Parco Sirente-Velino, esecutivo regionale sotto il fuoco di fila incrociato delle opposizioni ma Imprudente tira dritto

«È stato fatto un lavoro trasparente in tutte le fasi. Si è partiti dalle bozze della passata legislatura, mai portate in approvazione. Durante questo anno e mezzo abbiamo fatto iniziative che sul quel territorio non erano mai state fatte.»

Avezzano – Esecutivo Regionale sottoposto al fuoco di fila incrociato delle opposizioni dopo l’approvazione della legge che da l’avvio alla riperimetrazione del Parco Regionale Sirente-Velino. I comunicati stampa hanno riempito gli spazi dei media e alimentato una sorta di furore ideologico diretto alla pancia di un’opinione pubblica, in parte distratta dal Covid-19.

Orientarsi all’interno delle reali dimensioni del problema è sempre molto difficile quando la comunicazione delle ragioni, del tutto legittime, di chi fa politica, è fortemente caratterizzata da un profilo di natura ideologica. Il consigliere del M5S, Giorgio Fedele, ha definito una vergogna, la legge dell’Assessore Imprudente e una sciagura, la Giunta Marsilio.  

«Quando l’ignoranza e l’arroganza si incontrano, si producono i danni peggiori. E quando tutto questo avviene nelle aule istituzionali, si toccano i livelli più bassi della politica.» Sono le parole che il consigliere del PD, Pierpaolo Pietrucci, ha scritto sul suo profilo Facebook, accompagnate dall’hashtag #vergognaitaliana. Nei comunicati stampa, Fedele riferisce di 14.000 ettari sottratti al Parco, Pietrucci parla di 10.000. L’Assessore Imprudente, ha parlato di 6.500 ettari. Difficile per il cittadino orientarsi in questa babele di numeri.   

Durante la conferenza stampa, Imprudente ha dichiarato che l’approvazione di questa legge mette la Regione Abruzzo al centro delle tematiche su cui investire in termini di crescita, di promozione, di sviluppo delle aree interne.

«Si arriva da sette anni di commissariamento» ha detto Imprudente «L’ente parco va adeguato a quelle che sono le normative attuali sulle quali incardinare quella che oggi viene definita la transizione ecologica. La legge regionale istituisce un comitato tecnico scientifico consultivo che vede la presenza di tutti i portatori di interesse.»

Nella nuova governance illustrata dal Vicepresidente della Regione Abruzzo, avranno un ruolo attivo, oltre al Direttore e al Presidente dell’Ente, anche le associazioni ambientaliste, i rappresentanti degli agricoltori e delle guide alpine, le rappresentanze della filiera turistica, l’Università e l’Istituto Zooprofilattico. Verranno inoltre istituite, per la prima volta, le guardie del parco.

Quella che Imprudente chiama rivoluzione della governance, si estrinseca attraverso il taglio dei costi di mantenimento della struttura. Si passerà da 3 revisori dei conti a uno, i componenti del CdA passeranno dagli attuali 11 a 7, inoltre verrà rivisto il modello remunerativo del CdA che prevederà un gettone di presenza del valore di 30 euro.

I sindaci dei comuni del Parco avranno una rappresentanza privilegiata di maggioranza che consentirà loro di indicare il Presidente dell’Ente. Quanto alla riperimetrazione, si tratterebbe di circa 6.500 ettari che ricadrebbero, secondo Imprudente, in aree prive di particolare pregio, dal punto di vista ambientale. «Tali aree sono state individuate nella fase di ascolto del territorio, durante la quale abbiamo recepito alcune indicazioni delle associazioni ambientaliste.»

«È stato fatto un lavoro trasparente in tutte le fasi. Si è partiti dalle bozze della passata legislatura, più volte revisionate ma mai portate in approvazione. Vogliamo costruire realmente ciò che non c’è stato in questi 25 anni. Durante questo anno e mezzo, non siamo rimasti a guardare, ma abbiamo fatto iniziative che sul quel territorio non sono mai state fatte.»

«Con l’attuazione di questa legge terminerà il commissariamento e si aprirà una fase nuova. Va detto che durante la fase del Covid, l’Ente Parco ha potuto contare su un sostegno finanziario di 100.000 euro più altri 10.000 per ognuno dei comuni del parco, che saranno anche poca cosa, ma comunque rappresentano pur sempre iniziative mai fatte da chi c’era prima, e che oggi, dice di avere a cuore le tematiche ambientali. Un conto è la politica delle parole e un conto è la politica dei fatti.»

L’assessore sottolinea che con la revisione dell’Ente Parco si è costituita anche la prima green community a livello nazionale. «È un progetto di comunità la cui funzione è orientata alla gestione del PNRR. Il parco entra a pieno titolo da protagonista nei Contratti di Fiume che la Regione Abruzzo ha inserito nelle schede a valere sul PNRR

Alle associazioni ambientaliste, che sostengono siano stati fatti favori ai sindaci delle varie comunità Imprudente ha replicato. «Se si vuole strumentalizzare, ogni occasione è buona. Chiedo quali siano state le proposte vere da parte delle opposizioni e da una parte delle associazioni su questa iniziativa. Le proposte serie invece le abbiamo prese in considerazione. Questa è una rivoluzione. Sfido chiunque a portare una progettazione e un rendiconto come quello degli ultimi due anni.»

Sulla tagliola applicata in Consiglio per bloccare gli emendamenti delle opposizioni, Imprudente ha risposto che nella fase finale di approvazione definitiva, è stato necessario superare un ostruzionismo che non era costruttivo. Quanto all’obiezione sull’assenza delle basi scientifiche a supporto della definizione del nuovo perimetro del parco, l’assessore ha ribattuto che nemmeno il vecchio perimetro era basato su evidenze scientifiche.

«Se voi lo guardate, il vecchio perimetro corrispondeva ai confini amministrativi dei comuni della Valle Subequana. Un Parco non è soltanto natura e specie, ma anche comunità locali, socialità, economia e tradizioni. Modifiche del perimetro, possono essere proposte anche dalle comunità locali e dai comuni. Non sempre un confine deve soggiacere a una ragione di valenza scientifica.»