La Marsica di Tommaso Brogi (1900) – Parte III



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La Marsica di Tommaso Brogi (1900)
Tradotta e resa leggibile da Franco Francesco Zazzara
>> Capitolo primo
   >> Capitolo secondo

Capitolo Terzo

Nell’anno 346 dalla fondazione di Roma ( fu fondata nel 754 a. C.) troviamo per la prima volta nella storiografia di Roma l’accenno al popolo Marso , in occasione della guerra volsco-romana , quando il dittatore Publio Cornelio assaltò ed espugnò un oppidum vicino al Lago Fucino , e fece schiavi tremila uomini (Tito Livio ) .

Nell’anno 412 due legioni romane attraversarono il territorio dei Marsi e dei Peligni per ricongiungersi con l’esercito che si dirigeva a Capua contro i Sanniti .

Anche nell’anno 430 (Livio )  i soldati di Roma passarono attraverso la Marsica durante la guerra contro i Vestini .

Questo fa supporre che in quelle occasioni i Marsi erano alleati con Roma ; nel 439 i Sanniti si impossessarono di Plestinia ( Pescina) ed i Marsi si confederarono con Roma per recuperarla , insieme con i Peligni .

Nell’anno 428 iniziò la seconda guerra sannitica  ,che durò ventidue anni .

Nel 430 i Vestini si allearono con i Sanniti . Roma discusse per molto tempo se intervenire contro di essi , per il timore di inimicarsi i Marsi , i Peligni ed i Marrucini .

Quando iniziò lo scontro , i Marsi rimasero neutrali , per il timore dell’accresciuto potere dei Sanniti .

I Romani nel 433 furono sconfitti nei pressi di Gaudio ed oltraggiati con le Forche Caudine .

Per questo motivo i Marsi si allearono con Roma , per recuperare Plestinia ai Sanniti .

Roma si espandeva sempre di piu’ e nel 443  a. C. ci fu la vittoria di Lucera .

I popoli italici cominciarono a rendersi conto che le continue vittorie romane accrescevano il potere sui loro territori .

Gli Etruschi e gli Umbri si allearono con i Sabini per primi , dopo seguirono i Frentani ed i Marrucini . Marsi e Peligni stettero in attesa .

Nel 444 Roma sconfisse gli Etruschi e gli Umbri con il console F. Rulliano nei pressi del Lago Trasimeno ; anche i Marsi furono sconfitti dallo stesso console. Fu questa la prima volta che i Marsi si schierarono contro Roma ..

Nel 448 ci fu un primo movimento unito degli italici contro Roma : Equi , Sanniti , Marsi , Peligni , Marrucini e Frentani cercarono di ribaltare le sorti della storia contro Roma .

Inutilmente, poiché Roma vinse la II° guerra Sannitica e questi popoli nell’anno 450 furono costretti a chiedere la pace a Roma .

Il Senato romano non trattò tutti allo stesso modo : ai Marsi fu concessa un’alleanza , con la supremazia di Roma.

Nell’anno 452 solo i Marsi e gli Etruschi si opposero a Roma, forse  per un eccesso di supremazia o di un patto violato ,oppure il dolore per la perduta indipendenza e il non riconoscimento dei servizi prestati insieme al ricordo del loro antico valore .

Tito Livio scrisse che il sollevamento dei Marsi gettò il terrore a Roma , per l’occasione fu eletto un dittatore dal Senato ,di nome Marco Valerio Massimo .

I Marsi , dopo aver occupato le colonie romane di Albe e Carsoli , entrarono nel Carseolano .

Giunsero le legioni romane che ricacciarono indietro i Marsi fino alle loro città di Plestinia (Pescina ), Milonia (Rivoli-Collecavalli) e Fresilia ( Pescasseroli) che furono distrutte .

Valerio rinnovò con loro l’alleanza , ma li privò di molte terre .

Da questo momento la loro sorte fu decisa: “ sottostare alla supremazia di Roma “.

I Marsi furono sinceri e leali alleati di Roma in molte occasioni: nella terza guerra sannitica ,nella disfatta contro Pirro , nella invasione dei Galli e dei Cartaginesi .

Dopo la battaglia di Canne , solo i Marsi rimasero fedeli a Roma .

Nella spedizione in Africa , Marsi e Peligni e Marrucini furono volontari in quella armata.

