Padroni di niente. Testimonianze e vicende marsicane al tempo dell’occupazione tedesca



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Osvaldo e Roberto Cipollone hanno concluso la loro ultima fatica: “Padroni di niente. Testimonianze e vicende marsicane al tempo dell’occupazione tedesca“. Il libro viene presentato domenica 11 agosto 2019 alle ore 18.30 presso Chiesa Santa Maria di Cese alla presenza degli autori, di appassionati di storia e dei rappresentanti delle istituzioni locali.

Al centro della voluminosa opera, frutto di un impegnativo lavoro di studio e di documentazione storica, vi è il racconto di eventi che si sono svolti in un arco di tempo relativamente breve, quello che va dal settembre del 1943 al giugno del 1944. “Le vicende riportate fanno riferimento non solo al paese di Cese ed al territorio dei Piani Palentini, ma a tanti paesi della Marsica e delle aree limitrofe, con naturali digressioni su temi regionali e nazionali che non hanno altra pretesa se non quella di raccontare una piccola, piccolissima parte di storia di questi luoghi“, spiegano gli autori nella Prefazione.

La Marsica, come tutto il territorio nazionale, ha subito l’occupazione tedesca. L’8 settembre 1943 il generale Badoglio aveva comunicato, via radio, l’annuncio dell’avvenuto armistizio firmato con gli alleati pochi giorni prima. Per l’Italia fu l’inizio di un periodo caotico e incerto: il re e i generali in fuga, le forze armate lasciate allo sbando, i tedeschi incaricati di disarmare le truppe italiane. Il vuoto governativo lasciato a Roma precipita il Paese nella confusione più estrema mentre, dal canto loro, le formazioni partigiane cercano di colmare il vuoto di potere appena lasciato dando vita a forma di Resistenza armata e civile che durerà fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

In “Padroni di niente. Testimonianze e vicende marsicane al tempo dell’occupazione tedesca” i grandi eventi storici di quegli anni si mescolano alle piccole storie della gente e delle città marsicane. Diversi i mesi che dovranno trascorrere prima che sia possibile ritrovare un briciolo di quiete. “Tre stagioni durante le quali non si è stati più padroni di nulla. Giorni infiniti in cui alla popolazione è stata negata la libertà di vivere la propria vita, di coltivare il seme della pace e della serenità. Era tempo di guerra, e in quelle circostanze molti animi liberi hanno dovuto tenere a bada il proprio risentimento; altri si sono esposti ribellandosi e rischiando la vita. Nello stesso luogo, spesso si sono intrecciate vicende drammatiche e casi di fraternizzazione e convivenza pacifica“.

Il libro di Osvaldo e Roberto Cipollone non si pone come una lettura politica degli eventi, ma vuole solo provare a ricostruire, nella maniera più fedele ed accurata possibile, i ricordi e le memorie legate a quel tempo. Parlano le testimonianze, parlano i documenti, parlano i marsicani che hanno conosciuto e vissuto l’occupazione tedesca. L’intento degli autori è quello di riuscire a fare luce su una fase storica della Marsica ancora poco studiata attraverso testimonianze dirette e ricostruzioni circostanziate avvalendosi, naturalmente, di informazioni ufficiali e doverosi riscontri documentali.