Tempo di bilanci a Capistrello dopo i festeggiamenti di Sant’Antonio. Coro unanime di ringraziamenti al comitato organizzatore


Capistrello – Terminati i festeggiamenti del Santo Patrono è tempo di bilanci. Ieri in paese, l’argomento principale di discussione, quello che più di tutti ha tenuto banco nei bar e nei crocchi delle piazze, è stata l’ottima organizzazione che ha contraddistinto le giornate di festa.

I festeggiamenti hanno avuto inizio il 5 giugno con un piccolo antipasto, una giornata dedicata al pellegrinaggio al Santuario della Madonna del Monte.

Come da tradizione il cartellone è proseguito il 10 giugno con la celebrazione, nella mattinata, di una messa presso un’edicola dedicata a Sant’Antonio, realizzata in via cava Bonanni. In serata, il grande teatro con la messa in scena di “Questi fantasmi” di Eduardo De Filippo, a cura della compagnia teatrale Anch’io.

Il programma si è poi ulteriormente intensificato l’11 giugno, già di prima mattina, con la Banda di Fontamara e città di Collarmele, che ha percorso le strade principali del paese. Una mattinata culminata con la “calata” di Sant’Antonio, uno dei momenti più intensi sul piano emotivo, con incontenibili esternazioni di gioia e invocazioni rivolte al Santo durante la rimozione della statua dalla nicchia, dove resta custodita tutto l’anno.

Un’operazione carica di significato che si svolge sotto gli occhi vigili del Priore della Confraternita di Sant’Antonio e del Presidente del Comitato che organizza i festeggiamenti, nell’occasione rispettivamente Aldo Pizzi e Luca De Meis. L’atto di “calare” il Santo dal suo tabernacolo, sancisce di fatto l’inizio dei festeggiamenti liturgici che vanno ben oltre il significato religioso.

In quel momento è come se l’intera comunità si fondesse col suo Santo Patrono diventando un’unica grande forza in cui fede e identità diventano elementi costitutivi di un popolo finalmente riunito sotto la guida saggia e misericordiosa di Fernando Martins de Bulhões, frate francescano, conosciuto come Antonio da Lisbona, morto a Padova il 13 giugno del 1231 e proclamato Santo nel 1232.

La giornata è proseguita con temi più leggeri e rilassanti, e diverse iniziative dedicate a giovani e meno giovani, per concludersi col concerto di Danilo Sacco ex voce dello storico gruppo dei Nomadi che da qualche anno ha intrapreso un’eccellente carriera solista. Sacco vive a Capistrello da anni insieme alla sua compagna e sul palco, dopo un’intesa performance artistica, ha avuto parole di gratitudine per il paese che lo ha accolto e fatto sentire a casa.    

La giornata del 12 si è protratta fra iniziative religiose e culturali. Nella mattinata, dopo la messa solenne, ha avuto luogo la processione in onore di Santa Maria, Nostra Signora e di Santa Maria del Monte. Serata all’insegna della grande musica con le cover dei Pooh interpretate dai Brennero 66.

Il clou, il 13 giugno, giorno di Sant’Antonio, con al centro la processione solenne dopo la Santa Messa officiata dal Vescovo Massaro. Iniziative di ogni tipo e per tutti i gusti hanno accompagnato residenti, turisti e visitatori occasionali, fra le vie principali del paese, piene zeppe di persone con tanta voglia di divertirsi e di lasciarsi alle spalle, almeno per qualche ora, ogni preoccupazione.

Aromi di pietanze gustose e succulente hanno pervaso vicoli e locali, dove non è stato facile trovare posto per consumare qualcosa. La band Le Vibrazioni, ha fatto il resto in serata, richiamando tantissime persone da ogni dove. Sarcina e la sua band hanno sancito il gran finale di una tre giorni indimenticabile chiusa con i tradizionali fuochi d’artificio a mezzanotte in punto.

Nell’aria si è avvertita l’esigenza diffusa di ritrovarsi insieme dopo gli anni della pandemia e tutto si è svolto con ordine e senza troppi disagi. Di questo bisogna dare merito, senza alcun dubbio, al comitato che ha realizzato la festa. Un comitato di giovani che hanno dato prova di grande professionalità e capacità organizzativa.

Non a caso, questo è stato il principale argomento di discussione nei locali e sui social, dove si sono sprecati i ringraziamenti ai ragazzi che, con umiltà e impegno, hanno saputo prendersi sulle spalle una grande responsabilità centrando in pieno l’obiettivo.      


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