Quando Annibale attraversò per due volte il territorio Marso , nell’anno 537 della battaglia del lago Trasimeno e nell’anno 541 nella battaglia di Canne , I Marsi erano alleati di Roma .

Non fu la colpa dei Marsi se la smodata ed ostentata supremazia di Roma portò a spezzare una lunga e sperimentata amicizia .

—–Nota :– Gli studiosi  hanno voluto ricercare quale strada abbia percorso Annibale nella prima invasione quando , partito da Ascoli , passò (questo è certo) per la Valle Castellana ovvero da Amatrice, Amiterno , Corvaro e dal Cicolano nella Marsica .

Nella seconda incursione , partendo da Capua per giungere a Roma , c’è disaccordo fra Celio di  Rodi e Tito Livio : il primo lo  fa passare per il Sannio , a Sulmona , Amiterno , nella Marsica e quindi nella campagna romana ; il secondo invece da Isola Liri , Frosinone , Anagni e Tuscolo ( per cui secondo questa versione non sarebbe passato nella Marsica) .

Si deve supporre che l’esercito cartaginese fu diviso in due tronconi : uno per gli Abruzzi e l’altro per la via Latina . L’amicizia con Roma si spezzò per gli eccessi di una supremazia smodata ed ostentata .

Tutti i popoli italici avevano contribuito con tutti i mezzi e con sacrifici alle vittoriose imprese ottenute in Africa, in Grecia , in Asia e nella stessa Italia , ma non ne avevano raccolto i benefici ; solo i romani godevano di una classe privilegiata in un popolo di soltanto 400.000 abitanti comprese le colonie .

I popoli italici erano esclusi dallo “Ius Quiritum” e considerati inferiori , come dei diseredati . Il malcontento generale dunque fu causato da onori defraudati , interessi manomessi , servizi vilipesi con l’offesa dell’amor proprio .

In molte occasioni fu richiesta l’emancipazione : l’orgoglio e l’interesse di una fazione potente e numerosa (romana) soffocò sempre le lamentele ed a respingere le richieste .

Si giunse pertanto alla cospirazione : nacque una lega fra i Marsi , i Peligni , i Vestini , Frentani , Marrucini, Sanniti , Picentini , Appuli ,Lucani , Irpini , Pompeiani , ;Venusini , Umbri ed Etruschi  per sottrarsi al dominio di Roma e creare una nuova signoria : fu costituito un Senato composto da un rappresentante di ogni città dei Collegati e furono eletti due Consoli , il Marsicano Quinto Poppedio Silone e il Sannita C. Capio Mutilo .

Fu scelta per Capitale la città di Corfinio alla quale fu cambiato il nome in ITALIA .

La Lega fu chiamata Marsa , perché gli ideatori e gli organizzatori erano prevalentemente Marsi .

A Roma c’erano uomini prudenti e saggi che proponevano delle concessioni ai popoli italici .

Fra costoro c’era il tribuno della plebe Livio Druso che aveva promesso ai cospiratori della Lega che , per vie legali , essi  avrebbero ottenuto  le prime concessioni giuridiche .

Egli fu assassinato per opera del senato , pochi giorni prima del voto .

La Lega Italica decise di cominciare la rivoluzione  ed avevano fissato anche la data che fu anticipata ad Ascoli Piceno dove venne trucidato il proconsole Servilio : fu la scintilla che fece scoppiare l’incendio.

Febonio fissò questa data nell’anno 659 di Roma e la fine delle ostilità nell’anno 670 .

Fu una terribile guerra che ebbe dall’una all’altra parte abili generali , prodi soldati , uguale furore , armi uguali , vittorie e sconfitte .

La proverbiale furbizia romana si palesò anche in questa occasione : il Console Mario teneva testa agli Italici    con le armi insieme all’altro console Lucio Cesare che , oltre ad essere un bravo capitano era anche un abile politico , emanò la legge ( per senatoconsulto) che concedeva la cittadinanza romana a coloro che avrebbero deposto  le armi .

La Lega Italica cominciò a disgregarsi : si sottomisero prima gli Etruschi e gli Umbri , per ultimi i Marsi .

Non accettarono il compromesso soltanto i Sanniti con alla testa il forte e valoroso capitano marso  Poppedio Silone con alcuni suoi uomini fidati  , che combatterono fino alla morte .

