Nel 1912, la Banda “Leonessa d’Abruzzo” di Pescina si aggiudica il Primo Premio assoluto al Concorso Bandistico Nazionale di Napoli, ricevendo anche la Medaglia d’Oro. L’amministrazione comunale affronta problemi economici nella gestione del Corpo Musicale, come evidenziato in una delibera del 16 gennaio 1913, che menziona le gestioni passate e nomina vari amministratori tra cui Nicola De Giorgio e Bernardo Castagna. Nonostante le difficoltà economiche, la Banda conquista successi in Italia e all’estero, consolidando la propria reputazione.
Il 31 luglio 1914, un articolo su “Napoli Mondana” elogia la Banda di Pescina per la sua eccellente performance al Caffè Gambrinus, evidenziando l’abilità del Maestro Direttore Vincenzo Ferrara e dei suoi musicisti. Tuttavia, la tragedia colpisce il 13 gennaio 1915, quando un devastante terremoto distrugge Pescina e i paesi della Marsica. La Banda, sotto la guida di Ferrara, diventa un simbolo di solidarietà, aiutando i feriti tra le macerie e segnando la fine di un periodo di concerti e di musica.
Il dopoguerra comporta ulteriori sfide, con la grande guerra del 1915-1918 che interrompe le attività musicali. La ricostruzione della Banda inizia solo nel 1920 con il Maestro Striani, ma è nel 1923 con il Maestro Olindo Iannucci che la Banda riacquista importanza nazionale. Negli anni successivi, vari Maestri si alternano nella direzione, tra cui Paolo Riverso e Luigi Guarini, mentre talenti come Francesco Perazzitti emergono e contribuiscono alla crescita della Banda.
Negli anni 30, nonostante le difficoltà economiche, la Banda si mantiene attiva con Silvino Tracanna, che riesce a comporre un gruppo di 30 elementi fino al 1937. Dopo diversi cambi di direzione, i bandisti rinnovano il gruppo nel 1938 e nel 1939 sotto la direzione di Franco Donatelli, seguiti da una ricostituzione nel 1944 guidata da Giovanni Turchi. Gli anni immediatamente successivi alla 2ª guerra mondiale vedono la Banda prendere parte a concerti e competizioni, affrontando alti e bassi fino al 1956, quando Turchi tenta di riportarla al suo splendore.
Nonostante le sfide incessanti, la Banda di Pescina mantiene viva una tradizione musicale che continua a evolversi, attraversando decenni di storia e cambiamenti sociali, fino ad arrivare agli anni 80. Il suo impatto nella comunità e la capacità di adattamento ai tempi difficili sono testimonianza di un’eredità culturale durevole.
Riferimento autore: Diocleziano Giardini.