“Servono presidi più adeguati” per la Prevenzione da Coronavirus agli operatori sanitari degli ospedali marsicani: il sindacato scrive al Direttore Generale ASL



Avezzano – In questi giorni complessi, dottori e infermieri, stanno incrementando gli sforzi per garantire cure
adeguate ad ogni malato, rischiando in prima persona la propria salute. Il personale, se infettato, potrebbe diventare veicolo di contagio plurimo, che oltre ad essere disastroso per la collettività, paleserebbe l’impossibilità di garantire adeguato turnover per il personale, che presta servizio nelle 24 ore.

Medici, infermieri e tecnici in queste giorni stanno facendo della loro professione una vera e propria missione di umanità, tra turni massacranti e notti in piedi, senza cedere alla paura e allo sconforto. Gli operatori della sanità, sono tra i cittadini a più alto rischio di contagio da Coronavirus. Proprio di queste ore la notizia che il primo caso da coronavirus nella Marsica è un medico del pronto soccorso di Pescina. 

Le aziende sanitarie dovrebbero analizzare le proprie strutture organizzative e perferzionarsi al più presto.
In  ragione di questo ieri la NurSid, il sindacato delle professioni infermieristiche ha scritto Al Direttore Generale
ASL 1 Avezzano Sulmona L’Aquila, sollecitando l’invio di disponivi di protezione individuali (D.P.I.) idonei e delle indicazioni di contrarre ricoveri in elezione, ossia, di sospendere immediatamente delle attività ambulatoriali, ricoveri programmati e tutte le attività non urgenti.

Ricevere delle attrezzature per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori (guanti, occhiali, visiere, mascherine facciali filtranti, scarpe, ecc.) e riducendo i ricoveri in elezione del 50%, porterebbe ad un fluido utilizzo delle risorse umane, nel caso di aumento dei casi di infezione.

Questo perchè i posti di rianimazione potrebbero non bastare al verificarsi di una situazione di contagio diffuso e contestualmente le risorse umane diventerebbero irrisorie per trattare i casi più gravi.