Gneo Pompeo sottomise i resti della lega italica nel territorio di Ascoli , mentre Silla soffocò nel sangue gli ultimi baluardi  di un popolo che voleva la libertà nel Sannio .

Roma aveva vinto , ma i vinti avevano ottenuto ciò che volevano con la perdita di circa 300000 (trecentomila ) uomini , l’uccisione di tutti i capi , e da parte dei romani la morte di due consoli , di duecento senatori , sette pretori, sessanta edili , trentadue consolari : una desolazione fra tutte le famiglie . con la distruzione di molte città , villaggi e campagne.

I Marsi diventarono cittadini di Roma e , insieme con i Peligni e Sabini , furono assegnati alla tribu’ Sergia .

Dopo la guerra sociale non ci fu subito la pace .

Iniziò la rivalità fra Mario e Silla , ci fu la guerra contro Sertorio , quella dei gladiatori di Spartaco e la congiura di Catilina . .In questi anni non ci è stata tramandata notizia dei Marsi  .

Durante la guerra fra Cesare e Pompeo furono reclutati dal generale pompeiano Domizio uomini fra i Marsi e i Peligni , furono formate venti coorti che si radunarono ad Albe  .

Domizio seppe che Cesare marciava dall’Umbria verso Corfinio , lasciò una guarnigione di sei coorti ad Alba Fucente al comando del pretore L. Manlio e   con le altre sedici coorti si recò a Corfinio chiedendo altri rinforzi a Pompeo .

La risposta di Pompeo fu che Domizio doveva spostarsi a Brindisi con tutta la soldatesca che si trovava a Corfinio e a Sulmona .

Non ce ne fu il tempo  e ,nascondendo l’ordine ricevuto , assicurò che avrebbe presidiato la città e che i soccorsi stavano per giungere .

Ma egli si diede alla fuga . Se ne accorsero  i capi delle milizie e seguirono il suo esempio .

Il contingente dei Marsi si oppose a questa codardia , occuparono il fortilizio piu’ agguerrito , si impadronirono di Domizio e lo consegnarono a Cesare  e trattarono con onore la resa della città di Corfinio .

II 
La Città di Albe 

Alla fine della seconda guerra sannitica Roma si impadroni’ di Albe , che apparteneva agli Equi , e vi portò una colonia di 6.000 uomini .

Albe si costitui’ con i diritti del Lazio , per questo fu detta Latina  ( come la chiamò Strabone in molti passi dei suoi scritti ) .

Fu distinta dunque dai Marsi . Secondo lo storico Appiano i Romani la chiamarono Alba e, per distinguere i suoi abitanti da quelli delle altre città omonime che erano detti Albani , li fece chiamare Albensi ;altri autori la distinsero aggiungendo il termine Fucense o Fucente per la vicinanza al Lago Fucino .

Gli abitanti di Alba furono iscritti alla tribu’ Fabia .

Situata su di una collina , fu comoda per trasferirvi una colonia .

Alta, scoscesa, cinta di mura poderose era inespugnabile . Custodita da cittadini fedeli a Roma , aiutati dal valore dei Marsi .

Nell’anno 541 , quando Annibale si recava verso Roma , duemila Albesi andarono in sua difesa .

Appiano scrisse :…” in quella circostanza la colonia di Alba Fucente mostrò grande fedeltà e prontezza d’animo nei confronti di Roma” . Il Senato biasimò questo slancio , per il timore di sguarnire con imprudenza il territorio .  E questo successe quando le milizie cartaginesi , passando da oriente ( dalla Marsica ) , giunsero sopra ad Alba approfittando della guarnigione diminuita di numero .

I cartaginesi furono respinti , ma proseguirono il percorso verso Roma , dopo aver disseminato distruzione e morte nella contrada .

L’anno seguente la colonia di Alba tradi’ Roma . Accadde dopo la battaglia ,nella quale mori’ il valoroso Marcello . Roma richiese nuovi soldati e denaro . Dodici colonie , fra le quali Alba , non vollero eseguire gli ordini . Il Senato riusci’ a convincere le altre diciotto colonie a farlo e solo per questo , come scrive T. Livio , il popolo romano fu salvo .

L’anno dopo la vittoria del fiume Metauro in cui mori’ Asdrubale il fratello di Annibale , i cuori si rinfrancarono dalla paura per la sconfitta .

