a quelle politiche e commerciali, registrando entrate e uscite e gestendo beni immobili. Il loro declino è stato aggravato dalla crescente classe borghese a Pescasseroli, che ha portato a una diminuzione del numero di partecipanti, rendendo le confraternite meno attraenti per i giovani.

Un documento risalente al 31 luglio 1717 rivela dettagli sul regolamento di una confraternita dedicata alla Beatissima Vergine, dimostrando l’importanza della disciplina per i membri e l’obbligo di partecipazione agli eventi religiosi. Le confraternite più antiche nella Diocesi dei Marsi risalgono al XVI secolo, mentre nel 1796 solamente due erano attive a Pescasseroli: quella del SS. Sacramento e quella del Suffragio.

Oggi, solo due confraternite, quella del Carmine e dell’incoronata, sono attive a Pescasseroli, con la seconda ripristinata recentemente. La storia di queste associazioni riflette non solo le trasformazioni religiose, ma anche i cambiamenti sociali ed economici della Marsica.

Riferimento autore: Pescasseroli lineamenti di storia dall’origini all’Unità d’Italia (Testi a cura del Prof. Gianluca Tarquinio).

Le confraternite, ossia quelle associazioni semilaicali che principalmente si occupano dell’organizzazione delle feste patronali, stanno scomparendo. Il loro maggior periodo di attività si registra durante i secoli XVI e XIX, mentre il declino è iniziato subito dopo la seconda guerra mondiale. Nel 1969, i Vescovi abruzzesi, riuniti a Pescara, emisero un documento in cui criticavano l’operato delle confraternite ancora in attività, ritenendo che la loro carica emotiva trasformasse la religione in un esasperato fanatismo.

Le prime confraternite, chiamate anche congregazioni, furono in prevalenza intitolate al SS. Sacramento, alla Madonna o ai defunti. Esse ricevevano la convalida del Governo col Regio Placet e si trovavano condizionate nel loro operato. Con il tempo, finirono per diventare un ostacolo alla pastorale e, poiché non sorrette da vera spiritualità, sono andate morendo o si sono ridotte a mere larve di museo.

Da un documento esistente nell’Archivio diocesiano, apprendiamo che in data 15/12/1873, a Pescasseroli, erano funzionanti le seguenti confraternite: la prima, intitolata al SS. Sacramento, ha perso il Regio assenso a causa dell’incendio della sagrestia della chiesa parrocchiale avvenuto nel 1863. È retta dal sacerdote Giuseppe Ciolli, eletto nel 1844. Questa confraternita ha l’obbligo di partecipare a tutte le feste di precetto, dal Corpus Domini fino alla Madonna del Rosario, e di celebrare un anniversario per i defunti tra i suoi membri.

La seconda confraternita, quella del SS. Rosario, ha l’erezione canonica risalente al 15/9/1578. Non si conosce il Regio assenso poiché è scomparso. Manca un cappellano, e la confraternita è retta da un sacerdote qualsiasi. Ha obblighi simili a quelli precedenti, con rendite provenienti dal Governo.

La confraternita del Carmine è stata eretta canonica il 30/6/1839 e ha ricevuto il Regio assenso il 6/4/1840. È servita dalla chiesa del Carmine, composta da quattro beneficiati. È gestita, dal 1870, dal passionista Michele, di cui il cognome risulta illeggibile.

Esiste anche la confraternita del Purgatorio, di cui non si conosce l’anno di erezione canonica, mentre il Regio assenso è datato 17/8/1784. Essa ha rendite esigibili dal Governo e attualmente è retta da don Geremia Saltarelli.

Un’altra è la confraternita della Madonna incoronata; non si conosce l’anno di erezione ma il Regio assenso risale al 21/8/1788. Il cappellano è don Leonardo Gentile, eletto nel 1852. La confraternita non ha rendite e si sostiene con l’elemosina dei membri. Nel 1893, il priore era Vincenzo Roselli.

Fatta eccezione per la confraternita del Carmine, tutte le altre avevano sede all’interno della chiesa parrocchiale. Esisteva anche la confraternita della carità, situata nell’ex asilo, con colori rosso e bianco. Un documento del 18/9/1654 attesta che la confraternita del SS. Sacramento aveva l’usanza di eleggere, ogni anno, i nuovi priori e i nuovi fratelli, ma il Vescovo iniziò a nominare personalmente i nuovi eletti, creando tensioni interne.

La struttura organizzativa di queste confraternite era simile a quella di un’associazione politica o commerciale piuttosto che religiosa. Si utilizzavano registri per le entrate e le uscite, annotando anche le quote dei membri; acquistavano e vendevano terreni e il loro statuto necessitava di approvazione vescovile e regia. Anche il regolamento interno doveva essere seguito scrupolosamente.

Nei documenti ci rimangono tracce delle regole severe, come quelle della confraternita dell’incoronata, risalenti al 1788, che imponevano ai membri di partecipare alla messa e di fornire una giustificazione in caso di assenza, pena l’espulsione.

Con la comparsa della classe borghese a Pescasseroli, le confraternite hanno iniziato a declinare. La mancanza di giovani ha contribuito ulteriormente a questo fenomeno di disinteresse, in un contesto che più non offriva motivi di aggregazione.

Un documento del 31/7/1717 riporta che il Vescovo Corradini ampliò il regolamento della confraternita della Beatissima Vergine. Le nuove regole esigevano un rigoroso rispetto e prevedevano sanzioni come la scomunica per chi non le rispettasse. Diverse confraternite, risalenti al XVI secolo, come quella di Scurcola Marsicana e Gallo di Tagliacozzo, testimoniano la longa consuetudine della vita confraternale in questa regione. Nel 1796, a Pescasseroli, erano attive solo due confraternite, mentre nel 28 febbraio 1866 si costituì la Congregazione della carità di Pescasseroli, unendo diverse cappelle laicali del paese.

Attualmente, a Pescasseroli, esistono solo due confraternite sotto le intitolazioni del Carmine e dell’incoronata, quest’ultima ripristinata recentemente.

Riferimento autore: Pescasseroli lineamenti di storia dall’origini all’Unità d’Italia (Testi a cura del Prof. Gianluca Tarquinio).

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