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Si parla di impianto a biometano e deviazione dell’acqua del Giovenco, “E’ tempo di ribellarci a chi vuole fare della nostra Terra, terra bruciata”

San Benedetto dei Marsi – “E’ tempo di ribellarci a chi vuole fare della nostra …terra bruciata. Cari amici in questi ultimi tempi la Marsica Est sta subendo danni e umiliazioni  per come viene maltrattata e non considerata, da chi manca di rispetto ai primi cittadini e a comunità di onesti lavoratori, legati alla terra dove sono nati”. Queste le dure parole di Giammarco De Vincentis, da tempo diventata una nota voce della Marsica est e non solo, in rifermento al progetto di deviazione delle acque del fiume Giovenco.

“Non sto qui ad accusare questo o quello, perchè ormai ho la convinzione che, i politici in genere, usino i funzionari dei vari enti per dare vita a progetti da loro ideati, facendo apparire la loro estraneità, lavandosi le mani come Ponzio Pilato. Per diversi mesi si è parlato tanto del progetto di un impianto a biometano, non voluto da Sindaci e cittadini, per una serie di motivi. Dopo che sono state fatte diverse osservazioni da un comitato costituito per la salvezza dell’ ambiente e dai Sindaci di Collarmele, San Benedetto e Pescina, senza avere alcuna risposta, abbiamo letto sui giornali che il progetto è stato approvato, a tavolino, da un funzionario regionale che non si è degnato nemmeno di fare un sopralluogo sul posto”.

“Credo che comunque non finisca qui. Il territorio al quale si fa riferimento è quello che viene costeggiato dal fiume Giovenco, terreni che i nostri nonni coltivavano, con vigneti e prodotti tipici, tornati alla ribalta in questi ultimi anni. Fino allo scorso anno si parlava di un accumulo di acqua progettato nella parte costeggiante il fiume Giovenco, da Pescina verso San Benedetto. Un piccolo lago artificiale che oltre ad alimentare con le sue acque una parte del Fucino, avrebbe dato la possibilità di poter irrigare anche i terreni che da Pescina, Cerchio e Collarmele, scendono verso San Benedetto”.

“Alcuni di questi terreni sono stati riportati in vita da giovani che come primo insediamento, devono coltivare anche dei terreni restati incolti da alcuni anni. Qualcosa di nuovo si vede, ma soprattutto si stanno coltivando quelli che prima erano i cibi dei poveri, ed oggi apprezzati per la sua genuinità. Qualche mese fa, il finanziamento per eseguire questo progetto, è stato deviato per eseguire altri progetti. E’ notizia di questi giorni che si vuole deviare l’ acqua del fiume verso il cimitero di Pescina, dove ci sono vasche di accumulo, per utilizzare la scorta di acqua per l’ irrigazione di una parte dei terreni del Fucino. Mi sembra di tornare ai tempi di Funtamara, quando Silone ci racconta di come questa acqua venisse utilizzata, favorendo i grossi proprietari terrieri a discapito dei cafoni, quei piccoli coltivatori che campavano con il ricavato del raccolto di quei lembi di terra di proprietà dei pochi benestanti”.

“Oggi più che mai ci rendiamo conto che è tempo di fare da scudo ai nostri diritti, di difendere il nostro territorio, di unirci perchè siamo stati presi di mira. Ci vedono deboli, non organizzati, come territorio non siamo rappresentati politicamente alla regione, rischiamo di diventare terra di conquista, per chi vuole fare businnes, a costo di avvelenare la nostra terra, le falde acquifere e la nostra salute. Se continua così vedo all’orizzonte un inceneritore, dopo che l’impianto di Aielli sta stoccando parte della monnezza capitolina”.

“Un inceneritore a due passi farebbe comodo a molti, ma non alla nostra agricoltura, alla sua immagine, ai prodotti IGP che perderebbero la propria immagine, di un alimento sano e incontaminato. In politica i nostri voti hanno fatto sempre la differenza per far vincere questo o quel partito, ma ci hanno messo gli uni contro gli altri, favorendo i candidati della costa e del capoluogo, che oggi fanno il bello e il cattivo tempo. E’ TEMPO DI RIBELLARCI A CHI VUOLE FARE DELLA NOSTRA … TERRA BRUCIATA….MA DOBBIAMO ESSERE UNITI, MA QUESTA VOLTA NON FACCIAMOCI DIVIDERE DALLA POLITICA, DOMANI POTREBBE ESSERE TROPPO TARDI”.

 

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