Presutti a Verdecchia: “Illustri cittadini avevano già suggerito una diversa valorizzazione di quella piazza. L’Austria? Gli consiglio di andarci”



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Avezzano. Sulla vicenda della piazza dietro alla ex Asl, interviene di nuovo l’ex assessore Crescenzo Presutti oggi candidato nelle liste di Gabriele De Angelis.

Oltre a dimostrare una grave ignoranza sul tema del consumo di suolo e pur sapendo di aver violato le disposizioni regolamentari adottate dalla stessa amministrazione che rappresentano (vedi Delibera di C.C. n. 56 del 29.12.2014) questi pessimi amministratori, rifuggono dall’idea di dover ammettere il torto, disprezzando il ragionamento.
Per avere ragione delle critiche, peraltro provenienti da più voci, utilizzano argomentazioni offensive, prive di senso.
Non solo, essi dimostrano di avere scarsa conoscenza della storia cittadina e misantropia verso l’altrui pensiero. Come quello, ad esempio, espresso dallo stimato Collega Renato Simone, il quale, nel 2013, dalle pagine del quotidiano Il Centro, diffidava l’Amministrazione Comunale dal realizzare un’opera inutile, ricordando la memoria storica di quella che un tempo era denominata “piazza dei Tre Lampioni” (vedi la poesia in dialetto di Gaetano Peluso, nel giornale diocesano Il Velino del 31 ottobre 2011, a cura di Giovanbattista Pitoni) suggerendo l’utilizzo dell’area per uno spazio dedicato ai bambini. Successivamente, anche il Presidente dell’Archeoclub, l’avv. Umberto Irti, riprendeva la proposta e scriveva così “Lo spazio, attualmente abbandonato e spesso usato come parcheggio per le auto, andrebbe valorizzato e non cementificato. Si tratta di un sito interessante che ricade all’interno della cinta muraria medievale e che dovrebbe celare resti di importanti edifici meritevoli di attento rilievo, per questo sono d’accordo con la tesi dell’avvocato Renato Simone, il quale ha sollevato il problema della destinazione dell’area che andrebbe riqualificata e non destinata a parcheggio”.
A Verdecchia, inoltre, sfugge un banale principio sancito dalla Costituzione, quello che stabilisce il primato dell’interesse collettivo su quello privato, ammesso che sia vera la storiella delle firme raccolte o quella dei danni alle auto.
Quanto al dissesto ad esso non si doveva rimediare con lo scempio dell’asfalto e con l’impermeabilizzazione dell’area.
Insomma, siamo dinanzi al classico caso di mancanza di idee, sebbene altri Autorevoli concittadini le avessero suggerite e sebbene le recenti disposizioni regolamentari le imponessero.
Ma l’aspetto più penoso del contenuto dell’intervento di Verdecchia è quello di aver replicato ad una legittima critica – verso quello che altro non è se non un vero e proprio scempio – con parole offensive e con argomenti ad personam, evitando di confutare le obiezioni.
È questo il più debole degli stratagemmi suggeriti da Schopenhauer nel famoso trattatello “L’arte di ottenere ragione”. Quando non si riesce a confutare il pensiero altrui “si passi dall’oggetto della contesa agli attacchi alla persona stessa del nostro contendente”. Questo stratagemma è molto popolare, e lo usano istintivamente coloro che non sono all’altezza di sostenere altrimenti le loro tesi. Per cui può capitare di doverlo subire: per proteggersi non c’è che un mezzo: non discutere con tutti, ma solo con chi sia alla nostra altezza. Fra cento persone, ce n’è forse una degna che si disputi con lei.
Consiglio a Verdecchia di fare un viaggio in Austria. Scoprirebbe un mondo diverso ed un modo di amministrare diametralmente opposto al suo. Ne trarrebbe certamente beneficio.

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