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La Storia Della Banda ( Dal 1912 Al 1984 )

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Tra tragedie e trionfi, la Banda di Pescina incarna il cuore resiliente della Marsica, testimoniando un’eredità culturale che affascina ancora oggi.

Nel 1912, la Banda “Leonessa d’Abruzzo” di Pescina si aggiudica il Primo Premio assoluto al Concorso Bandistico Nazionale di Napoli, ricevendo anche la Medaglia d’Oro. L’amministrazione comunale affronta problemi economici nella gestione del Corpo Musicale, come evidenziato in una delibera del 16 gennaio 1913, che menziona le gestioni passate e nomina vari amministratori tra cui Nicola De Giorgio e Bernardo Castagna. Nonostante le difficoltà economiche, la Banda conquista successi in Italia e all’estero, consolidando la propria reputazione.

Il 31 luglio 1914, un articolo su “Napoli Mondana” elogia la Banda di Pescina per la sua eccellente performance al Caffè Gambrinus, evidenziando l’abilità del Maestro Direttore Vincenzo Ferrara e dei suoi musicisti. Tuttavia, la tragedia colpisce il 13 gennaio 1915, quando un devastante terremoto distrugge Pescina e i paesi della Marsica. La Banda, sotto la guida di Ferrara, diventa un simbolo di solidarietà, aiutando i feriti tra le macerie e segnando la fine di un periodo di concerti e di musica.

Il dopoguerra comporta ulteriori sfide, con la grande guerra del 1915-1918 che interrompe le attività musicali. La ricostruzione della Banda inizia solo nel 1920 con il Maestro Striani, ma è nel 1923 con il Maestro Olindo Iannucci che la Banda riacquista importanza nazionale. Negli anni successivi, vari Maestri si alternano nella direzione, tra cui Paolo Riverso e Luigi Guarini, mentre talenti come Francesco Perazzitti emergono e contribuiscono alla crescita della Banda.

Negli anni 30, nonostante le difficoltà economiche, la Banda si mantiene attiva con Silvino Tracanna, che riesce a comporre un gruppo di 30 elementi fino al 1937. Dopo diversi cambi di direzione, i bandisti rinnovano il gruppo nel 1938 e nel 1939 sotto la direzione di Franco Donatelli, seguiti da una ricostituzione nel 1944 guidata da Giovanni Turchi. Gli anni immediatamente successivi alla 2ª guerra mondiale vedono la Banda prendere parte a concerti e competizioni, affrontando alti e bassi fino al 1956, quando Turchi tenta di riportarla al suo splendore.

Nonostante le sfide incessanti, la Banda di Pescina mantiene viva una tradizione musicale che continua a evolversi, attraversando decenni di storia e cambiamenti sociali, fino ad arrivare agli anni 80. Il suo impatto nella comunità e la capacità di adattamento ai tempi difficili sono testimonianza di un’eredità culturale durevole.

Riferimento autore: Diocleziano Giardini.

Nel 1912, la Leonessa si aggiudica il Primo Premio assoluto del Concorso Bandistico Nazionale tenutosi a Napoli, fregiandosi così della Medaglia D’Oro. La gestione del Corpo Musicale genera notevoli problemi per l’Amministrazione Comunale, come testimoniato da numerose deliberazioni. In una del 16 gennaio 1913, viene ricordato l’appianamento delle gestioni dal 1902 al 1904, con l’estinzione del passivo per le gestioni dal 1906 al 1911.

Tra i nomi citati vi sono il Presidente Nicola De Giorgio e i gestori Bernardo Castagna, Giuseppe Taddei, Secondino Sanbenedetto, D’Amore, Palladini, D’Alessandri, Ruggeri, e Cambise. Vengono inoltre riportati dettagli sui pagamenti per stampati, strumenti musicali e divise, citando alcuni creditori, come Enicandro Ruggeri, Cesare Castagna e Francesco Trabalzi.

Questi anni, sebbene caratterizzati da difficoltà economiche, sono anche di notevoli soddisfazioni musicali. Concerti in tutta Italia, Germania, Francia e Svezia contribuiscono a elevare il nome della Leonessa d’Abruzzo.

Un articolo emblematico pubblicato il 31 luglio 1914 sul giornale settimanale “Napoli Mondana”, diretto da Ernesto Trifari, evidenzia il successo della banda di Pescina presso il Caffè Gambrinus. La perfetta organizzazione e l’affiatamento dei quaranta professori, insieme alla solerzia del Maestro Direttore Vincenzo Ferrara, sono descritte come fondamentali per il successo della banda.

L’articolo prosegue elogiando la potenza compositiva e la tecnica degli strumentisti, menzionando solisti come Turchi Amedeo al clarino e Donnarumma Vincenzo alla cornetta. La Banda di Pescina è celebrata per la sua esecuzione di brani importanti, ricevendo applausi e auguri di vederla frequentemente in città.

Purtroppo, il 13 gennaio 1915, mentre la Banda prova nel Teatro S. Francesco, un terremoto devasta Pescina e i paesi limitrofi. I superstiti raccontano come i bandisti furono i primi soccorritori dei feriti, con la Banda, guidata dal Maestro Ferrara, che si adoperò tra le macerie dell’irriconoscibile Pescina.

Dopo il terremoto, durante la grande guerra del 1915-1918, la musica scompare temporaneamente dal panorama, ma alcuni bandisti, non coinvolti nel conflitto, mantennero vivo il nome della Leonessa. La vera ricostituzione si verificò solo attorno al 1920 con il Maestro Striani, e nel 1923, grazie al Maestro Olindo Iannucci (1891-1977), la Banda tornò ai vertici nazionali.

Nel 1926, la direzione passa al Maestro Paolo Riverso. L’anno seguente, il Maestro Luigi Guarini di Napoli dirige fino al 1930. Nel 1931, il leggendario Maestro Francesco Perazzitti (1884-1948) assume il comando, mentre nel 1932, la Banda viene affidata a Silvino Tracanna.

Gli anni successivi vedono la fuga dei migliori strumentisti pescinesi verso altre bande, ma Tracanna riesce a comporre una banda di 30 elementi fino al 1937. Nel 1938, dopo una sottoscrizione popolare, la Banda passa sotto la direzione di Raffaele Di Benedetto di Introdacqua, con un organico che arriva a 52 membri.

Dopo il 1939, il Maestro Franco Donatelli di Torremaggiore prende la direzione e rimane fino al 1943, rimanendo una figura chiave nella storia della banda. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, Giovanni Turchi ricostituisce la Banda nel 1944 con 45 elementi, suonando diverse stagioni fino al 1946.

Nel 1946, la Banda torna sotto la direzione di Donatelli con 55 elementi, migliorando il suo repertorio e acquisendo nuovi strumenti. Tuttavia, all’inizio degli anni ’50, una crisi economica porta quasi allo scioglimento della Banda, fino a che nel 1956, guidata di nuovo da Turchi, partecipa alla “Sagra delle Bande Musicali Abruzzesi” a Sulmona.

Le diatribe interne portano a un’emigrazione dei solisti verso la Banda di Introdacqua, ma nel 1960, Cladinoro Turchi continua la tradizione familiare, mantenendo attiva la banda con un buona formazione musicale fino al 1976.

L’ultima formazione di prestigio, diretta da Rainaldi Florideo, si distingue per inclusione di talentuosi musicisti. Nel 1978, la Banda viene affidata al Maestro Narduzzi e poi passa al Maestro Striani dal 1981 al 1984.

Riferimento autore: Dalla Leonessa D’Abruzzo ai Leoncini (Testi di Diocleziano Giardini).

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