Roma ne approfittò per richiedere con veemenza e sotto pene severissime / ricordandosi il rifiuto di cinque anni prima , il doppio dei fanti di quanto avrebbero dovuto dare per la guerra precedente ed in piu’ 120 soldati a cavallo . Se non avevano i cavalieri ognuno di essi doveva essere sostituito con tre fanti. .

Non si sa con precisione se le colonie ubbidirono .

I romani costruirono in questa città un carcere orribile , destinato ai condannati a morte .

Diodoro Siculo lo descrive con raccapriccio e con dovizia di particolari ; per certo lo avrà visitato .

Egli scrive :….”Questo carcere è una caverna scavata sotto terra , grande quanto una camera da pranzo ,  contenente piu’ di nove panconi , fumosa , puzzolente dal grande numero di prigionieri ivi rinchiusi che , trasandati nei loro corpi , diventavano come belve che vivevano insieme ai propri escrementi che emanavano un puzzo insopportabile …..”

Vi furono rinchiusi numerosi Re : nell’anno 550 c’era il re Siface .

Nell’anno 553 stava per essere  portato a Roma come fenomeno da baraccone durante il trionfo di Publio Cornelio Scipione , mori’ a Tivoli durante il viaggio per i patimenti del carcere di Albe , ridotto in fin di vita .

Il secondo re famoso fu Perseo della Macedonia insieme con tutta la sua famiglia ( moglie , i figli maschi Filippo ed Alessandro , ed una femmina , tutti in tenera età ) .

Furono portati a Roma in occasione del trionfo di L. Emilio Paolo : i tre figlioletti fra una folla inferocita e Perseo vestito a lutto , incatenato , pallido e con lo sguardo assente ,con accanto la moglie con incedere lento ma altero . Sul carro del vincitore Emilio Paolo , anche egli triste  ,perché aveva perso suo figlio cinque giorni prima . Questa precisione di particolari ci è stata tramandata da numerosi storici .

Tutta la famiglia di Perseo fu rinchiusa nel carcere di Alba nell’anno 587 ….Diodoro Siculo continua ….” Perseo passò in questa prigione sette giorni , chiedendo ed implorando un tozzo di pane dagli altri carcerati , anche essi sfiniti per il poco cibo che veniva distribuito  . Costoro , presi da commiserazione e piangendo , dividevano parte del loro cibo con il povero re . Avevano procurato anche un pugnale ed un laccio per invitarlo al  suicidio ; non c’è però nessuna cosa migliore per quelli che soffrono , che aspettare l’ora giusta per una morte degna . Il console M. Emilio , in una pubblica assemblea , fece notare le condizioni inumane del Re in prigione e riusci’ a farlo spostare in una stanza , da solo . Egli offese i carcerieri che per rivalsa gli impedirono di dormire per cui , dopo due mesi di insonnia , il Re Perseo mori’”.

Lo storico Patercolo scrisse che mori’ dopo quattro anni , mentre Zonara scrisse che si suicido’ .

Il senato romano gli tributò funerali in pompa magna , a spese dello stesso senato . La moglie era già morta . Poco dopo morirono il figlio Filippo e sua sorella , mentre il piu’ piccolo di nome Alessandro lavorò in una fonderia a Roma , secondo Eutropio  ; invece Zorara scrive che Alessandro non andò via da Albe , ma diventò scrivano della Magistratura .

Nell’anno 631 di Roma in questo carcere fu rinchiuso un altro Re di nome Bituito , del popolo  degli Alverni.

Durante la guerra sociale (italica ) si sa dallo storico Epitome che Albe venne assediata dagli alleati italici , non si sa però come fini’ l’assedio .

Durante la guerra fra Cesare e Pompeo Albe all’inizio parteggiò per Pompeo .L. Comizio vi lascio’ una guarnigione di sei coorti al comando del pretore L. Manlio .

