Stefania Pezzopane: sostegno e solidarietà per l’infermiera violentata ad Avezzano



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Stefania Pezzopane: sostegno e solidarietà per l’infermiera violentata ad Avezzano
Stefania Pezzopane

Avezzano – La deputata del Partito democratico, Stefania Pezzopane, componente dell’Ufficio di Presidenza del gruppo Pd alla Camera è intervenuta, attraverso la sua pagina Facebook, sul caso dell’infermiera violentata sul posto di lavoro ad Avezzano.
Il fatto risale a Ottobre del 2016, un albanese di 20 anni, ospite del Centro di Igiene Mentale di Avezzano, ha sequestrato due infermiere e ne ha violentata una, ferendo l’altra al collo con un coltello.
Il tribunale di Avezzano ha condannato l’uomo a 6 anni di carcere per violenza sessuale, rapina, sequestro di persona, lesioni e porto abusivo di armi. Il Pm Guido Cocco aveva chiesto 16 anni di reclusione, ridotti a 10 e 8 mesi per il rito abbreviato richiesto dall’avvocato difensore Gian Luca Totani.
La donna vittima dello stupro, dopo la condanna, ha espresso attraverso il suo avvocato di parte civile Pasquale Milo “risentimento e disappunto per una pena irrisoria rispetto all’orrore provato”.
Oggi si terrà l’udienza dinanzi al Tribunale di L’Aquila e la deputata Stefania Pezzopane propone un incontro alle ore 8.45 nei pressi del Tribunale di L’Aquila, in via XX Settembre 68, per “testimoniare sostegno e solidarietà ad una donna forte e coraggiosa che ha diritto alla giustizia, alla certezza della pena, ad un percorso di ritorno agli affetti ed alla normalità”.

Scrive la deputata: “Le saremo vicini perché abbia giustizia e vita nuova. Il 16 alle 8,45 ci vediamo nei pressi del tribunale. I dati delle violenze contro le donne e dei femminicidi raccontano di una vera e propria questione nazionale. Si tratta di vittime di una ferocia che annienta. Ho incontrato tante donne sopravvissute a questo inferno e ad alcune di loro l’odio di uomini feroci ha strappato anche la vita. Ho letto tutto il racconto di una donna sopravvissuta a violenze indicibili: un’infermiera aggredita sul posto di lavoro che ora affronterà in aula il suo aguzzino. Solo un anno fa l’orrore che le ha sconvolto la vita. Ho visto le sue ferite sul corpo ed ascoltato la sua voce ed il suo racconto. Mercoledì prossimo, all’udienza presso il Tribunale dell’Aquila, non possiamo lasciarla sola. Nessuna donna vittima di violenze deve sentirsi emarginata ed impaurita, anche nell’affrontare il percorso giudiziario. La donna abruzzese, non sarà da sola in un momento delicatissimo della sua vita. Già ci sono persone che, contattate, hanno manifestato la volontà di esserle accanto e sostenerla. Proviamo, quindi, a starle vicini”.




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