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Nitoglia E Dari

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Scopri la saga dei Nitoglia, una dinastia che ha segnato la storia di Oricola e della Marsica attraverso guerre, prosperità e tradizioni secolari.

Il 21 marzo 1672, durante un’assemblea dell’università di Oricola, appare Francesco Nitoglia, originario di Aragona e successivamente trasferitosi in Sicilia con il re Pietro III. Nella successiva riunione dell’8 luglio 1673, è menzionato insieme a Gennaro, probabilmente suo fratello. Nel 1721, tra i censiti compare il dottor fisico Simone Nitoglia, figlio di Francesco, il quale si distinse come medico curante della casa regnante in Prussia. Sposatosi due volte, ebbe diversi figli e una discendenza che si affermò nel territorio dell’Isola di Fùcino.

Simone Nitoglia, che sposò in prime nozze Celidonia Galli e poi Porzia Verzetti, generò una famiglia in continua evoluzione. Suo figlio Pietro ebbe diversi figli, tra cui Pasquale, che si sposò con Bernardina Lucidi, alimentando ulteriormente il ramo familiare. Il figlio di Pasquale, Lucantonio, divenne sacerdote e gli altri figli, come Costantino, proseguirono la tradizione familiare di agricoltori.

Il 2 aprile 1897, Pasquale Nitoglia, discendente della famiglia affermata, raggiunse una notevole agiatezza. I suoi quattro figli divennero importanti censiti, con don Antonio che, laureato in teologia, si distinse in ambito ecclesiastico e il dottor cav. Curzio che contribuì allo sviluppo locale, avviando attività imprenditoriali. Dari Angelo, preposto all’istruzione dei bambini, si unì agli alpini durante la guerra del 1915, diventando un punto di riferimento nel paese.

Accanto ai Nitoglia, si sviluppò anche un altro ramo della famiglia, proveniente da Rocca di Botle. Questo ramo, guidato da Vincenzo, generò Antonio, il quale ebbe a sua volta diversi figli, tra cui Pasquale e Arturo, oggi attivi in campi diversi, tra cui l’agricoltura e le forze armate. La storia della famiglia Nitoglia, intrecciata con le vicende di Cèlano e della Marsica, racconta di una comunità vivace e resiliente.

Riferimento autore: Oricolae Contrada Carseolana nella storia di Nostra Gente, testi a cura di Achille Laurenti.

Tra i presenti nell’assemblea dell’università di Oricola, del 21 marzo 1672, appare Francesco Nitoglia, il quale in quell’epoca non risulta proprietario, poiché precedentemente residente altrove. Successivamente, nell’adunanza del 8 luglio 1673, si nota la sua presenza insieme a Gennaro, probabilmente fratello. Questa famiglia è originaria da Aragona e, dopo essere passata in Sicilia a seguito del re Pietro III, il Grande, si diramò nel Napolitano e poi negli Abruzzi. Nel 1721, tra i maggiori censiti, troviamo il dottor fisico Simone Nitoglia, figlio dell’accennato Francesco e nipote del nobile dottore Francesco Saverio De Vecchi, come risulta dalla deliberazione del consiglio dell’università di Oricola, in data 19 gennaio 1708. Simone, un eccelso professionista dell’epoca, ebbe la fortuna di essere medico curante della casa regnante in Prussia. Sposò in prime nozze Celidonia Galli, dalla quale ebbe il figlio Francesco, uomo colto e molto rispettato, che ricoprì l’ambita carica di camerlengo dal 16 gennaio 1746 al 1 novembre 1760. Questa linea familiare si estinse con lui. Dopo la morte della prima moglie, il dottor Simone si risposò con Porzia Verzetti di Piglio, da cui ebbe diverse figlie e due figli, Pietro e Giuseppe, quest’ultimo divenuto sacerdote e che ottenne un beneficio ecclesiastico in Oricola nel 1742. Il legato Verzetti, che costituiva una dote significativa per la signora, fu al centro di molte dispute tra gli eredi Nitoglia e vari detentori delle relative proprietà nel mandamento di Subiaco. Da Pietro nacque Pasquale, che coniugato a Bernardina Lucidi, ebbe i figli Costantino, Giovanni, Giuseppe, Lucantonio e Pietro. Da quest’ultimo nacquero Vittoria e Maddalena, rispettivamente maritate a Vincenzo e Francesco Minati. Giuseppe morì di morte violenta senza lasciare prole. Giovanni non ebbe famiglia, mentre Lucantonio divenne sacerdote e ottenne un beneficio ecclesiastico in Oricola. Costantino, coniugato a Domenica Basile, procreò Pasquale. Pasquale si unì in matrimonio a Mariafelice Sciò di Pereto, dalla quale nacquero Simone, Carlo e Giovanni, che a loro volta formarono famiglie distinte, caratterizzate da buone persone e provetti agricoltori. Con Simone Nitoglia e Pasquale, morto il 2 aprile 1897, la famiglia raggiunse una notevole agiatezza. I suoi quattro figli attualmente sono i maggiori censiti del paese, ovvero Costantino e Alberto, che si occupano della gestione delle rispettive proprietà; don Antonio, laureato in teologia e diritto canonico, è investito di un beneficio in Tagliacozzo; e il dottor cav. Curzio, laureato in scienze agrarie, gestisce la sua proprietà e ha dato impulso all’occupazione mediante l’edificazione di fornaci di laterizi nei pressi della stazione ferroviaria. Dari Angelo, nostro compaesano da oltre vent’anni, è preposto come insegnante, dedicandosi all’educazione dei bambini, che rappresentano le speranze di Oricola. Allo scoppio della grande guerra europea, partì volontario negli alpini, raggiungendo il grado di capitano. Tornato, si sposò con la signorina Giovanna Nitoglia e ora è un eminente podestà, centurione e comandante politico nel mandamento. Un altro ramo dei Nitoglia, proveniente da Rocca di Botle, è residente in zona da oltre un secolo e fa capo a Vincenzo, padre di Antonio e Angelo. Da Antonio nacque Clemente, il cui figlio Antonio è il genitore degli attuali Pasquale, Arturo, Giuseppe, Clemente, Alessio e Gino. Gli ultimi due hanno intrapreso la carriera nei reali carabinieri, mentre gli altri sono piccoli proprietari agricoltori. Angelo ebbe due figli, Vincenzo e Feliciantonio. I discendenti di Vincenzo emigrarono da tempo in agro di Roma; i figli di Feliciantonio, Sante e Benedetto, sono operosi contadini. Riferimento autore: Achille Laurenti.

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