La sconfitta di Corfinio , insieme con i continui successi di Cesare che aumentava il suo prestigio presso il popolo , convinse Manlio ad abbandonare Albe  con l’intenzione di raggiungere Pompeo in Puglia . Questo disegno però non gli riusci’ ,perché fu inseguito dalla cavalleria guidata dal comandante Bivio Curio fedele a Cesare e , sconfitto , passò fra le linee di G. Cesare ,insieme alla città di Albe . Dopo la morte di Cesare diventò potente Marco Antonio : egli volle impossessarsi anche di Albe dove erano acquartierate due legioni di veterani . Ma G. Cesare Ottaviano aveva in mira anch’egli di impossessarsi delle due legioni che si trovavano ad Albe . Giunse però prima Lucio che le convinse con promesse e denaro ad aspettare gli eventi . Questo durò poco tempo perché la legione Marsa si ribellò e parteggiò per il Senato  . Quando lo seppe Marco Antonio che si trovava a Brindisi , istigato anche dalla moglie , fece trucidare i centurioni della legione che si trovavano con lui ( come scrisse Cicerone in una sua Filippica) . Egli parti’ da Brindisi solo con le legioni macedoni , che lasciò fuori le mura di Roma  ed entrò da solo a Roma . Dopo poco tempo seppe che anche la quarta legione si era schierata con Ottaviano per cui si recò ad Albe con un seguito poco numeroso , avvalendosi del suo prestigio . Le porte di Albe però restarono chiuse e dalle sue mura gli furono scagliati contro dardi . Egli fu costretto a partire per la Gallia .

Cicerone dunque nelle orazioni contro Antonio mise in evidenza l’importanza strategica di Albe ,  considerata città valorosa e fedelissima , vicina a Roma , ben fortificata , quindi luogo molto caro ed utile per i Romani .

Ottaviano nel frattempo riuni’ il suo esercito presso Albe : fu formato dalle due Legioni Marsa e Quarta , di altre due composte da veterani e una di sole reclute . Lo fece sapere al Senato , che si congratulò con lui .

Oltre ad essere una città militare , Albe ebbe anche monumenti interessanti , come si può notare dai suoi ruderi : era fornita di fontane pubbliche , di terme , di un teatro , di un anfiteatro e templi , fra i quali , quelli piu’ importanti , celebri quello di Giove e di Diana .

In recenti scavi fatti dal Capreton e dal Guarini , si sono rinvenute molte statuette , medaglie , monete , frammenti di cornici , resti di marmi lavorati , mosaici , statue …ed un grosso tubo di piombo che serviva come conduttura d’acqua . In Albe c’era il Senato , censori , una magistratura municipale , come si è letto in una lapide sepolcrale di M. Marco Giusto . Vi si batteva moneta .

Dopo la fondazione dell’impero , tornò a far parte della Marsica , come sostiene Varrone .

 

         Da Augusto fino alla caduta dell’Impero

L’Impero è la pace , dovette pensare Cesare Ottaviano , quando soffocava nel sangue ogni ribellione :

Ed infatti vi fu una pace lunga e prosperosa che fu chiamata l’età dell’oro .

La Marsica , provveduta dalla natura di un territorio molto fertile , ebbe modo di avere molto commercio con Roma : aveva vigneti , i cui vini sono ricordati spesso da Marziale . Ateneo dice che erano un pò  aspri , ma non facevano male allo stomaco. C’erano pometi di ogni specie , con frutti molto squisiti , in particolare le pere invernali , dette spine . Plinio lodò le noci della Marsica , Simaco i fichi o “fullacchij”:Mandorle , lino canapa ; non mancava l’olio né il grano ..Situata a 700 m di altitudine dal mare , aveva un clima mite , perché il Lago Fucino “ di grandezza simile al mare “ come dice Strabone , come un serbatoio di calore , temperava il freddo dell’inverno e l’afa estiva .La spaziosa Valle del Fucino era allietata dalle cristalline acque del Lago , con intorno limpidi stagni ; era abbellita da terre verdeggianti , ricche di messi ,coperte da alberi da frutta ; i monti intorno erano pieni di alberi ; villaggi e città , nella pianura o addossati alle pendici dei monti o in cima alle colline , godevano della sua bellezza e fertilità .

Una cosi’ bella contrada attraeva i ricchi signori di Roma . Qui’ passavano giorni di riposo e di spensieratezza . Il padre dell’imperatore Vitellio aveva una villa a San Pelino , il poeta Tibullo vicino a Poggio Cinolfo .Sulla sponda orientale del lago , nei pressi dell’odierno Trasacco , l’imperatore Claudio fece costruire un palazzo dove dimorò anche l’imperatore Traiano .

Quando Augusto divise l’impero in Province , divise altresi’ l’Italia in Regioni: La Marsica fece parte della quarta  ma , essendo vicina a quella di Roma , fu sottoposta al Prefetto di Roma .

