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… E finalmente … la transumanza

L’erba che cresce rigogliosa, il cielo che si tinge di un azzurro quasi etereo, la roccia che si scalda col calore del sole. E’ tempo.

E’ tempo di andare con il bestiame dove il cielo si può quasi toccare con un dito. E’ tempo di transumare.

La transumanza è una tradizione antica, che ha segnato la storia e le genti delle nostre zone, e che ha lasciato segni evidenti sul territorio: i famosi TRATTURI, sentieri naturali di erba calpestata o pietre originati dal passaggio dei pastori transumanti con il loro gregge, che avveniva appunto a Maggio, dopo l’inverno, dalle zone calde verso le più rigogliose e miti montagne, e a Settembre dalle montagne verso le pianure, ovviamente per cercare un clima più caldo ( un vecchio proverbio afferma che la transumanza veniva iniziata da San Bernardo, il 15 giugno, e terminata da San Michele, il 29 Settembre!).

Il più grande tratturo abruzzese è il TRATTURO MAGNO, con i suoi 244 Km, va da L’Aquila a Foggia, passando per la costa. Ma anche l’entroterra abruzzese è pieno di questi viattoli, peraltro riconoscibilissimi e segnalati, che spesso sono anche meta di escursioni e visite guidate.

Tempo fa, quando ancora la pastorizia era la base dell’economia abruzzese, si praticava la transumanza ORIZZONTALE e quella VERTICALE: si parla di transumanza verticale o piccola quando lo spostamento avviene dalla pianura alla montagna, di transumanza orizzontale o grande, invece, quando lo spostamento interessa delle greggi molto più numerose ed avviene da una regione all’altra.

Quella orizzontale non viene praticata più, o meglio, non in termini tradizionali. Lo spostamento su ruote gommate oltre ad essere più veloce, è anche più agevole, quindi la tradizione si ferma a quella verticale. Ma per chi pensa che sia una pratica rurale, che sia da “grezzi e rozzi”, dovrà ricredersi: la Transumanza, è candidata a diventare patrimonio culturale immateriale dell’umanità Unesco. La richiesta è stata presentata ufficialmente a Parigi dall’Italia, Paese capofila della proposta insieme alla Grecia ed all’Austria. Il ministero delle Politiche agricole, che ha coordinato la redazione del dossier di candidatura, ha fatto sapere che è stato formalmente avviato il processo di valutazione internazionale che porterà alla decisione da parte del Comitato di governo dell’Unesco nel novembre 2019.

Incredibile no? Ma possibile e realizzabile portando avanti, raccontando e non facendo morire le antiche arti e gli antichi mestieri, magari facendoli sopravvivere accanto alla moda hi-tech del momento.

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