Un abruzzese a Napoli



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Il 25 Febbraio 1866 nasceva a Pescasseroli “il Filosofo della Libertà, della Moralità, della Politica”, noi non vogliamo parlare delle sue qualità intellettuali e politiche, apprezzate dal mondo filosofico e politico dei suoi tempi, anche se alcuni hanno dissentito del suo pensiero, non ne saremo capaci, e poi, ne hanno parlato in tanti, intellettuali di ieri e di oggi ma, vogliamo riportare alcune citazioni su Croce e della sua passione che aveva per il suo Abruzzo.

Primo Levi, dopo la sua liberazione dal campo di concentramento di Auschwitz, visitando l’Abruzzo, colpito dalla sua bellezza e dell’animo degli abitanti, definì “l’Abruzzo Forte e Gentile” citazione che poi è diventata il motto della Regione Abruzzo e dei suoi abitanti e dei “due Paeselli d’Abruzzo, Pescasseroli e Montenerodomo”, fisicamente lontani ma, sempre presenti nel suo cuore.

Come si sa Croce, è cresciuto e vissuto a Napoli, lì si è formato filosoficamente, li ha fatto politica, lì ha scritto le sue opere, insomma li ha messo in evidenza, già prima che Pino Levi, coniasse la frase “Abruzzo Forte e Gentile”; e un Abruzzese a Napoli cosa poteva fare se non dimostrare queste qualità?

Perdonate la mia presunzione, ma sono Abruzzese anch’io e perciò credo a quanto, Croce ha fatto per la sua Patria, per Napoli, per l’Abruzzo e per i suoi due paeselli d’Abruzzo.

Non ci dimentichiamo che Croce era cugino di Erminio Sipari altro esponente della politica Italia, e Marsicana, arrivando addirittura ad essere, oltre che Deputato Del Parlamento Italiano come suo cugino, anche il primo Presidente del Parco Nazionale D’Abruzzo.

Riportiamo l’iscrizione posta sulla facciata del palazzo Sipari a PESCASSEROLI.

“Il 25 Febbraio 1866- in questa casa degli avi materni-schiuse gli occhi alla vita-BENEDETTO CROCE- col destino al sapere degli uomini più nuovi e vasti orizzonti”.

Riportiamo anche la scritta posta sui ruderi della casa degli avi di Croce a MONTENERODOMO.

“Qui – distrutta dalla guerra- sorgeva la casa degli avi di BENEDETTO CROCE-che con la sua opera immortale- ha reso ai suoi conterranei-sacro questo luogo”.

“Abruzzese io no, non solo per padre e per madre, ma per essere nato sopra una delle vostre montagne, a Pescasseroli, e per avere avuto i miei antenati, e ancora oggi i miei parenti, in un altro paesello, anch’esso su una altura, Montenerodomo, che, rimasto sempre intatto da guerre nei secoli, ora la rabbia tedesca ha raso al suolo, facendo saltare con le mine, la nostra antica casa, che era la più bella in quel luogo”.

Così Benedetto Croce riconfermava i suoi legami con l’Abruzzo, con una lettera ad un suo amico.

Concludiamo dicendo che quest’anno il Comune di Pescasseroli organizzerà l’XI PREMIO CROCE.



Redazione Contenuti

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