Per porre un freno alle escrescenze del Fucino , l’imperatore Claudio ascoltò le suppliche dei rivieraschi e iniziò quella grande opera , terminata dopo dieci anni .

Fu inaugurato due volte l’apertura dei suoi cunicoli : la prima volta si dovette correggere il

livello . In tutte e due le occasioni ci furono spettacoli , l’imperatore Claudio stesso fu presente con sua moglie Agrippina  . Ci fu una immensa folla : nella prima inaugurazione ci fu una battaglia navale sul lago  e nella seconda volta una battaglia fra gladiatori . La prima giornata fu una delusione per tutti , per il mancato deflusso delle acque , mentre nella seconda volta ci fu notevole spavento per tutti : un terremoto e il riflusso delle acque sulle rive che portò via buona parte degli argini . Anche la coppia imperiale ebbe paura , perché si trovava  a ridosso del canale . Narciso , direttore-appaltatore dei lavori fu accusato da Agrippina di ingordigia e di ruberia , il deflusso non fu totale .

E’ stato discusso molto fra gli esperti se l’opera di Claudio fu ripresa . Vi si cimentarono gli imperatori Traiano ed Adriano , che volevano scongiurare solo i danni provocati dalle inondazioni del Lago .

L’impero romano cominciò a decadere fin da Commodo (182 di G. C. ) , per novanta anni seguirono continui trambusti e sconvolgimenti . Resse a malapena gli urti incessanti di Alemanni , Franchi , Sassoni , Goti e Persiani . Soltanto per la genialità di Diocleziano e di Costantino I si rinfrancò e torno quasi all’antico splendore . Le grandi invasioni iniziarono dopo la morte di quest’ultimo . Nell’anno 401 e per cinquant’anni Alarico , Radageso , Attila e Genserico (terribili condottieri ) veri flagelli di Dio fecero dell’Italia un teatro di inenarrabili sciagure . Nel 476 Odoacre si proclamò re dopo aver deposto l’imperatore Augustolo : con questa data ebbe fine l’Impero Romano . In questo tempo di decadenza la Marsica non fu la florida e prosperosa regione che si ebbe sotto i Giuli , i Flavi e gli Antonini. Non ci sono molte notizie storiche di quel periodo . Soltanto Elio Lampridio descrive un fatterello che fu escogitato da quel pazzo di Eliogabalo : la plebe , che era avida di giochi circensi e si affollava fin dalle prime ore del giorno per prender i posti al circo , si ritrovò un giorno una moltitudine di serpenti fatti  prelevare  dalla marsica e fatti portare al circo da Eliogabalo . Ci fu un fuggi fuggi generale , con numerosi feriti per la calca e per il morso dei serpenti ..

Durante la decadenza ci fu la necessità di rifare la divisione delle contrade italiane : da undici passarono a diciassette , oltre a Roma ed il suo territorio ; il nome di  regioni fu sostituito da quello di provincie. Alla Marsica fu restituita la parte che era stata soggetta alla prefettura di Roma e fu aggregata tutta alla Provincia Valeria . Questo si ricava dall’elenco delle provincie stilato da Paolo Diacono .

La Valeria aveva confini con il Sannio, il Piceno , l’Umbria , la parte occidentale dell’antica Etruria e la vicinanza di Roma . Essa comprendeva le città di Tivoli , Carsoli ,Forcona , Amiterno , Norcia e Rieti che , secondo il Cluverio , era a capo della provincia ; dunque la Marsica si trovava dentro la Provincia Valeria .

Paolo Diacono aggiunge che non è fondata l’opinione che la Marsica fosse provincia  , non essendo descritta nel Catalogo . Le Province si mantennero fino al tempo dei Goti . Benchè al suo tempo avesse perduto la dizione di Provincia e preso quello di Marsia o dei Marsi , giova ricordare che il territorio ha sempre conservato la “qualifica” di Marsi , come Gastaldato , Contea e Principato dei Marsi .

Le Città

MARSI : -Secondo Plutarco fu una città che diede il nome al popolo e che fu sommersa dal Lago Fucino .

Il Proia , per non contraddire Plutarco (Mem.sul Lago Fucino lette ai Lincei in Roma .8 agosto 1834), scrisse che la città di Marruvio era chiamata anche Marsi . Ma al tempo di Plutarco Marruvio era nel suo splendore , per cui la Marsi sommersa non può essere Marruvio.

