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Il Collegio Delle Quattro Nazioni

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La visione rivoluzionaria di Giulio Mazzarino illumina il passato e anticipa l’Europa Unita attraverso la fondazione del Collegio delle Quattro Nazioni.

Un’ultima disposizione testamentaria di Gíulío Mazzarino ci offre uno sguardo sulla mentalità di un uomo straordinario, la cui visione spaziava ben oltre i confini del suo tempo. Nelle note biografiche, si evita qualsiasi retorica per mettere in risalto le sue capacità, genialità e anche le sue debolezze, evidenziando un’apertura verso le nuove idee in un periodo di cambiamenti sociali.

Questa apertura di Mazzarino è chiaramente visibile nella fondazione del «Collegio delle Quattro Nazioni». Pur sostenendo un’autorità centrale, egli comprendeva la necessità di avere uomini preparati per governare efficacemente. Per questa ragione, destinò una parte significativa del suo patrimonio alla creazione di un collegio, dove sessanta giovani provenienti da varie regioni, tra cui Alsazia e Pinerolo, avrebbero ricevuto formazione.

Il collegio era diretto da dodici dottori della Sorbona, sotto la supervisione di un quadrato di ispettori e collaboratori. Le strutture educative erano ben organizzate, con classi per le materie umanistiche e per la filosofia. Inoltre, la biblioteca di Mazzarino era legata al collegio, che ricevette anche un sostegno religioso dai Teatini. Contribuì economicamente con l’abazia di Saint-Michel-en-Mern e lasciò due milioni di lire per la costruzione dell’edificio, esprimendo il desiderio di essere sepolto nella cappella del collegio.

Il Collegio delle Quattro Nazioni aprì le sue porte nell’ottobre del 1668. È interessante notare come questa istituzione possa essere vista come una precocissima anticipazione di quanto l’Europa avrebbe compreso e realizzato tre secoli dopo, quando avrebbe creato istituti culturali nell’ambito dell’Europa Unita.

Riferimento autore: “Mazzarino”, Testi a cura di Don Vincenzo Amendola.

Un’ultima disposizione testamentaria di Gíulío Mazzarino ci illumina sulla mentalità di un uomo eccezionale e dagli interessi più vasti. Ci sembra che nello scrivere queste note biografiche siamo riusciti ad evitare qualsiasi retorica laudativa o denigratoria, sforzandoci di mettere in evidenza capacità, genialità, limiti e debolezze di un uomo profondamente impregnato della mentalità del suo tempo, ma certamente aperto anche a nuove spinte di evoluzione che la società andava maturando.

Una prova evidente di questa apertura mentale di Mazzarino, a nostro avviso, si ha nella fondazione del Collegio delle Quattro Nazioni. Il geniale uomo di Stato aveva sostenuto che l’autorità doveva essere centrale e il re doveva rappresentarne la forza, la legittimità, la continuità, ma aveva anche intuito che per ben governare era necessario disporre di uomini capaci e preparati, scelti dagli ambienti e dai paesi che componevano il regno.

Questa esigenza portò il morente Primo Ministro a legare una notevole parte del suo patrimonio alla creazione di un collegio, dove dovevano essere educati sessanta giovani provenienti dall’Alsazia, dal Pinerolo, dall’Artois, dalla Fiandra, dall’Hainaut, dal Roussillon e dalla Cerdagne.

La direzione del collegio era affidata a dodici dottori della Sorbona, controllati da quattro ispettori, un direttore generale, otto collaboratori e otto reggenti; questi ultimi dovevano avere una classe ciascuno: sei per le materie umanistiche e due per la filosofia. La biblioteca di Mazzarino veniva legata per testamento al collegio. Il servizio religioso doveva essere espletato dai Teatini e, venuti a mancare questi, dal clero secolare.

Per il mantenimento dell’istituzione, Mazzarino donava l’abazia di Saint-Michel-en-Mern; per la costruzione dell’edificio lasciava due milioni di lire in contanti. Infine, egli espresse il desiderio di essere inumato nella cappella del collegio.

Il Collegio delle Quattro Nazioni fu aperto nell’ottobre del 1668. Come non vedere in questa istituzione un’anticipazione, anche se appena abbozzata, di ciò che l’Europa capirà espressamente e cercherà di realizzare tre secoli più tardi, con la creazione di istituti culturali a livello europeo nell’ambito dell’Europa Unita?

Riferimento autore: “Mazzarino” (Testi a cura di Don Vincenzo Amendola).

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