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Chiesa Di San Pietro E Paolo. Analisi Delle Strutture

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Pescasseroli rivela i segreti del suo passato gotico: scopri le meraviglie architettoniche di una chiesa che sfida i secoli.

La chiesa di Pescasseroli, a seguito di numerosi restauri, presenta prevalentemente costruzioni del ‘400, ispirate al gotico abruzzese, evidenti nel portale e nell’impianto. Sebbene soggetta a modifiche, la struttura principale rimanda al XV secolo, con riscontri stilistici da San Maria del Soccorso de L’Aquila e da San Francesco di Tagliacozzo. Le navatelle laterali all’altare maggiore conservano elementi antichi, come gli archi a crociera e i capitelli, mentre il campanile quadrato risale al Duecento. Quest’ultimo, costruito in pietra e in stile gotico, termina con aperture ad arco a tutto sesto per le campane.

La facciata, nonostante i danni riportati dal terremoto del 1579, ha mantenuto una forma rettangolare, sebbene il rosone gotico sia stato sostituito da una finestra tardo rinascimentale, sovrastata da un timpano triangolare. Decorazioni a volute e stipiti angolari, ornati con fiori e bassorilievi rappresentanti teste d’angelo, esprimono un legame architettonico con la chiesa di Magliano dei Marsi. Alla fine del ‘500 e all’inizio del ‘600, l’abside e la casa canonica sono state ricostruite, mantenendo elementi architettonici tipici del periodo.

I piloni divisori, conservando parte dell’antica struttura, mostrano colonne e capitelli del periodo della decadenza gotica. Con un mix di stili, il restauro dell’interno amalgama elementi rinascimentali e seicenteschi, arricchiti da modelli settecenteschi nei legni del coro. Tra il 1918 e il 1920 viene aperta la cappella battesimale; nel 1937 la chiesa è stata ripulita da sovrastrutture barocche, ripristinando la struttura originaria del ‘400 e ricostruendo le finestre a sesto acuto per rievocare l’illuminazione originale.

Riferimento autore: Pescasseroli lineamenti di storia dall’origine all’Unità d’Italia (Testi a cura del Prof. Gianluca Tarquinio).

A causa di molti restauri subiti dalla chiesa, in particolare dopo il terremoto del 9 settembre 1349, in essa predomina la costruzione del ‘400, ispirata al gotico più comune in Abruzzo. Questo è evidente nel portale e nell’impianto, il quale, pur con varie modifiche successive, è sostanzialmente riferibile al XV secolo. Ci sono forti riferimenti a S. Maria del Soccorso de L’Aquila e a S. Francesco di Tagliacozzo. La parte più antica dell’interno è evidente nelle navatelle laterali all’altare maggiore, soprattutto negli archi a crociera delle volte e nel fogliame dei capitelli.

Il campanile, nella sua parte inferiore a pianta quadrata, risale al Duecento e si addossò più tardi alla chiesa. Esso presenta una forma trapezoidale fino a un metro sopra la fine orizzontale della facciata; oltre a questa, cambia in forma quadrata e termina con quattro aperture ad arco a tutto sesto, dove si trovano le campane della chiesa. Costruito in pietra, l’ingresso ha un arco a sesto acuto. Le colonnine laterali sono scavate a spina, e l’archivolto a sesto acuto presenta una serie di grandi buchi a punta di diamante.

Un’imitazione dei capitelli del Trecento è visibile in quelli dell’ingresso, dove il primo ordine di foglie è esageratamente ricurvato in basso, mentre il secondo è incollato alla campana. Gravi danni furono arrecati dal terremoto del 1579 all’abside, completamente distrutta, e alle navatelle, che sembrano essere state oggetto di restauro. Anche la facciata, che ha comunque conservato l’insieme rettangolare, subì danni, vedendo sostituito il rosone gotico con una finestra tardo rinascimentale.

Questa finestra si trova sopra la porta centrale della chiesa ed è sormontata da un timpano triangolare. Al di sotto dei due spigoli superiori, ai lati di tale finestra, ci sono decorazioni a forma di volute. Subito al di sotto, due stipiti angolari, decorati con fiori, delimitano un fregio a bassorilievo che rappresenta la testa di un angelo alato. Tale elemento ricollega la chiesa di Pescasseroli a quella di Magliano dei Marsi.

Verso la fine del ‘500 e all’inizio del ‘600, fu ricostruito l’abside e la casa canonica, come dimostrato dalle strette connessioni tra esse, e dai caratteri architettonici, tra cui la piccola finestra quadrata, che sono tipiche testimonianze del ‘500 locale. I piloni divisori mantengono gran parte dell’antica struttura, con tutti gli elementi di supporto riuniti.

Inoltre, Gavini aggiunge: “vi sono i pilastri delle arcate a sesto acuto divisorie e gli altri più lunghi per gli arconi trasversali della grande navata. Vi sono le colonne cantonali, accantonate per sostenere i costoloni prismatici delle crociere d’ogiva, che hanno rozzi capitelli del periodo della decadenza gotica, con quattro foglie intorno alla campata, gravata da una semplice cornice d’abaco”.

Nel restauro degli ori, delle decorazioni e dell’architettura dell’interno, si nota un misto di Rinascimento e stile del Seicento. Vi è anche l’aggiunta di modelli settecenteschi nei legni del coro e nelle pietre dell’altare maggiore. Tra il 1918 e il 1920, è stata aperta la cappella battesimale, che ora occupa la prima campata di destra. Nei lavori del 1937, la chiesa fu liberata completamente dalle sovrastrutture barocche, riscoprendo l’antica struttura del ‘400; inoltre vennero ricostruite le finestre a sesto acuto per cercare di ricreare la stessa illuminazione originaria.

Riferimento autore: Pescasseroli lineamenti di storia dall’origini all’Unità d’Italia (Testi a cura del Prof. Gianluca Tarquinio).

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