Notifica
Notifica

Dalla Nascita Della Borghesia All’Unità D’Italia

Aggiungi qui il testo del titolo

La rivoluzione silenziosa di Pescasseroli: come la nascita della borghesia ha trasformato paesaggi e poteri in Alta Valle del Sangro.

Dopo la caduta definitiva del feudalesimo, nel paese di Pescasseroli emerse una nuova classe sociale, la borghesia, rappresentata dalla famiglia Sipari che sostituì gli antichi baroni nei possedimenti e nell’autorità sociale. Nel 1826 i Sipari sottrassero a Andrea Massa, ultimo barone di Pescasseroli, il mulino e il “prato della corte”, mentre nel 1839 abbatterono la casa baronale, dando spazio al palazzo attuale e alla cappella dell’Addolorata.

In alta Valle del Sangro, i feudatari non possedevano ampie terre, ma si occupavano principalmente di armenti e montagne, che, con l’abolizione del feudalesimo, passarono al Comune e alla nuova borghesia. Questo nuovo panorama stimolò Pescasseroli e i paesi vicini a migliorare le comunicazioni, sebbene la povertà per molti contrapposta alla ricchezza di pochi fosse ancora una realtà. Il 1817 è ricordato per una carestia che causò 114 morti a Pescasseroli, un numero significativamente alto rispetto agli anni precedenti.

Tra il 1840 e il 1860, la bonifica dei pendii boscosi per nuovi pascoli divenne una delle attività principali nel paese, guidate dalla borghesia. Questa classe era rappresentata anche da piccoli massari, distinti in massari da campo e ‘di pecore’. Nel 1856 si cercò di organizzare un nuovo circondariato che includeva Pescasseroli e altri centri. La realizzazione di questo progetto avrebbe evidenziato ulteriormente la potenza delle famiglie borghesi locali.

Con la spedizione dei Mille e l’ingresso di Garibaldi a Napoli il 17 settembre 1860, si avviò la graduale unificazione del Regno. All’inizio del 1861 fu proclamato il Regno d’Italia, e Pescasseroli e gli altri paesi del Meridione si adattarono a questa nuova realtà, con tutte le sfide e opportunità che ne seguirono.

Riferimento autore: Pescasseroli lineamenti di storia dall’origini all’Unità d’Italia (Testi a cura del Prof. Gianluca Tarquinio).

Dopo la definitiva caduta del feudalesimo, dalle sue rovine nacque una nuova classe sociale che chiameremo borghesia, rappresentata da quelle famiglie arricchite principalmente con la pastorizia. Nel paese di Pescasseroli emerse la famiglia Sipari, che prese il posto degli antichi baroni sia nei possedimenti che nella ricchezza, e in autorità sociale. Oltre ai Sipari, si devono notare anche le famiglie Gentile, Visco, Trella e Saltarelli.

I Sipari, nel 1826, tolsero ad Andrea Massa, ultimo barone di Pescasseroli, il mulino e il “prato della corte”. Nel 1839, anche l’antica casa baronale fu abbattuta, facendo posto all’attuale palazzo con la relativa cappella dedicata all’Addolorata.

Nell’alta Valle del Sangro, i feudatari non erano mai stati ricchi proprietari terrieri, bensì di armentizie e di montagne. Queste ultime, con l’abolizione del feudalesimo, passarono in parte al Comune e in parte alla nuova classe borghese. Approfittando di questo nuovo stato di cose, Pescasseroli, insieme ai paesi limitrofi, si risvegliò a nuova vita, sentendo particolarmente l’esigenza di vie di comunicazione più sicure.

Nonostante la vita fosse più tranquilla, non possiamo parlare di benessere generale, poiché alla grande ricchezza di poche famiglie si contrapponeva la povertà della maggior parte degli abitanti. Il 1817 restò famoso per una carestia che causò, a Pescasseroli, 114 morti contro i 61 dell’anno precedente e i 51 del 1818.

Dal 1840 al 1860, la dissodazione dei pendii occupati dalla boscaglia per trarre nuovi terreni per i pascoli fu una delle attività più rilevanti nel paese. Le indicazioni per questo furono dettate dalla classe borghese al fine di ricavare, anche nei periodi estivi, il massimo possibile da quei terreni restii ad ogni forma di coltivazione.

La borghesia pescasserolese era rappresentata anche dai piccoli massari, che si distinguevano in massaro da campo e ‘di pecore’. Nel 1856 per poco non venne approvato il progetto di organizzare un nuovo circondariato tra i paesi di Barrea, Civitella Alfedena, Villetta Barrea, Opi e Pescasseroli, con capoluogo in quest’ultimo.

La realizzazione di questo progetto avrebbe ulteriormente sottolineato la potenza della classe borghese di questi centri, rappresentata dalle famiglie Ursitti ad Opi, Graziani, D’Orazio a Villetta Barrea, Antonucci a Civitella Alfedena e Di Loreto a Barrea, oltre ai Sipari di Pescasseroli.

Arriviamo così alla spedizione dei Mille, alla graduale conquista del Regno, fino all’entrata di Garibaldi a Napoli il 17 settembre 1860. Agli inizi del 1861 venne proclamato il Regno di Italia e, da allora in poi, Pescasseroli e tutti i paesi del Meridione seguirono il nuovo ordine di cose con tutti i pro e contro che ne derivarono.

Riferimento autore: Pescasseroli lineamenti di storia dall’origini all’Unità d’Italia (Testi a cura del Prof. Gianluca Tarquinio).

Aggiungi qui il testo del titolo

Ospitalità e servizi

Resta connesso con Terre Marsicane

TERRE MARSICANE MEWS

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Avezzano (AQ) n.9 del 12 novembre 2008 – Editore web solutions Alter Ego S.r.l.s. – Direttore responsabile Luigi Todisco.

copyright: TERREMARSICANE Servizi e Comunicazione S.r.l.s.

Informazioni e contatto

Invia suggerimenti o materiale integrativo

Utilizza il form sottostante per segnalare delle modifiche o inesattezze e inviare del materiale utile all'ottimizzazione dei contenuti