ARCHIPPE:-Solino e Plinio scrivono che fu edificato da Marsia , capitano dei Lidi e che fu “ingoiata” dal Lago Fucino . Virgilio ci ricorda che al tempo della guerra contro Enea , il Re dei Marsi si chiamava Archippe , (forse) quegli che fece costruire la città che portava il suo nome : dunque la sua origine risale  al periodo degli eroi .

MARRUVIO : – fu la città a capo dei Marsi : Ne parlarono Virgilio, Silio Italico ,Plinio e Strabone..

Era situata sulla sponda orientale del Lago Fucino . La tavola peutingeriana che riporta le miglia da una stazione all’altra della via Valeria , evidenzia anche Marruvio . Nel periodo romano la città veniva chiamata Marsus o Marsi . Il Frontino scrive del Marsus ,  Municipium  e il Romanelli scrive Marrubium Marsorum Municipium…

Dopo la caduta dell’impero romano , mentre tutte le cose andavano rinnovandosi , il nome Marruvio restò immutato fino al medioevo , quando la città capoluogo della Marsica fu detta” Marsi”.

La tavola Peutingeriana all’inizio si credette che fosse stata compilata nel 226 d. C. , al tempo di Settimio Severo , ma poi venne assodato che venne fatta sotto l’imperatore Teodosio ( per questo è chiamata anche tavola teodosiana . Lungo l’itinerario della Via Valeria ivi dipinto  , si segnala nominativamente Marruvio . Fu grande e splendida nel periodo piu’ florido dell’Impero Romano , come si può leggere in una iscrizione di una lapide che conserva la famiglia Melchiorre di Pescina . Marruvio ebbe un senato e magistrati propri  , aveva bei templi , statue e case di marmo , un anfiteatro . Moltissimo dei suoi ruderi , sia per distruzione dei barbari che per incuria dei suoi abitanti , è andato disperso e perduto . I pochi resti ci fanno immaginare la sua magnificenza.

VALERIA:- Città della cui esistenza vari scrittori sono stati sostenitori , affermando che , sparita Marruvio nel IV° secolo di Roma ( secondo alcuni ) o nel sesto ( secondo altri) , sia sorta sulle sue rovine . Chi la dice edificata nel 447 di Roma dal console M. Valerio Massimo e chi al tempo dell’imperatore Claudio (43-56 d. C.) e chi dalla figlia Valeria  dell’imperatore Diocleziano morto nel 332 d. C.  : si scrisse che fu la Caput Marsorum , raggiungendo così tanta nobiltà e magnificenza da farla paragonare a Roma . La sua esistenza è attestata da Anastasio il Bibliotecario che , nella Vita del  Papa Bonifacio IV° (607- 615) scrisse che fu marsicano della città Valeria . La sua scomparsa sarebbe dovuta alla ferocia dei Goti e dei Longobardi , oppure alla rapacità delle acque del Fucino .

Notiamo come le acque del Fucino siano state tanto tremende da sommergere città e castelli : Marsi, Archippe , Marruvio e Valeria , tutte sacrificate al dio Fucino .  Oh acque del Fucino !: è stata triste la fama che vi ha accompagnato !.Sarà stato per questo che vi hanno fatto sparire completamente dalla faccia della Terra ?!. Voi che eravate l’ornamento dell’Italia , sorriso della vallata e dei monti circostanti , non ci siete piu’ !La vostra bellezza , i vostri pregi ed i vostri benefici sono spariti per sempre !. Ahi !, fu troppo severa quella mano che vi ha tolto per sempre chè, se anche grandi fossero state le vostre colpe , non sono stati meno grandi i vostri meriti . Perché non siete state trattate con giustizia uguale ? Perché? Oggi , che tutte le membra del vostro bel corpo sono state denudate ed avete la prova che siete state innocenti per quanto riguarda ingoiamenti di città e castelli , rinfacciate ai vostri detrattori le calunnie che avete sopportato e state mostrando quanto siete state punite . Dal prosciugamento non è venuta fuori nessuna traccia che dimostri o che accenni alle tanto decantate sommersione di città rivierasche . Il lago non era di origine vulcanica , ma si era formato con lo scioglimento dei ghiacciai e con gli immensi scoli delle acque pluviali che scendevano dai monti .

Riferimenti: http://francofrancescozazzara.wordpress.com/




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